Tempi (rivista)

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Tempi
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàsettimanale (1994-2017) mensile (dal 2018)
Generestampa nazionale
Fondazione1994
SedeCorso Sempione, 4 Milano (MI)
EditoreContrattempi[1]
DirettoreEmanuele Boffi
Sito webwww.tempi.it
 

Tempi è un periodico cattolico, originariamente settimanale e attualmente mensile. Si occupa di cronaca, attualità, cultura, e fornisce reportage e approfondimenti su politica ed esteri. Dal 18 ottobre 2017 al 24 novembre 2017, prima della sua chiusura momentanea, la testata è uscita esclusivamente in edizione digitale[2].

Il 10 gennaio 2018 la rivista è nuovamente pubblicata, con periodicità mensile.[3][4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo numero del settimanale, fondato nel 1994 da Luigi Amicone, andò in edicola nelle principali città italiane, il 28 agosto 1995[5], con un editoriale in prima pagina firmato da Giuliano Ferrara[6].

Dal 2009 Tempi fu in edicola in tutta Italia. Nel sud e nelle isole era un supplemento del quotidiano Il Giornale[7]. Nel 2011, Tempi sviluppò una collaborazione con il settimanale domenicale de L'Osservatore Romano, uscendo in abbinata con la rivista cartacea fino al dicembre 2012.[8]

Durante il Meeting per l'amicizia fra i popoli del 2013, Tempi organizzò una raccolta firme contro la legge sull'omofobia al varo in Parlamento, suscitando la reazione di alcune associazioni gay[9]. Il 1º ottobre 2013, Tempi pubblicò la lettera nella quale Silvio Berlusconi annunciava che il Pdl avrebbe tolto la fiducia al Governo Letta[10], decisione che abbandonò durante il voto al Senato del 2 ottobre 2013[11].

Nel gennaio 2017 Luigi Amicone lasciò la direzione di «Tempi» dopo 23 anni ininterrotti alla guida del settimanale. Il 2 febbraio 2017 il nuovo direttore divenne Alessandro Giuli. Il settimanale cambiò proprietà, venendo rilevato (per l'80%)[12] da due imprenditori, Valter Mainetti e Davide Bizzi, che acquistarono pariteticamente il controllo della ETD Digital[13].

Nell'agosto del 2017 la nuova direzione decise di aumentare del 50% il prezzo del settimanale e dell'abbonamento alla rivista.[14] Dal 19 dicembre 2017 la proprietà della ETD passa per l’80% a Musa Comunicazione, società del Gruppo Sorgente, riferibile a Valter Mainetti; il restante 20% appartiene a Vox Communication riferibile a Samuele Sanvito.[15]

Il 22 dicembre 2017 assume la direzione Emanuele Boffi.[16]

La chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 ottobre 2017 il settimanale smette di uscire in formato cartaceo rimanendo solo nella versione online, ciò a causa delle ingenti perdite cresciute di anno in anno.[17][18][19]

Il 24 novembre 2017 chiude anche la redazione online della rivista portando alla definitiva liquidazione della società editrice.[14][20][21]

La riapertura[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 dicembre 2017 cinque giornalisti della rivista (Emanuele Boffi, Rodolfo Casadei, Caterina Giojelli, Leone Grotti e Pietro Piccinini) hanno costituito la cooperativa Contrattempi con l'obiettivo di riprendere la pubblicazione della rivista. Il nuovo direttore è Emanuele Boffi[3]

Il 10 gennaio 2018 la testata riprende le pubblicazioni con periodicità mensile. L'edizione cartacea è distribuita solo in abbonamento[1][4]

Linea editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il settimanale era vicino alle posizioni della Chiesa cattolica e al movimento di Comunione e Liberazione.[22]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Hanno collaborato con la testata, fra gli altri: Gianni Baget Bozzo, Maurizio Bonacina, Marco Cirnigliaro, Maurizio Crippa, Luca Doninelli, Renato Farina, Giuliano Ferrara, Oscar Giannino, Gian Micalessin, Aurelio Picca, Davide Rondoni, Sergio Scalpelli, Vittorio Sgarbi, Antonio Socci, Giorgio Vittadini, Diego Fusaro.

Finanziamenti pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua storia il settimanele utilizzò il finanziamento pubblico all'editoria:[23][24]

Anno Finanziamento
2008 259 740,93 €[25]
2009 259 495,52 €[26]
2010 471 865,90 €[27]
2011 354 757,76 €[28]
2012 341 139,48 €[29]
2013 254 854,97 €[30]
2014 267 192,79 €[31]
2015 269 933,14 €[32]
Totale 2 478 980,49 €[33]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Tempi è vivo, su tempi.it. URL consultato il 21 febbraio 2018.
  2. ^ Tempi chiude in edicola e trasloca online, su primaonline.it. URL consultato il 24 ottobre 2017.
  3. ^ a b Torna Tempi. E diventa un mensile. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  4. ^ a b Tempi riparte come mensile grazie ai suoi giornalisti | Prima Comunicazione, su www.primaonline.it. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  5. ^ Tempi, 28 agosto 1995, anno 1, numero 0
  6. ^ "Il Processo", Giuliano Ferrara, Tempi, 28 agosto 1995, anno 1, numero 0
  7. ^ Tempi diventa settimanale
  8. ^ Osservatore Romano, le ragioni di un'abbinata
  9. ^ Raccolta di firme contro la legge sull'omofobia Archiviato il 2 dicembre 2013 in Internet Archive.
  10. ^ Lettera di Silvio Berlusconi a Tempi
  11. ^ Silvio Berlusconi cambia idea all'ultimo
  12. ^ Editoria e mattone, il settimanale vicino a Cl Tempi passa agli immobiliaristi Bizzi e Mainetti, su Il Fatto Quotidiano, 26 gennaio 2017. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  13. ^ Cambio di proprietà per "Tempi" e nuovo direttore, su primaonline.it. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  14. ^ a b Chiude Tempi, licenziamento immediato per redazione e dipendenti, in L’Huffington Post, 24 novembre 2017. URL consultato il 24 novembre 2017.
  15. ^ [1]
  16. ^ [2]
  17. ^ Mainetti e Bizzi chiudono Tempi di Giuli - Formiche.net, in Formiche.net, 18 ottobre 2017. URL consultato il 19 ottobre 2017.
  18. ^ Tempi trasloca online (saluto e augurio), in Tempi.it. URL consultato il 18 ottobre 2017.
  19. ^ Editoria, chiude il settimanale Tempi: sarà solo online. "Facciamo un passo indietro per ragioni economiche" - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 18 ottobre 2017. URL consultato il 18 ottobre 2017.
  20. ^ Hanno chiuso Tempi | Tempi.it, su www.tempi.it. URL consultato il 24 novembre 2017.
  21. ^ Editoria e mattone, Tempi duri con Mainetti che chiude anche l'edizione web del settimanale ciellino - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 24 novembre 2017. URL consultato il 24 novembre 2017.
  22. ^ CL abbandona il cavaliere
  23. ^ Accertamenti dal sito del Governo italiano
  24. ^ Contributi editoria dal sito del Governo italiano
  25. ^ Finanziamento pubblico 2008 dal sito del Governo italiano
  26. ^ Finanziamento pubblico 2009 dal sito del Governo italiano
  27. ^ Finanziamento pubblico 2010 e Finanziamento pubblico 2010 - Recupero quota dal sito del Governo italiano
  28. ^ Finanziamento pubblico 2011 dal sito del Governo italiano
  29. ^ Finanziamento pubblico 2012 dal sito del Governo italiano
  30. ^ ANNO 2013 CONTRIBUTI DIRETTI ALLE IMPRESE EDITORIALI (PDF), su presidenza.governo.it.
  31. ^ CONTRIBUTI DIRETTI ALLE IMPRESE EDITRICI PER L'ANNO 2014 (PDF), su presidenza.governo.it (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2017).
  32. ^ CONTRIBUTI DIRETTI ALLE IMPRESE EDITRICI PER L'ANNO 2015 (PDF), su presidenza.governo.it.
  33. ^ Governo Italiano - Dipartimento per l'informazione e l'editoria, su presidenza.governo.it. URL consultato il 19 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2017).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]