Steve Albini

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« Quanti ragazzi vorrebbero essere frustati dalla chitarra di Steve Albini? »
(Kim Gordon, "Village Voice", autunno 1988 [1])
Steve Albini
Steve Albini nel 2007 all'ATP
Steve Albini nel 2007 all'ATP
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Noise rock
Post-hardcore
Industrial
Math rock
Periodo di attività 1982 – in attività
Gruppi e artisti correlati Rapeman, Big Black, Shellac

Steven Frank Albini (Pasadena, 22 luglio 1962) è un cantante, chitarrista, produttore discografico, ingegnere del suono e critico musicale statunitense.

È stato il front man di band fondamentali come i Big Black, i Rapeman e gli Shellac (questi ultimi ancora in attività).[2] È inoltre il fondatore della compagnia Electrical Audio, che opera con due studi di registrazione a Chicago e negli anni si è imposta come una delle più importanti realtà del rock indipendente.[3]

È considerato uno dei "guru" della scena alternativa americana.[3][4][5]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in California da immigrati torinesi e crebbe nel Montana. A 18 anni si trasferì a Chicago per studiare giornalismo alla Northwestern University e in breve tempo divenne un punto di riferimento della locale scena hardcore punk e poi post hardcore, che contribuì in modo determinante a creare.[6]

Nel 1981 si legò da membro esterno ai Naked Raygun. L'anno successivo fondò i Big Black, gruppo seminale per l'evoluzione di generi come il post hardcore, il noise e l'industrial.[6] Nella seconda metà degli anni ottanta formò i Rapeman e successivamente gli Shellac.

Sin dall'inizio ha affiancato alla sua attività da musicista quella di produttore musicale, anche se Albini non gradisce questo termine e preferisce essere indicato come recording engineer.[7] Contrariamente a ciò che succede abitualmente, Albini non riceve royalties per le sue incisioni.[8] Albini ha stimato la sua apparizione come tecnico del suono in oltre 1000 album.[9]

Secondo Albini, far entrare il produttore nelle sessioni di registrazione distrugge spesso il lavoro del gruppo, in quanto dovrebbe semplicemente occuparsi di risolvere eventuali problemi e di "catturare" il suono migliore, non di controllare l'opera degli artisti dal punto di vista musicale.[10]

Il suo approccio chitarristico è stato influenzato da tutti gli stili partoriti dal rock. Coi Big Black, Albini mostrò la sua grammatica musicale, fatta di suoni abrasivi, rumori metallici e percussioni industriali. Nei suoi testi, cantati con voce urlata e spesso distorta, Albini descrive la sua vita, prendendola come esempio di quella di tutti i giovani delle società occidentali, parlando delle ingiustizie subite e della deumanizzazione di ogni soggetto.

In passato è stato profondamente criticato per la decisione di aver dedicato un 45 giri chiamato "Il Duce" a Benito Mussolini, prodotto ed eseguito con i Big Black: il disco raffigurava sulla copertina lo stesso Mussolini e sullo sfondo un Tricolore. All'interno di questo, è presente come primo brano l'omonima traccia "Il Duce". Tuttavia il brano, per ammissione del suo stesso autore (che ha anzi ribadito con forza le proprie posizioni progressiste e antifasciste), non è altro che una provocatoria presa in giro del dittatore.[11]

Nel 2013, in occasione del ventennale dell'album In Utero dei Nirvana, all'interno dell’edizione in boxset della ristampa del disco viene inclusa la lettera che Steve Albini scrisse alla band prima di iniziare le registrazioni, lettera che rappresenta una sorta di dichiarazione di intenti del produttore.[12]

Albini è famigerato nel mondo dell'indie per aver criticato aspramente l'industria musicale[13], ma anche gli stessi festival "alternativi" (come il celebre Lollapalooza)[14], nonché per i giudizi senza peli sulla lingua spesso riservati a molti suoi illustri colleghi (dai Sonic Youth colpevoli a suo dire di essersi "venduti"[15], ai Pixies definiti "una band che al suo meglio fa del blando college rock"[16], fino ai Nirvana liquidati come "i R.E.M. col fuzzbox"[17] e "una versione insignificante del sound di Seattle"[18]).

Oltre alla musica, Albini è molto interessato anche al baseball[19] e alla cucina[20].

Gruppi prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Delle centinaia di gruppi prodotti da Steve Albini, questa è una lista contenente alcuni dei più importanti:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michael Azerrad, Our Band Could Be Your Life, Roma, Arcana, 2001, p. 289.
  2. ^ Steve Albini su Discogs. URL consultato il 2015-07-05.
  3. ^ a b Steve Albini | Biography | AllMusic
  4. ^ The History of Rock Music. Steve Albini: history, discography, reviews, links
  5. ^ Big Black - biografia, recensioni, discografia, foto :: OndaRock
  6. ^ a b Rapeman - biografia, recensioni, discografia, foto :: Onda Rock
  7. ^ Michael Azerrad, Our Band Could Be Your Life, Roma, Arcana, 2001, p. 317.
  8. ^ Steve Albini Explains Why Royalties Don't Make Sense | Techdirt
  9. ^ Electrical Audio - Staff & Friends
  10. ^ Steve Albini: Information from Answers.com
  11. ^ http://www.scaruffi.com/interv/interv93.html
  12. ^ La lettera (tradotta) di Steve Albini ai Nirvana su In Utero, rumoremag.com.
  13. ^ The Problem With Music :Negativworldwidewebland su www.negativland.com. URL consultato il 2015-07-05.
  14. ^ http://sloannet.yupislyr.com/msg01/msg01447.html
  15. ^ Steve Albini Goes Off on Sonic Youth. URL consultato il 2015-07-05.
  16. ^ The Top 20 Steve Albini-Recorded Albums - Pixies Surfer Rosa - 20 - Stereogum su www.stereogum.com. URL consultato il 2015-07-05.
  17. ^ Nirvana: 20 Things You Didn't Know About 'In Utero' su NME.COM. URL consultato il 2015-07-05.
  18. ^ 04. Nirvana | Features | Cokemachineglow. URL consultato il 2015-07-05.
  19. ^ Hear Steve Albini Talk Baseball, Poker, And Shellac’s Dude Incredible On The Kreative Kontrol Podcast.
  20. ^ mariobatalivoice: What I made Heather for dinner..

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