Leonardo Castellani: differenze tra le versioni

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Su questa sua propensione, quasi intatta, per la sperimentazione, ha influito l'essere cresciuto in un ambiente severo di maestri artigiani; oltre ad un grande interesse per la lettura e la scrittura.<ref>[http://www.spac.pu.it/index.php?id=16095 Castellani, Leonardo<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref>[http://catalogo.archividelnovecento.it/scripts/GeaCGI.exe?REQSRV=REQPROFILE&ID=105164 Scheda<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>
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Castellani ha imparato l'arte calcografica da autodidatta, dopo aver frequentato l'[[Accademia di Belle Arti di Firenze]], assieme a [[Osvaldo Licini]], nella quale sperimentò la scultura, durante il periodo della [[prima guerra mondiale]]. Entrò in contatto con l'avanguardia [[Futurista]], a [[Roma]] e a [[Cesena]], conoscendo anche [[Filippo Tommaso Marinetti]] e [[Giacomo Balla]]. Sempre a Cesena, si appassionò alla ceramica, grazie alla frequentazione della fabbrica di famiglia, poi distrutta da un incendio; inseguito, a [[Venezia]], ebbe modo di sperimentare la pittura e di stringere amicizia con [[Vincenzo Cardarelli]], [[Virgilio Guidi]], [[Pio Semeghini]], [[Diego Valeri]] ed [[Ezra Pound]]. Ma è con il soggiorno [[Fano|fanese]] ([[1928]] - [[1930|30]]) che Castellani s'impegna maggiormente per acquisire la tecnica calcografica, da questo momento fino agl'anni della [[seconda guerra mondiale]], è stata una continua sperimentazione ed elaborazione di tale tecnica.
Castellani ha imparato l'arte calcografica da autodidatta, dopo aver frequentato l'[[Accademia di Belle Arti di Firenze]], assieme a [[Osvaldo Licini]], nella quale sperimentò la scultura, durante il periodo della [[prima guerra mondiale]]. Entrò in contatto con l'avanguardia [[futurista]], a [[Roma]] e a [[Cesena]], conoscendo anche [[Filippo Tommaso Marinetti]] e [[Giacomo Balla]]. Sempre a Cesena, si appassionò alla ceramica, grazie alla frequentazione della fabbrica di famiglia, poi distrutta da un incendio; in seguito, a [[Venezia]], ebbe modo di sperimentare la pittura e di stringere amicizia con [[Vincenzo Cardarelli]], [[Virgilio Guidi]], [[Pio Semeghini]], [[Diego Valeri]] ed [[Ezra Pound]]. Ma è con il soggiorno [[Fano|fanese]] ([[1928]] - [[1930|30]]) che Castellani s'impegna maggiormente per acquisire la tecnica calcografica; da questo momento, fino agli anni della [[seconda guerra mondiale]], è stata una continua sperimentazione ed elaborazione di tale tecnica.
Nel [[1930]] arrivò all'[[Scuola del Libro|Istituto per l'Illustrazione e la Decorazione del Libro]], dove ottenne la cattedra di Calcografia; durante il lungo periodo di questo insegnamento formò molti artisti, come: [[Nunzio Gulino]], [[Arnaldo Ciarrocchi]], [[Renato Bruscaglia]], [[Enrico Ricci]], [[Walter Piacesi]], [[Adriano Calavalle]] e tanti altri.<ref name=autogenerato1>AA.VV., ''La Scuola del Libro di Urbino'', catalogo della mostra tenutasi all'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, dal 22 al 31 maggio 1986</ref>


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Castellani s'impegnò anche nella vita culturale di [[Urbino]]; ce lo dimostra il fatto che fu socio della locale [[Accademia Raffaello]], dal 6 maggio [[1940]], e ricoprì la carica di Vicesegretario nel Consiglio Direttivo, dal [[1946]] al [[1949]]<ref>Anna Fucili, l'Accademia Raffaello 1869-1969, Collana di Studi e Testi n.18, Accademia Raffaello, Urbino, 2003, ISBN 88-87573-10-7</ref>.


Castellani s'impegnò anche nella vita culturale di [[Urbino]]: lo dimostra il fatto che fu socio della locale [[Accademia Raffaello]], dal 6 maggio [[1940]], e ricoprì la carica di Vicesegretario nel Consiglio Direttivo, dal [[1946]] al [[1949]]<ref>Anna Fucili, l'Accademia Raffaello 1869-1969, Collana di Studi e Testi n.18, Accademia Raffaello, Urbino, 2003, ISBN 88-87573-10-7</ref>.
Il vero capolavoro letterario di Castellani, si tratta del trittico editoriale composto da: ''Pagine senza cornice'' ([[1946]]), ''Quaderni di un calcografo'' ([[1955]]) e ''Carte sotto stampa'' ([[1974]]). Mentre l'opera letteraria ''Vivere nel tuo paese'' è una specie di autobiografia.


Il vero capolavoro letterario di Castellani è il trittico editoriale composto da: ''Pagine senza cornice'' ([[1946]]), ''Quaderni di un calcografo'' ([[1955]]) e ''Carte sotto stampa'' ([[1974]]). Mentre l'opera letteraria ''Vivere nel tuo paese'' è una specie di autobiografia.
Quando ha iniziato a sperimentare l'incisione calcografica, Castellani ha privilegiato come soggetti, principalmente, i paesaggi ma anche la figura umana e le nature morte. Dal [[1928]] al [[1973]], Castellani realizzò 798 incisioni, in tirature minime.
La fonte della sua ispirazione per le incisioni, derivava dalla lezione degli artisti del [[XVII secolo|XVII]] e [[XVIII secolo]]; ma non solo, perché Castellani traeva ispirazione anche dalle incisioni calcografiche di Fattori e degl'incisori dei primi venti anni del [[XX secolo]], come: [[Giorgio Morandi]], [[Carlo Carrà]] e molti altri.


Quando ha iniziato a sperimentare l'incisione calcografica, Castellani ha privilegiato, come soggetti, principalmente i paesaggi ma anche la figura umana e le nature morte. Dal [[1928]] al [[1973]], Castellani realizzò 798 incisioni, in tirature minime.
Nel secondo dopoguerra, Castellani godeva di un ampio consenso tra gli incisori suoi contemporanei ed era stimato dei collaboratori della rivista ''"Il Selvaggio"'', che fu un importante canale di diffusione del nuovo stile dell'incisione italiana.
La fonte della sua ispirazione per le incisioni derivava dalla lezione degli artisti del [[XVII secolo|XVII]] e [[XVIII secolo]]; ma non solo, perché Castellani traeva ispirazione anche dalle incisioni calcografiche di Fattori e degl'incisori dei primi venti anni del [[XX secolo]], come [[Giorgio Morandi]], [[Carlo Carrà]] e molti altri.


Nel secondo dopoguerra, Castellani godeva di un ampio consenso tra gli incisori suoi contemporanei ed era stimato dai collaboratori della rivista ''Il Selvaggio'', che fu un importante canale di diffusione del nuovo stile dell'incisione italiana.
Castellani intraprenderà una nuova esperienza, con la fondazione della rivista ''Valbona'', uscita tra il [[1957]] e il [[1961]], in venti fascicoli e in una tiratura limitatissima.

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Si spense il 20 novembre [[1984]]. Dopo la sua scomparsa, i suoi eredi hanno donato alcune delle sue incisioni calcografiche al Comune di Urbino, che le ha esposte in una sala (a lui dedicata) all'interno del palazzo dell'ex Collegio Raffaello<ref>[http://www.turismo.marche.it/Guida/Musei/tabid/193/C/041067/T/10/ST/1/ID/PU096/Page/1/Collezione-Leonardo-Castellani/Default.aspx Collezione Leonardo Castellani<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>.
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Versione delle 18:27, 10 feb 2016

Leonardo Castellani (Faenza, 19 ottobre 1896Urbino, 20 novembre 1984) è stato un artista e scrittore italiano.

In particolare è stato un incisore calcografico e pittore.

Biografia

Fin dalla sua gioventù sperimentò varie tipologie artistiche, dall'intaglio del legno fino alla pittura, passando per la scultura, la decorazione di locali pubblici e la ceramica; ma solo l'acquaforte, l'acquerello, il disegno e la scrittura hanno catturato il suo interesse. Su questa sua propensione, quasi intatta, per la sperimentazione, ha influito l'essere cresciuto in un ambiente severo di maestri artigiani; oltre ad un grande interesse per la lettura e la scrittura.[1][2]

Castellani ha imparato l'arte calcografica da autodidatta, dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze, assieme a Osvaldo Licini, nella quale sperimentò la scultura, durante il periodo della prima guerra mondiale. Entrò in contatto con l'avanguardia futurista, a Roma e a Cesena, conoscendo anche Filippo Tommaso Marinetti e Giacomo Balla. Sempre a Cesena, si appassionò alla ceramica, grazie alla frequentazione della fabbrica di famiglia, poi distrutta da un incendio; in seguito, a Venezia, ebbe modo di sperimentare la pittura e di stringere amicizia con Vincenzo Cardarelli, Virgilio Guidi, Pio Semeghini, Diego Valeri ed Ezra Pound. Ma è con il soggiorno fanese (1928 - 30) che Castellani s'impegna maggiormente per acquisire la tecnica calcografica; da questo momento, fino agli anni della seconda guerra mondiale, è stata una continua sperimentazione ed elaborazione di tale tecnica.

Nel 1930 arrivò all'Istituto per l'Illustrazione e la Decorazione del Libro, dove ottenne la cattedra di Calcografia; durante il lungo periodo di questo insegnamento formò molti artisti, come Nunzio Gulino, Arnaldo Ciarrocchi, Renato Bruscaglia, Enrico Ricci, Walter Piacesi, Adriano Calavalle e tanti altri.[3]

Castellani s'impegnò anche nella vita culturale di Urbino: lo dimostra il fatto che fu socio della locale Accademia Raffaello, dal 6 maggio 1940, e ricoprì la carica di Vicesegretario nel Consiglio Direttivo, dal 1946 al 1949[4].

Il vero capolavoro letterario di Castellani è il trittico editoriale composto da: Pagine senza cornice (1946), Quaderni di un calcografo (1955) e Carte sotto stampa (1974). Mentre l'opera letteraria Vivere nel tuo paese è una specie di autobiografia.

Quando ha iniziato a sperimentare l'incisione calcografica, Castellani ha privilegiato, come soggetti, principalmente i paesaggi ma anche la figura umana e le nature morte. Dal 1928 al 1973, Castellani realizzò 798 incisioni, in tirature minime. La fonte della sua ispirazione per le incisioni derivava dalla lezione degli artisti del XVII e XVIII secolo; ma non solo, perché Castellani traeva ispirazione anche dalle incisioni calcografiche di Fattori e degl'incisori dei primi venti anni del XX secolo, come Giorgio Morandi, Carlo Carrà e molti altri.

Nel secondo dopoguerra, Castellani godeva di un ampio consenso tra gli incisori suoi contemporanei ed era stimato dai collaboratori della rivista Il Selvaggio, che fu un importante canale di diffusione del nuovo stile dell'incisione italiana.

Castellani intraprese una nuova esperienza, con la fondazione della rivista Valbona, uscita tra il 1957 e il 1961, in venti fascicoli e in una tiratura limitatissima.[3]

Si spense il 20 novembre 1984. Dopo la sua scomparsa, i suoi eredi hanno donato alcune delle sue incisioni calcografiche al Comune di Urbino, che le ha esposte in una sala (a lui dedicata) all'interno del palazzo dell'ex Collegio Raffaello[5].

Bibliografia

  • Leonardo Castellani - Opera grafica 1928 - 1973, Neri Pozza (a cura di), Neri Pozza Editore.
  • Gastone Mosci, Leonardo Castellani da La Scuola del Libro di Urbino (AA.VV.), catalogo della mostra tenutasi all'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, dal 22 al 31 maggio 1986.

Collegamenti esterni

  • Pagina della Pro Urbino su Leonardo Castellani

Note

  1. ^ Castellani, Leonardo
  2. ^ Scheda
  3. ^ a b AA.VV., La Scuola del Libro di Urbino, catalogo della mostra tenutasi all'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, dal 22 al 31 maggio 1986
  4. ^ Anna Fucili, l'Accademia Raffaello 1869-1969, Collana di Studi e Testi n.18, Accademia Raffaello, Urbino, 2003, ISBN 88-87573-10-7
  5. ^ Collezione Leonardo Castellani