Soyux 111 Terrore su Venere

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Soyux 111 terrore su Venere
Soyux 111 Terrore su Venere.png
Una scena del film
Titolo originale Der Schweigende Stern
Paese di produzione Germania, Polonia
Anno 1960
Durata 90 min
USA: 78 min[1]
Italia: 77 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia Kurt Maetzig
Soggetto Stanisław Lem
Sceneggiatura J. Barkhauer, Jan Fethke
Distribuzione (Italia) Elektra Film (1972)
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Soyux 111 Terrore su Venere[2][3] (Der Schweigende Stern), riedito col titolo Il pianeta morto,[4] è una pellicola fantascientifica di produzione tedesco-polacca del 1960 per la regia di Kurt Maetzig. È liberamente tratta dal romanzo Il pianeta morto (Astronauci) del celebre scrittore polacco di fantascienza Stanisław Lem, il quale però non fu soddisfatto della trasposizione cinematografica e la disconobbe.[4]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 (data di un prossimo futuro ai tempi di realizzazione della pellicola) la Terra è ormai un luogo pacifico dove le grandi potenze non sono più in conflitto tra loro ma cooperano per lo sviluppo globale. Mentre è in progetto una prima missione verso il pianeta Marte da una base siberiana, viene scoperto nel Deserto del Gobi un manufatto di chiara origine aliena, unico superstite dell'esplosione di Tunguska, in Siberia, avvenuta decenni prima. Dopo averlo studiato a fondo, gli scienziati stabiliscono che probabilmente esso deve essere una specie di scatola nera di una navicella proveniente dal pianeta Venere. Viene così organizzata una spedizione verso quel pianeta a cui prenderà parte un equipaggio multietnico composto da una giapponese, un americano e un africano. Giunti su Venere, gli astronauti terrestri scopriranno con sgomento che la civiltà venusiana che aveva creato la navicella è nel frattempo scomparsa a causa dei suoi conflitti, lasciando un pianeta deserto e pieno di mostruose creature. Dopo aver trovato un messaggio dove si narra la catastrofe venusiana, gli astronauti terrestri torneranno portando con sé il terribile messaggio ammonitore proveniente da un'altra civiltà.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione per il mercato statunitense, curata da Hugo Fregonese, accorcia la pellicola di alcuni minuti portandola da 90 a 78 minuti.[1][5] In Italia uscì nel 1972 con una durata di circa 77 minuti; in questa edizione vi è un falso anacronismo in quanto viene citato l'incontro tra Richard Nixon e Mao Tse-tung, avvenuto nel febbraio 1972, citazione apparentemente erronea in quanto il film venne girato nel 1960, ma corretta poiché ambientato nel 1985. Inoltre il finale è del tutto diverso: mentre nell'originale gli astronauti tornano sulla Terra, nell'edizione italiana tali scene vengono sostituite dalla voce narrante della giornalista la quale annuncia l'inghiottimento della Soyux 111 nello spazio ed elencando i nomi dei personaggi del film più quelli di Vladimir Komarov, Vladislav Volkov, Viktor Patsaev, Georgij Dobrovolskiy, Edward White, Virgil Grissom e Roger Chaffee, tutti periti a causa di incidenti nelle navicelle spaziali in cui si trovavano. Venne ridistribuito qualche anno dopo con un'edizione curata da Luigi Cozzi col titolo Il pianeta morto, come il romanzo di Lem.

Il film è entrato nel pubblico dominio negli Stati Uniti.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Fantafilm scrive che "il film di Maetzig segna il primo episodio di una ideale space opera che proseguirà con I sette navigatori dello spazio, delineando l'indirizzo di una fantascienza più "matura" che insieme ad un messaggio pacifista definisce alcune regole di spettacolarità alle quali la stessa produzione americana mostrerà di aderire."[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Soyux 111 terrore su Venere (versione USA) disponibile per il download o lo streaming gratuito in Moving Image Archive, Internet Archive.
  2. ^ Dettagli della revisione italiana
  3. ^ Anche noto con l'errata grafia Sojux e Sojoux
  4. ^ a b c Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Soyux 111 Terrore su Venere in Fantafilm.
  5. ^ Non è dato sapere se si riferisca al formato PAL o NTSC

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]