Shleep

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Shleep
Artista Robert Wyatt
Tipo album Studio
Pubblicazione 1997
Durata 53:39
Dischi 1 CD, 2 LP
Tracce 11
Genere Rock progressivo
Etichetta Hannibal Records
Produttore Brian Eno (brano 1)
Robert Wyatt (dal 2 all'11)
Registrazione 1996-1997 al Phil Manzanera's Gallery Studio, Chertsey
Robert Wyatt - cronologia
Album precedente
(1991)
Album successivo
(1998)

Shleep è un album di rock progressivo del cantante e polistrumentista inglese Robert Wyatt, pubblicato nel 1997. Pone fine a un silenzio artistico che durava da alcuni anni, interrotto da sporadiche apparizioni in album di altri musicisti,[1] e segna l'uscita dall'isolamento in cui Wyatt si era chiuso dopo le incisioni degli anni settanta, che lo aveva portato a realizzare buona parte dei suoi lavori suonando da solo.

« Ho passato parte degli anni novanta con una serie di problemi di salute che mi hanno costretto a uno sforzo enorme per riconquistare la dimensione sociale di ciò che si chiama musica. Troppo spesso mi sono concentrato sulla musica come un poeta con la sua penna. Ma la musica non è poesia, è un'arte sociale e quindi ho avuto bisogno di una compagnia di amici che mi aiutassero a uscire da questo isolamento. »
(Robert Wyatt, in un'intervista a Ondarock in occasione dell'uscita di Shleep, commenta il suo ritorno alle registrazioni con una band[2])

Il musicista viene accompagnato nel suo sforzo da un cast d'eccezione in cui fanno spicco, tra gli altri, gli ex Roxy Music Brian Eno e Phil Manzanera, Paul Weller, già nei Jam e negli Style Council, e Annie Whitehead.[3] L'album risveglia l'interesse nei confronti di Wyatt da parte dei critici musicali, che lo considerano uno dei suoi migliori lavori.[1]

Il titolo dell'album è la distorsione della parola inglese sleep, dormire, ed è stato scelto dall'artista pensando ai propri sonni disturbati di quel periodo.[2]

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Con Shleep, Wyatt consegna al pubblico un'opera tonica, che si discosta dalle malinconiche atmosfere dei lavori precedenti,[4] Passa con grazia tra le atmosfere di serenità e di introspezione che caratterizzano l'album,[5] dando un ennesimo saggio dell'anticonvenzionalità che lo ha sempre contraddistinto. Il sound rappresenta un altro passo della ricerca sonora intrapresa già nei suoi primi lavori degli anni sessanta.[2]

Ha potuto lavorare con calma alla realizzazione del disco grazie all'offerta di Phil Manzanera, che gli ha messo a disposizione il suo studio di registrazione di Chertsey, alle porte di Londra, tra l'autunno del 1996 e la primavera del 1997.[1] I 12 musicisti che collaborano e si alternano nei brani dell'album sono stati scelti con cura da Wyatt, che ha invitato ognuno di essi ritenendo fosse il più adatto per suonare i brani in cui appare nell'album. La scelta è stata determinata anche da criteri caratteriali e di rigore intellettuale.[2]

Partecipa al disco anche la moglie Alfreda Benge, che collabora alla stesura dei testi, canta e, come di consueto, disegna la copertina.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i brani sono composti da Robert Wyatt e Alfreda Benge; eccetto quelli indicati

  1. "Heaps of Sheeps" – 4:56
  2. "The Duchess" (Wyatt) – 4:18
  3. "Maryan" (Wyatt, Philip Catherine) – 6:11
  4. "Was a Friend" (Wyatt, Hugh Hopper) – 6:09
  5. "Free Will and Testament" (Wyatt, Mark Kramer) – 4:13
  6. "September the Ninth" – 6:41
  7. "Alien" – 6:47
  8. "Out of Season" – 2:32
  9. "A Sunday in Madrid" – 4:41
  10. "Blues in Bob Minor" (Wyatt) – 5:46
  11. "The Whole Point of No Return" (Paul Weller) – 1:25

Bonus track[modifica | modifica wikitesto]

Nella sola edizione giapponese, pubblicata dalla Videoarts Music (VACK-1132) nel 1997, è stato aggiunto il brano "September in the Rain", rifacimento di una canzone degli anni cinquanta in cui si esibiscono Wyatt alla voce e Weller alla chitarra acustica.[6]

  • "September in the Rain" (Harry Warren, Al Dubin) – 2:31

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Gary Azukx - djembe nel brano 7
  • Alfreda Benge - coro nel brano 11 e voce nel 4
  • Philip Catherine - chitarra nel brano 3
  • Brian Eno - sintetizzatore nei brani 1, 2 e 9; coro nei brani 1 e 11
  • Jamie Johnson - chitarra nel brano 1 e coro nell'11
  • Phil Manzanera - chitarra nel brano 7
  • Chucho Merchan - contrabbasso e percussioni nel brano 3, basso e grancassa nel 7
  • Evan Parker - sax soprano nei brani 2 e 9, sax tenore nel 6
  • Charles Rees - coro nel brano 11
  • Chikako Sato - violino nel brano 3
  • Paul Weller - chitarra nei brani 5 e 10, voce nel 5 e coro nell'11
  • Annie Whitehead - trombone nei brani 6 e 8
  • Robert Wyatt - voce nei brani dall'1 al 10, tastiere in tutti i brani, basso nell'1, 4, 6, 8 e 9, violino nel 2, tromba nel 3, 4, 8 e 11, percussioni nell'1, 2, 4, 5, 6, 7, 9 e 10, coro nell'11.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il disco viene pubblicato per la prima volta nel 1997, esclusivamente come CD, dalla Hannibal Records (HNCD 1418) del geniale produttore Joe Boyd. L'edizione del 2008 viene pubblicata dalla Domino Recording Company, sia come doppio LP (REWIGLP45) che come CD (REWIGCD45).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Biografia di Wyatt Calyx
  2. ^ a b c d (EN) Intervista a Robert Wyatt in occasione dell'uscita di Shleep www.ondarock.it
  3. ^ Una cronologia di Robert Wyatt sul sito di Radio Popolare, tratta dal libro Robert Wyatt : Wrong Movements di Michael King
  4. ^ (EN) Ankeny, Jason: Recensione di Shleep su Allmusic
  5. ^ Scheda di Robert Wyatt www.scaruffi.com
  6. ^ (EN) Scheda dell'edizione giapponese www.discogs.com
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