Shepard Fairey

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Frank Shepard Fairey

Frank Shepard Fairey (Charleston, 15 febbraio 1970) è un artista e illustratore statunitense.

Un'opera di Frank Shepard a Vienna

È uno dei più noti esponenti dell'arte di strada[1]. È conosciuto anche col nome d'arte Obey.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un medico e di una agente immobiliare, Fairey cresce nella Carolina del Sud, compie studi artistici e nel 1988 si diploma presso l'Accademia d'arte. Nel 1989 idea e realizza l'iniziativa Andre the Giant Has a Posse; dissemina i muri della città con degli adesivi (stickers) che riproducono il volto del lottatore di lotta libera André the Giant; gli stessi sono stati poi replicati da altri artisti in altre città[2]. Lo stesso Fairey ha poi spiegato che non vi era nessun significato particolare nella scelta del soggetto, il senso della campagna era quello di produrre un fenomeno mediatico[3] e di far riflettere i cittadini sul proprio rapporto con l'ambiente urbano.

Ma l'iniziativa che ha dato visibilità internazionale a Fairey è stato il manifesto Hope che riproduce il volto stilizzato di Barack Obama in quadricromia, diventato l'icona della campagna elettorale che ha poi portato il rappresentante democratico alla Casa Bianca. Il critico d'arte Peter Schjeldahl ha definito il poster "la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam"[4]. Il manifesto apparve, sempre durante la campagna elettorale del 2008, con altre due scritte: "Change" e "Vote". Il comitato elettorale di Obama non ufficializzò mai la collaborazione con Fairey, probabilmente perché i manifesti venivano affissi illegalmente, come nella tradizione della street-art, ma il presidente, una volta eletto, inviò una lettera all'artista, resa poi pubblica, in cui ringraziava Fairey per l'apporto creativo alla sua campagna. La lettera si chiude con queste parole: "Ho il privilegio di essere parte della tua opera d'arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno"[5].

Autore anche della riprogettazione della mascotte Mozilla dell'omonimo navigatore web (Mozilla Application Suite) e della Mozilla Foundation[6]), Fairey appare inoltre nel documentario di Banksy sull'arte urbana Exit Through the Gift Shop.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Institute of Contemporary Art of Boston
  2. ^ Ian Noble, Picture Perfect: Fusions of Illustration & Design, Rotovision, 2003, pp. 128-129, ISBN 2-88046-754-3.
  3. ^ (EN) Steven Heller, Interview with Shepard Fairey: Still Obeying After all These Years, in Aiga, 4 giugno 2004.
  4. ^ (EN) Peter Schjeldahl, Hope and Glory: A Shepard Fairey moment, in The New Yorker, 23 febbraio 2008. URL consultato il 1º marzo 2009.
  5. ^ (EN) Thank You, from Barack Obama! - ObeyGiant.com, su obeygiant.com, 22 febbraio 2008. URL consultato il 14 marzo 2011.
  6. ^ Shepard Fairey: From Mozilla to Obama, su actsofvolition.com, 5 marzo 2009. URL consultato il 15 maggio 2013.
  • Shepard Fairey in arte Obey. La vita e le opere del re della poster art" Sabina de Gregori, Castelvecchi editore, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN71668386 · ISNI: (EN0000 0003 5498 786X · LCCN: (ENno2001028499 · GND: (DE122402502 · BNF: (FRcb149790942 (data) · ULAN: (EN500125378