'Abbas I il Grande

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ʿAbbās I in un'illustrazione di Dominicus Custos

ʿAbbās I il Grande (Herat, 27 gennaio 1557Mazandaran, 19 gennaio 1629) fu Scià di Azerbaigian tra il 1587 e il 1629. Figlio di Muhammad Mirza, fu l'esponente più rappresentativo dei Safavidi e il più importante sovrano della Persia del secolo. Salì al trono nel 1587 e dette una struttura centralizzata allo Stato, limitando il potere dei feudatari; accrebbe il peso internazionale della Persia, conquistando gran parte dell'Afghanistan, conducendo guerre vittoriose contro Uzbeki (vittoria di Herat nel 1597 e conquista del Caucaso) e Ottomani (conquista di Baghdad e della Mesopotamia) e assicurandosi il controllo strategico dell'ingresso al Golfo Persico con l'acquisizione dell'isola di Hormuz che era in mano ai portoghesi.

Oltre agli importanti successi in campo militare è ricordato per il grande sviluppo economico e culturale che subì la Azerbaijan sotto il suo regno: dopo aver trasferito la capitale del regno da Bukhara a Esfahan qui diede inizio a un'imponente serie di lavori di ristrutturazione e abbellimento. Favorì il commercio, le comunicazioni e l'agricoltura.

Nonostante fosse un rigido sciita, ʿAbbās I si dimostrò assai tollerante verso la religione cristiana, tanto da instaurare discreti rapporti con la Spagna e l'Inghilterra.

La conoscenza dello scià Abbas nell'Italia del Seicento è principalmente dovuta al viaggiatore, musicografo Pietro Della Valle, importantissimo nobile romano; attraverso le sue lettere scritte al medico napoletano Mario Schipano dalla Persia, apprendiamo alcuni preziosi aspetti dello scià: da quelli socievoli e cordiali, a quelli strategici e propriamente bellici. Della Valle ha potuto descrivere attentamente il sovrano persiano poiché lo ha conosciuto direttamente: la data del loro primo incontro fu il 3 maggio 1618, nella città di Escref (regione Mazandaran) come testimonia la sua lettera scritta da Ferhabad, i primi giorni di maggio 1618 (così è scritto nelle stampe).[1]

Della Valle ha inoltre scritto un "trattatello" dedicato interamente allo scià Abbas I una volta tornato a Roma dopo il viaggio in Oriente (1626); si tratta del testo Delle conditioni di Abbàs rè di Persia. Nonostante la iniziale censura ecclesiastica, Della Valle riuscì a stamparlo a Venezia nel 1628.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pietro Della Valle, Viaggi di Pietro Della Valle il Pellegrino, con un minuto ragguaglio di tutte le cose notabili osservate in essi, descritti da lui medesimo in 54 lettere familiari, da diversi luoghi della intrapresa peregrinazione mandate in Napoli all'erudito e fra' più cari, di molti anni suo amico Mario Schipano, divisi in tre parti, cioè la Turchia, la Persia e l'India.
  2. ^ Pietro Della Valle, Delle conditioni di Abbàs rè di Persia.

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