Servizio civile (Italia)

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Servizio civile nazionale
Simbolo Servizio Civile Nazionale.jpg
Simbolo del servizio civile nazionale
StatoItalia Italia
ServizioServizio civile, solidarietà
Parte diGoverno italiano
Sede/QGUfficio nazionale per il servizio civile
Via San Martino della Battaglia, 6
00185 - Roma

Il servizio civile in Italia è una tipologia di servizio che i cittadini possono prestare a favore di enti pubblici e/o privati, talvolta in sostituzione del servizio militare.

Dava in passato la possibilità di svolgere un servizio alternativo, in sostituzione al servizio militare di leva. Oggi esso si configura, in modo del tutto volontario, una tipologia di servizio che i cittadini possono prestare presso una serie di enti convenzionati con l'Ufficio nazionale per il servizio civile, nel quale si svolgono incarichi di assistenza o di utilità sociale o di promozione culturale.

Il servizio civile può essere svolto a livello nazionale oppure a livello regionale, in relazione all'ente che emana il bando.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio civile (o Obiezione di coscienza) è stato introdotto nell'ordinamento italiano con la legge n. 772 del 12 dicembre 1972[1], di cui fu relatore il senatore Giovanni Marcora, inizialmente previsto come alternativa al servizio di leva, previsto esclusivamente per coloro che si fossero dichiarati obiettori di coscienza (così infatti erano chiamati coloro che si rifiutavano di prestare servizio di leva per motivi umanitari e/o religiosi). La scelta inizialmente era valutata da una giuria di psicologi militari, che avevano il compito di valutare le reali motivazioni del giovane al rifiuto del servizio militare, e la durata del servizio civile sostitutivo era maggiore di quella del servizio militare: l'articolo 5 comma 1 prevedeva che l'obiettore dovesse svolgere otto mesi di servizio in più rispetto al periodo di servizio che avrebbe svolto nell'arma di appartenenza.

L'atteggiamento particolarmente severo della commissione incaricata di valutare le domande di obiezione, che inizialmente pareva determinata a trovare nel comportamento e nelle dichiarazioni dei giovani un qualsiasi elemento che potesse metterne in dubbio l'autenticità della volontà di rifiutare l'uso delle armi e della violenza per motivi umanitari o religiosi, ha spinto dapprima alcuni membri non militari della commissione (professori universitari) a rassegnare le dimissioni dalla commissione stessa[senza fonte], e poi alcuni ragazzi, che si erano visti negare lo status di obiettori, a ricorrere ai tribunali, alla scopo di veder riconosciuto il diritto negato. I tribunali hanno accolto le domande affermando l'arbitrarietà delle scelte della commissione e creando così di fatto limiti notevoli all'esercizio del potere di respingere le domande di obiezione. La scelta del servizio civile sostitutivo come obiettore di coscienza implicava però alcune limitazioni tra cui l'impossibilità di ottenere porto d'armi, e impediva di praticare qualsiasi lavoro che comportasse l'utilizzo delle armi, come ad esempio il vigile urbano, la guardia giurata, oltre ovviamente ad impedire la carriera nell'esercito, nella polizia, guardia di finanza, carabinieri, vigili del fuoco e nelle forze armate dello Stato. Inoltre, lo svolgimento del servizio civile rendeva difficile, se non impossibile, l'assunzione in aziende che lavorano per la difesa.

La legge è anche stata sottoposta a diversi vagli della Corte Costituzionale, che l'ha dichiarata costituzionale, in base all'argomentazione che l'obbligo di difendere la patria non deve essere espletato esclusivamente con una difesa armata, e ne ha dichiarato incostituzionali alcuni articoli, che venivano di fatto usati per discriminare il cittadino obiettore. Si è in tal modo svuotato di ogni intento punitivo il contenuto della legge.

Negli anni ottanta infatti si ebbero una serie di sentenze della Corte Costituzionale, che s'indirizzavano in tal senso quali, ad esempio, la sentenza n. 164 del 1985, che per la prima volta affermò la pari dignità del servizio civile a quello militare, riconoscendo al primo la funzione di difesa della patria, anche se perseguita con modalità diverse, e la sentenza n. 470 del 1989, che dichiarò l'illegittimità costituzionale dell'art. 5 comma 1 della legge n. 772/1972 nella parte che stabiliva la durata del servizio civile sostitutivo di quello armato superiore di 8 mesi a quella del servizio militare.

L'abolizione del periodo aggiuntivo di 8 mesi del servizio civile contribuì all'aumento, nel corso degli anni, del numero di obiettori. Ciò fu il frutto di varie proteste da parte di alcuni obiettori, che rifiutarono di svolgere gli 8 mesi aggiuntivi. Costoro, richiamati in caserma dopo il rinnovo del loro rifiuto degli 8 mesi previsti, furono messi sotto processo. Il tribunale rimandò alla Corte costituzionale la questione della costituzionalità dell'art. 5 comma 1.

Negli anni a seguire l'importanza sociale rivestita dall'obiettore di coscienza ha fatto sì che si rendesse sempre più importante una nuova disciplina dell'istituto, al fine di parificare i due servizi in termini di opportunità e di diritti.

La prima regolamentazione del servizio civile si ebbe però solo con la legge n. 230 dell'8 luglio 1998. La legge del '98 fu una vera e propria svolta in quanto, abrogando la precedente legge n. 772/1972, sancì esplicitamente che i cittadini che prestavano il servizio civile godessero degli stessi diritti di coloro che svolgevano il tradizionale servizio militare, che il suo espletamento desse diritto, nei pubblici concorsi, allo stesso punteggio per i servizi prestati negli impieghi civili presso enti pubblici, parificò la durata del servizio civile a quella del servizio militare, prevedé la possibilità che il servizio civile potesse essere svolto anche all'estero ed addirittura che gli obiettori potessero essere impiegati in missioni umanitarie, anche in quelle che comportavano l'impiego di forze armate.

Tale norma istituì inoltre, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'Ufficio nazionale per il servizio civile, con il compito di organizzare e gestire la chiamata, l'impiego, la formazione e l'addestramento degli obiettori.

Come mostra la seguente tabella, nel 1998 la nuova legge determinò un notevole incremento del numero degli obiettori rispetto agli anni precedenti, fino a registrare nel 2000 il sorpasso di questi ultimi sui militari di leva.

Alcuni dati obiettori in % sui ragazzi accettati alla leva
1972 1975 1980 1985 1990 1995 2000
0,2% 2% 3% 5% 12% 24%

Con la legge 6 marzo 2001 n.64 venne istituito nel 2001 il "Servizio civile nazionale" (inizialmente avviato in fase sperimentale solo per le donne e gli uomini inabili alla leva fino ai 26 anni. Dal gennaio 2005, con l'entrata in vigore dell'art. 3 comma 1 del decreto legge n. 77 del 5 aprile 2002, l'età è stata innalzata fino ai 28 anni).

Tale servizio, pur conservando tra i propri fondamenti la difesa non-violenta della patria (patrimonio dell'obiezione di coscienza) e il servizio presso enti del Terzo settore ed enti pubblici, veniva ora ad essere un'istituzione completamente diversa dal servizio obbligatorio, che poteva essere prestato in alternativa a quello militare, perché esso si fonda su una scelta volontaria da parte dei giovani, avendo un importante impianto formativo sugli stessi, e non comportante particolari limitazioni (salvo il fatto che esso non è previsto per chi già opera nei corpi armati), nonché il riconoscimento in alcuni casi dei crediti formativi presso le università e offrendo ai volontari un rimborso spese maggiore di quello in precedenza offerto agli obiettori. La novità della norma del 2001 fu probabilmente l'introduzione della qualificazione di tale servizio non più come alternativo e sostitutivo del servizio di leva obbligatorio. A partire dal 1º luglio 2005, dopo la sospensione definitiva del servizio militare di leva, il servizio civile nazionale è aperto anche a tutti gli uomini che non abbiano prestato il servizio militare.
La legge n. 226 del 23 agosto 2004[2], che determinò la sospensione del servizio di leva, a partire dal 1º gennaio 2005, pose fine di fatto anche al servizio civile obbligatorio.

Per chi è stato obiettore fino al 2007 le limitazioni di cui sopra erano perduranti a vita. In seguito, con l'emanazione della 2 agosto 2007 n. 130, è ora possibile rinunciare allo stato di obiettore. Infatti la norma prevede che trascorsi almeno 5 anni dal congedo, dopo aver espletato il servizio civile sostitutivo obbligatorio, la rinuncia è esercitabile mediante presentazione di dichiarazione irrevocabile all'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.[3]

Rimborso spese dei volontari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005- lo stipendio, o meglio, il rimborso spese offerto ai volontari, è stato di 433,80 euro netti mensili, con un obbligo a coprire un minimo di 1200 ore di attività nell'arco dell'anno, anche nel 2006-2007 il rimborso spese era di 433,80 euro al mese, ma le ore da coprire erano maggiori, ossia minimo 1400, sicché la retribuzione oraria è risultata essere di 3,71 euro. Quindi nel 2006-2007 si può parlare di un abbassamento dei fondi stanziati dallo Stato per retribuire i volontari del servizio civile nazionale.

I posti disponibili negli anni sono scesi dai 57.119 nel 2006, ai 35.840 nel 2008, per poi passare ai 20.701 nel 2011 e 20.123 previsti per il 2012 (di cui 4450 all'estero). I fondi stanziati sono diminuiti da 299 milioni del 2008 ai 110 milioni del 2011 e i 68 milioni per il 2012.

Difesa civile non armata e nonviolenta DCNAN[modifica | modifica wikitesto]

Con le Sentenze della Corte costituzionale n. 164 del 1985 e n. 228 del 2004 si è sancito che il dovere Costituzionale dei cittadini della Difesa della Patria può venire svolto in maniera equivalente con modalità diverse e/o estranee alla Difesa militare. Con DPCM del 18 febbraio 2004 è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un Comitato di consulenza per la difesa civile non armata e nonviolenta (DCNAN)[4].

I vari ambiti di intervento dei peacekeeper, detti anche "operatori di pace"[5] sono:

  • prevenzione dei conflitti (conflict prevention)
  • edificazione della pace (peace making)
  • mantenimento della pace (peacekeeping)
  • assistenza umanitaria (humanitarian aid)
  • consolidamento della pace (peace building).

Esempi sono i corpi civili di pace, i cosiddetti "Caschi Bianchi". [6]

Testimoni di Geova[modifica | modifica wikitesto]

I testimoni di Geova hanno sempre rifiutato il servizio militare di leva ed anche quello civile, in armonia con i principi scritturali e gli insegnamenti di Gesù. Nel 1991, su una loro pubblicazione ufficiale[7], citando una situazione accaduta nel 1966 si affermava che «...i Testimoni non possono accettare nessuna alternativa al servizio militare».
Dal 1996 sono stati forniti chiarimenti al riguardo[8] mostrando che la scelta di svolgere il servizio civile è lasciata alla coscienza dei singoli individui nei casi in cui tale servizio è per il bene della collettività e non ha relazione con altre religioni, né va in qualche altro modo contro i principi dei testimoni di Geova.

Negli Stati Uniti, in Svezia e in Germania i testimoni di Geova sono esentati dal servizio militare e sostitutivo, come gli altri ministri religiosi, se possono fornire le prove che dedicano una sufficiente quantità di tempo all'opera di predicazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge 12 dicembre 1972, n. 772, in materia di "Norme per il riconoscimento della obiezione di coscienza"
  2. ^ Legge 23 agosto 2004, n. 226, in materia di "Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, nonché delega al Governo per il conseguente coordinamento con la normativa di settore"
  3. ^ art. 1, comma 7-ter legge 130/2007
  4. ^ Serviziocivile.gov.it Archiviato il 14 ottobre 2013 in Internet Archive.
  5. ^ http://www.pacedifesa.org/public/documents/I%20Quaderni_n.1.08.pdf
  6. ^ Introduzione Archiviato il 4 settembre 2014 in Internet Archive.
  7. ^ Annuario 1991, p.166
  8. ^ Torre di Guardia, 1º maggio 1996, p. 19

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]