Corte suprema di cassazione

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Corte suprema di cassazione
Roma 2011 08 07 Palazzo di Giustizia.jpg
Palazzo di Giustizia a Roma
StatoItalia Italia
Istituito1848
PresidentePietro Curzio
SedeRoma (dal 1923)
IndirizzoPalazzo di Giustizia, Piazza Cavour - Piazza dei Tribunali - 00193 Roma
Sito webwww.cortedicassazione.it

La Corte suprema di cassazione, nell'ordinamento giudiziario vigente nella Repubblica Italiana, rappresenta il giudice di legittimità di ultima istanza delle sentenze emesse dalla magistratura ordinaria. Svolge funzioni di Corte di cassazione e di Corte suprema.

La sua giurisdizione non è limitata ad una particolare circoscrizione giudiziaria ma si estende a tutto il territorio nazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mazza cerimoniale della Corte di Cassazione in epoca sabauda

Il primo fra gli Stati preunitari italiani ad istituire una corte di cassazione fu il Regno delle due Sicilie nel 1809. Successivamente, nel Regno di Sardegna, con lo Statuto Albertino, si istituì nel 1848 la Corte di Cassazione di Torino. Con la nascita nel 1861 del Regno d'Italia furono istituite nuove corti di cassazione cosiddette "regionali", eredi degli Stati preunitari: Torino per i territori dell'ex-Regno di Sardegna ed il Regno Lombardo-Veneto, Firenze per il Granducato e i Ducati, Roma per i territori appartenuti allo Stato Pontificio, Napoli e Palermo per l'ex-Regno delle Due Sicilie.

Il 24 marzo 1923, nell'ambito della politica accentratrice del regime fascista, le cinque corti furono unificate in una sola, con sede a Roma, con la denominazione ufficiale di Corte Suprema di Cassazione.

Dal 30 luglio 2014 le sentenze della Corte Suprema di Cassazione sono liberamente disponibili su Internet[1][2].

Descrizione generale[modifica | modifica wikitesto]

A causa del particolare tipo di toga usato per le occasioni più formali come l'inaugurazione dell'anno giudiziario, costituito per il primo presidente, il primo presidente aggiunto e per i presidenti di sezione da una toga di velluto rosso con bordo di pelliccia di ermellino, tocco (cappello di velluto), collare di tela batista e guanti bianchi, spesso ci si riferisce ai giudici della cassazione come agli "ermellini"[3].

Svolge funzione nomofilattica, la quale consiste nell'assicurare l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione delle norme di diritto. In tal senso, le sue sentenze costituiscono un criterio orientatore della giurisprudenza nazionale, la quale nell'assumere le proprie decisioni può tenere conto delle sentenze emesse della Corte. A tal fine presso la Cassazione è incardinato un ufficio noto come Ufficio del Massimario, la cui funzione è quella di enucleare i principi di diritto espressi dalla Corte nelle sue pronunce. Quando la Corte di Cassazione annulla un provvedimento con rinvio del processo al giudice del grado precedente, tuttavia, il principio di diritto è vincolante per il giudice al quale è rinviato il giudizio.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

L'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario (regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12) definisce il compito della Cassazione in questo modo:

«La Corte Suprema di Cassazione assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni; regola i conflitti di competenza e di attribuzioni ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge»

La Corte di cassazione è il vertice della giurisdizione ordinaria, essendo il tribunale di ultima istanza nel sistema giurisdizionale ordinario (penale e civile) italiano. Assicura l'uniforme applicazione e interpretazione delle norme giuridiche (cosiddetta funzione nomofilattica) e coordina i rapporti tra le varie giurisdizioni.
La Corte si articola in sei sezioni civili, tra cui quelle del lavoro e tributaria, e in sette sezioni penali. Ogni Collegio giudicante è composto di cinque membri, compreso il suo Presidente.
Presso la Corte di Cassazione è costituita inoltre una Procura generale della Repubblica con a capo un procuratore generale coadiuvato da vari sostituti.
Nei casi più importanti o in quelli per i quali vi siano orientamenti contrastanti delle diverse sezioni, la Cassazione si riunisce in Sezioni Unite (SS.UU.) con la presenza di nove membri compreso il Primo Presidente o un magistrato da questi delegato a presiederle. Le decisioni assunte dalla Corte di cassazione in tale composizione sono di un'autorevolezza tale da somigliare a dei "precedenti vincolanti", concetto altrimenti estraneo all'ordinamento italiano. Per regolamento della Suprema Corte, un giudice non può emettere una sentenza di avviso diverso da una precedente delle Sezioni Unite, senza la preventiva autorizzazione di queste. Di regola, giudica in seguito a un gravame successivo a una pronuncia di una Corte d'appello, fintantoché il gravame sia possibile, e cioè finché la questione non sia coperta da giudicato.

Ai sensi dell'art. 111, comma 7 della Costituzione è sempre ammesso il ricorso per cassazione per violazione di legge contro le sentenze dei giudici ordinari e speciali, nonché contro i provvedimenti (per esempio: sentenze penali con condanna a pena detentiva, ordinanze in materia di misure cautelari personali, decreto di trattenimento emesso ex art. 12 § V bis del D. Lgs. n. 286/1998) che incidano sulla libertà personale. Tuttavia, per espressa disposizione costituzionale (art. 111, comma 8), contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti il ricorso è ammesso per soli motivi inerenti alla giurisdizione.

Non giudica sul fatto ma sul diritto: è giudice di legittimità. Ciò significa che non può occuparsi di riesaminare le prove, bensì può solo verificare che sia stata applicata correttamente la legge e che il processo nei gradi precedenti si sia svolto secondo le regole (vale a dire che sia stata correttamente applicata la legge processuale, anche in relazione alla formazione e valutazione della prova, oltre che quella del merito della causa).

A differenza che negli ordinamenti di Common Law, le pronunce della Cassazione (in quanto tribunale di ultima istanza) non sono vincolanti che per il giudizio cui si riferiscono. Tuttavia esse sono di regola seguite dai giudici dei gradi inferiori (in particolare le pronunce delle Sezioni Unite). In ciò si esprime la cosiddetta funzione nomofilattica della Corte di Cassazione, con la quale si intende il ruolo della Cassazione di armonizzare l'interpretazione giurisprudenziale delle norme di applicazione ermeneutica più ambigua. La Cassazione riunita in Sezioni Unite, inoltre, ha il compito di "giudice della giurisdizione": essa deve cioè esprimersi ogni qual volta vi sia un conflitto di giurisdizione (tra giurisdizione ordinaria e giurisdizioni speciali, come quella amministrativa).

L'Ufficio centrale per il referendum, costituito presso la Corte di Cassazione, ha il compito di giudicare sulla conformità alla legge dei quesiti referendari, mentre il giudizio di ammissibilità sugli stessi spetta alla Corte costituzionale .[4]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Primi presidenti della Corte di Cassazione di Roma dal 1876[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti Dal Al
Giuseppe Miraglia 25 novembre 1876 12 aprile 1891
Lorenzo Eula 13 aprile 1891 28 luglio 1893
Francesco Ghiglieri 29 luglio 1893 25 ottobre 1900
Giovanni Battista Pagano Guarnaschelli 26 ottobre 1900 31 marzo 1911
Oronzo Quarta 15 aprile 1911 4 maggio 1915
Lodovico Mortara 25 settembre 1915 12 novembre 1923

Primi presidenti della Corte Suprema di Cassazione[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti Dal Al
Mariano D'Amelio 15 novembre 1923 3 novembre 1941
Ettore Casati 6 novembre 1941 14 agosto 1945
Giuseppe Pagano 15 settembre 1945 11 novembre 1947
Andrea Ferrara 12 novembre 1947 11 novembre 1952
Antonio Azara 12 novembre 1952 17 gennaio 1953
Vincenzo Galizia 19 gennaio 1953 15 ottobre 1954
Ernesto Eula 16 ottobre 1954 26 giugno 1959
Luigi Oggioni 6 ottobre 1959 20 marzo 1962
Silvio Tavolaro 11 aprile 1962 25 ottobre 1970[5]
Gaetano Scarpello 1º settembre 1973 19 gennaio 1974
Mario Stella Richter 7 febbraio 1974 12 dicembre 1976
Orlando Calogero Vinci 27 dicembre 1976 5 luglio 1978
Tommaso Novelli 20 luglio 1978 23 aprile 1981
Mario Berri 24 aprile 1981 6 ottobre 1982
Giuseppe Mirabelli 7 ottobre 1982 12 luglio 1985
Giuseppe Tamburrino 13 luglio 1985 19 novembre 1986
Antonio Brancaccio 20 novembre 1986 16 gennaio 1995
Vittorio Sgroi 24 marzo 1995 29 ottobre 1998
Ferdinando Zucconi Galli Fonseca 30 ottobre 1998 24 giugno 1999
Andrea Vela 9 luglio 1999 17 agosto 2001
Nicola Marvulli 24 agosto 2001 30 ottobre 2006
Vincenzo Carbone 24 luglio 2007 12 luglio 2010
Ernesto Lupo 13 luglio 2010 13 maggio 2013
Giorgio Santacroce 13 maggio 2013 31 dicembre 2015
Giovanni Canzio 1º gennaio 2016 31 dicembre 2017
Giovanni Mammone 4 gennaio 2018 17 luglio 2020
Pietro Curzio 20 luglio 2020 In carica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ SentenzeWeb
  2. ^ È possibile da oggi ricercare liberamente e in modo intuitivo le sentenze civili della Corte cliccando su SentenzeWeb
  3. ^ Gli ermellini rispolverano , su guidaconsulenzalegale.com. URL consultato il 7 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2015).
  4. ^ Legge e 32!vig= 25 maggio 1970, n. 352, articolo 12 e 32
  5. ^ Fu lui che il 3 giugno del 1970 decretò l'istituzione del "C.E.D. (Centro Elettronico di Documentazione), chiarendo fin da allora che gli studi e i programmi affidati alla nuova struttura organizzativa avrebbero dovuto mirare alla ricerca elettronica non solo della giurisprudenza della Corte di Cassazione, ma anche di quella dei giudici di merito, della legislazione e della dottrina e non soltanto a beneficio dei magistrati, ma anche dei terzi": Franco Fiandanese, PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO "INFORMATICA E PROCESSO". Aula Magna della Corte Suprema di Cassazione - 4 e 5 luglio 2003.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Acierno - Pietro Curzio - Alberto Giusti, La Cassazione civile, III ed., Cacucci, Bari, 2020
  • L.Lombardo, Il sindacato di legittimità della Corte di Cassazione, 2015
  • D.Cavallini, Le recenti riforme del giudizio in Cassazione e il nuovo filtro di inammissibilità, 2014
  • Giuseppe Di Federico, La Corte di cassazione: la giustizia come organizzazione, 1969.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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