Guardia particolare giurata

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Una guardia particolare giurata (comunemente conosciuta come guardia giurata, in acronimo G.P.G) in Italia è un guardia privata, che opera nel campo della vigilanza privata.

Un paio di Fiat Grande Punto di un istituto di vigilanza privata in servizio a Milano durante l'Expo 2015.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Una prima regolamentazione in tema fu quella di cui alla legge 21 dicembre 1890 n. 7321 che all'art. 45 stabiliva:

«I comuni, i corpi morali e i privati cittadini possono destinare guardie particolari alla custodia delle loro proprietà, le guardie particolari devono possedere i requisiti determinati dal regolamento, essere approvate dal prefetto e prestare giuramento innanzi al pretore. I loro verbali nei limiti del servizio cui sono destinate, faranno fede in giudizio sino a prova contraria.»

La disciplina venne successivamente raccolta nel TULPS emanato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e dal relativo regolamento di esecuzione, ovvero il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635. Il decreto del ministero dell'interno del 1º dicembre 2010, n. 269 che ha stabilito nuovi requisiti per gli istituti di vigilanza privata, ha dettato nuove disposizioni anche per la formazione delle guardie dipendenti da tali enti.

Disciplina normativa generale[modifica | modifica wikitesto]

La normativa generale in materia è costituita da:

  1. Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 773, artt. 133 a 141);
  2. Legge 19 marzo 1936, n. 508 ("Conversione in legge del Regio Decreto-Legge 26 settembre 1935 - XIII n. 1952, concernente la disciplina del servizio delle guardie particolari giurate") (artt. 1 a 6);
  3. Regio decreto legge 12 novembre 1936, n. 2144 ("Disciplina degli istituti di vigilanza privata)" (artt. 1 a 6);
  4. Regolamento per l'esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto del 6 maggio 1940, (artt. 249 a 260);
  5. Decreto del Ministro dell'interno del 1º dicembre 2010 n. 269.

La qualifica viene ottenuta a seguito del giuramento e dal conferimento di un decreto rilasciato dal prefetto della zona dove si esercita il servizio. Il titolo di "guardia particolare giurata" è soggetto a rinnovo ogni due anni previa verifica delle autorità di pubblica sicurezza preposte della persistenza dei requisiti psicofisici, attitudinali, nonché legali. Esse, ai sensi del R.D. 6 maggio 1940 n. 635, devono prestare inoltre apposito giuramento[1] e sono tenute a portare la divisa o, in casi particolari, il distintivo. Tali oggetti sono generalmente approvati dal prefetto previa domanda da parte dell'Istituto di Vigilanza per il quale prestano servizio.[2] Alle G.P.G tuttavia non compete alcun tipo di tutela sulle persone, la cui incolumità è onere e prerogativa esclusiva dell'autorità di pubblica sicurezza.[3]

Sono generalmente assunte e prestano servizio presso un istituto di vigilanza privata, ma anche aziende private ed enti pubblici, ed il rapporto di lavoro è regolamentato da apposito CCNL, che prevede diverse qualifiche per il personale con funzioni amministrative e quello con funzioni tecnico-operative. Anche in tal caso, è comunque necessario che siano in possesso di licenza prefettizia[4] ed il loro operato è sottoposto alla vigilanza della questura competente.[5] Eventuali regolamenti provinciali posso stabilire disposizioni sulle modalità del servizio e le dotazioni. Secondo l'art. 133 del TULPS inoltre gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari alla vigilanza o custodia delle loro proprietà mobiliari o immobiliari. La giurisprudenza della cassazione ha altresì evidenziato come le suddette guardie abbiano, tra l'altro, facoltà di stendere verbali riguardo al servizio cui sono destinate, ai sensi dell'art. 255 del regio decreto 6 maggio 1940 n. 635, nonché l'obbligo e il dovere di cooperare con l'autorità di polizia, nei casi previsti dalla legge.[6]

La legislazione delle regioni d'Italia può dettare disposizioni particolari per il loro utilizzo: ad esempio la Regione Lombardia con legge regionale 9 dicembre 2013 n. 18 ha disposto che i gestori dei servizi di trasporto pubblico, nonché l'ente locale competente territorialmente, possano affidare alle Guardie Particolari Giurate le attività di controllo, prevenzione, contestazione e accertamento, sulla osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista una sanzione amministrativa (per esempio la sanzione relativa alla mancanza del titolo di viaggio dell'utente).[7]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Requisiti[modifica | modifica wikitesto]

I requisiti richiesti per diventare una Guardia Giurata sono indicati dalla legge e nello specifico dall'art 138 del TULPS e sono:

Stato giuridico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Incaricato di pubblico servizio e Licenza di porto d'armi in Italia.

Il giuramento è prestato dinnanzi al prefetto o suo delegato, e di tale atto è prevista la redazione di verbale. La formula del giuramento previsto dal R.D. 635/1940, modificata dal D.P.R 4 agosto 2008, n. 153. Attualmente recita:

«Giuro di osservare lealmente le leggi e le altre disposizioni vigenti nel territorio della Repubblica e di adempiere le funzioni affidatemi con coscienza e diligenza, nel rispetto dei diritti dei cittadini.»

Ai sensi del decreto legge 8 aprile 2008 n. 59 (convertito in legge 6 giugno 2008 n. 101 che ha modificato l'art. 138 del TULPS) alle guardie in servizio presso istituti di vigilanza privata, da enti privati o da enti pubblici che svolgono la loro attività per la salvaguardia e la vigilanza dei beni mobili ed immobili, è riconosciuta l'attribuzione della qualifica di "incaricato di pubblico servizio". Riguardo la concessione di licenza di porto d'armi in Italia, alle G.P.G viene rilasciato un Porto d'armi per uso personale con le stesse disposizioni previste per i privati cittadini, tranne per alcune differenze, ovvero, la sua durata è biennale, ed è previsto il beneficio della riduzione dell'ammontare dell'apposita tassa governativa.[8] La licenza di porto di fucile per difesa personale durante il servizio è invece rilasciata esclusivamente nel caso in cui le G.P.G interessate abbiano determinati compiti e mansioni da svolgere, in ogni caso è vietato l'utilizzo di munizioni spezzate e sono unicamente consentite quelle a palla unica e solamente durante il tempo necessario per compiere il servizio.[9]

Esempio di fucile Beretta M3, di possibile utilizzo da parte delle G.P.G.

Funzioni e poteri[modifica | modifica wikitesto]

La guardia giurata esercita attività di sorveglianza e vigilanza nonché alla tutela e custodia di beni - mobili e/o immobili - appartenenti a persone fisiche, a soggetti di diritto privato o anche ad enti pubblici. Ai sensi del decreto del Ministero dell'Interno 6 ottobre 2009, le guardie giurate possono essere impiegate in strutture di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi tramite l'istituto d'appartenenza. Rientra altresì nei servizi di sicurezza complementare la vigilanza presso tribunali ed altri edifici pubblici, installazioni militari, centri direzionali, industriali o commerciali ed altre simili infrastrutture, quando speciali esigenze di sicurezza impongono che i servizi medesimi siano svolti da guardie particolari giurate.[10] Possono essere adibite inoltre al controllo, vigilanza e accertamento del divieto di fumo nei locali pubblici sancito dalla legge 16 gennaio 2003, n. 3. In questo caso devono però essere adibite a tale servizio, così come riportato nella circolare 17 dicembre 2004 del Ministero della Salute e dalla Conferenza Stato-Regioni del 16 dicembre 2004, svolgendo quindi funzioni di polizia amministrativa.[11][12]

Essa tuttavia non può operare a tutela delle persone, funzione che, secondo la legge italiana, è di esclusiva competenza delle forze di polizia italiane indicate nella legge 1º aprile 1981 n. 121; solitamente non possono essere ritenute pubblici ufficiali, ma godono della stessa tutela giuridica in base all'articolo 336 del Codice Penale. Possono comunque acquisire tale status in specifici casi previsti dalla legge, come ad esempio le G.P.G che, per conto di associazioni strutturate a livello nazionale ed enti regionali, si occupano della vigilanza ambientale, zoofila, ittica o venatoria, in questi casi però, è necessario frequentare specifici corsi di specializzazione e superare il relativo esame dinnanzi una commissione regionale. Inoltre tutte le G.P.G rivestono la qualifica di incaricato di pubblico servizio.[13] Hanno facoltà di redigere dei verbali in relazione al servizio cui sono destinate, che fanno fede in un eventuale processo fino a prova contraria. Esse hanno inoltre titolo al rinnovo di porto d'armi a tassa ridotta.[14] Hanno l'obbligo giuridico, se richiesto, di collaborare con gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria, ai sensi dell'art. 139 del TULPS:

«Gli uffici di vigilanza e di investigazione privata sono tenuti a prestare la loro opera a richiesta dell'autorità di pubblica sicurezza e i loro agenti sono obbligati ad aderire a tutte le richieste ad essi rivolte dagli ufficiali o dagli agenti di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria.»

Le G.P.G che effettuano scorte valori per conto un istituto di vigilanza privata con l'auto di servizio sono esentate dall'obbligo di cintura di sicurezza, così come sancito dal codice della strada italiano, in modo che le cinture non ostacolino un'eventuale pronta discesa dal veicolo.[15]

Rientrano, in particolare, nei servizi di sicurezza da svolgersi a mezzo di guardie particolari giurate, salvo che la legge disponga diversamente o vi provveda la forza pubblica, le attività di vigilanza concernenti:[16]

  • la sicurezza negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni ferroviarie, nelle stazioni delle ferrovie metropolitane e negli altri luoghi pubblici o aperti al pubblico specificamente indicati dalle norme speciali, ad integrazione di quella assicurata dalla forza pubblica;
  • la custodia, il trasporto e la scorta di armi, esplosivi e di ogni altro materiale pericoloso, nei casi previsti dalle disposizioni in vigore o dalle prescrizioni dell'autorità, ferme restando le disposizioni vigenti per garantire la sicurezza della custodia, del trasporto e della scorta;
  • la custodia, il trasporto e la scorta del contante o di altri beni o titoli di valore; nonché la vigilanza nei luoghi in cui vi è maneggio di somme rilevanti o di altri titoli o beni di valore rilevante, appartenenti a terzi;
  • la vigilanza armata mobile e gli interventi sugli allarmi, salve le attribuzioni degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza;
  • la vigilanza presso infrastrutture del settore energetico o delle telecomunicazioni, dei prodotti ad alta tecnologia, di quelli a rischio di impatto ambientale, ed ogni altra infrastruttura che può costituire, anche in via potenziale, un obiettivo sensibile ai fini della sicurezza o dell'incolumità' pubblica o della tutela ambientale.

Il decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107 - convertito in legge 2 agosto 2011, n. 130 - ha inoltre sancito la possibilità di impiegare tali guardie su navi della marina mercantile italiana, sia a bordo che sulla terraferma, a tutela dell'imbarcazione stessa e del carico trasportato demandando specifica disciplina alla decretazione ministeriale contemplando le modalità di detenzione e trasporto delle armi sia a bordo della nave che sulla terra ferma;[17] nello specifico la disciplina è prevista dal D.M. 7 novembre del 2019, n. 139.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Art. 250 comma 3 R.D. 6 maggio 1940 n. 635
  2. ^ Art. 254 comma1 R.D. 6 maggio 1940, n. 635
  3. ^ Art. 1 Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773
  4. ^ Art. 134 comma 1 R.D. 18 giugno 1931, n. 773
  5. ^ R.D.L. 26 settembre 1935, n. 1952, convertito in legge 19 marzo 1936, n. 508.
  6. ^ Vedasi anche Cass., sez. I, 19.11.1993 D'Acquisto Mass. Cass. Pen., 1994, fasc. 3,83 (m) c.p.p., 57 R.D. 18.06.1931 773/1931, 139 R.D. 06.05.1940 635/1940, 255.
  7. ^ Legge Regionale 9 dicembre 2013 n. 18- Modifiche alla legge regionale 4 aprile 2012, n. 6 (Disciplina del settore dei trasporti)
  8. ^ Art. 138 comma 3 R.D. 18 giugno 1931, n. 773., su edizionieuropee.it.
  9. ^ Le Armi e le G.P.G., su ratiolegisweb.it, 17 marzo 2018.
  10. ^ Articolo introdotto dalla lett. g) dell'art. 1 del D.P.R. 4 agosto 2008, n. 153 pubblicato sulla G.U. n. 234 del 6 ottobre 2008, S.O.)
  11. ^ CIRCOLARE 17 dicembre 2004. (PDF), su archivio.pubblica.istruzione.it.
  12. ^ La conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano (PDF), su governo.it (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  13. ^ Cassazione, riconfermati i limiti delle GPG da securindex.com, 16 settembre 2013
  14. ^ Art. 256 Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635
  15. ^ Art. 172 comma 8 lett. c) del codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285) dal sito dell'ACI
  16. ^ Art. 256 bis R.D. 6 maggio 1940, n. 635 Approvazione del regolamento per l'esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza
  17. ^ Pirateria, arrivano i «contractor» a proteggere i mercantili italiani, su lastampa.it. URL consultato il 19 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2019).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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