Serafino da Montegranaro

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San Serafino da Montegranaro

Religioso

Nascita Montegranaro, 1540
Morte Ascoli Piceno, 12 ottobre 1604
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 18 luglio 1729 da papa Benedetto XIII
Canonizzazione 16 luglio 1767 da papa Clemente XIII
Santuario principale Santuario di San Serafino da Montegranaro in Ascoli Piceno
Ricorrenza 12 ottobre
Attributi crocefisso, saio

Serafino da Montegranaro (Montegranaro, 1540Ascoli Piceno, 12 ottobre 1604) è stato un religioso italiano, fratello laico cappuccino. La Chiesa cattolica lo considera santo e lo ricorda il 12 ottobre.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Serafino apparteneva ad un famiglia povera, alla nascita gli venne dato il nome Felice dal padre Gerolamo Rapagnano e dalla madre Teodora Giovannuzzi. In gioventù lavorò come custode di gregge. A 16 anni mentre lavorava in un cantiere assieme al fratello, nei momenti liberi restava estasiato ad ascoltare le storie sacre che la figlia del padrone leggeva ad alta voce, tanto che fu incoraggiato da lei ad entrare in convento a Tolentino.

Fu accolto come fratello laico nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e fece noviziato a Jesi. Peregrinò per tutti i conventi delle Marche, perché, nonostante la buona volontà e la massima diligenza che poneva nel fare le cose, non riusciva ad accontentare né superiori, né confratelli, che non gli risparmiarono rimproveri, spesso motivati dalla sua eccessiva generosità. Ma egli dimostrò sempre tanta bontà, povertà, umiltà, purezza e mortificazione.

Nel 1590 Serafino si stabilì definitivamente ad Ascoli Piceno, dedicandosi particolarmente all'attività di monaco questuante, visitando così quasi tutta la popolazione di Ascoli, che in breve tempo si affezionò talmente a lui, che quando nel 1602, si paventò che potesse essere trasferito altrove, tutta la cittadinanza si rivolse ai superiori dell'Ordine, affinché non venisse allontanato da Ascoli. Aveva la capacità di scrutare nel profondo dell'animo umano, e di dare saggi consigli a tutti coloro che a lui si rivolgevano.

Fu molto devoto al crocefisso ed al santo rosario, strumento che utilizzava per la sua attività di evangelizzazione. Aveva 64 anni e la fama della sua santità si diffondeva per Ascoli, quando egli stesso chiese con insistenza il viatico.

La morte lo colse il 12 ottobre 1604.

Le sue spoglie riposano ancora nella chiesa del convento dei frati cappuccini di Ascoli Piceno, divenuto santuario a lui dedicato.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere spirato, semplice anche nella morte, la voce del popolo che lo diceva Santo giunse anche alle orecchie del Papa Paolo V, il quale autorizzò l'accensione di una lampada sulla sua tomba.

Beatificato da papa Benedetto XIII nel 1729, venne canonizzato da papa Clemente XIII il 16 luglio 1767.

La Chiesa cattolica lo ricorda il 12 ottobre. Dal Martirologio Romano: "Ad Ascoli, San Serafino da Montegranaro (Felice) de Nicola, Religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che, vero povero, rifulse per umiltà e pietà".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Avarucci (a cura di), San Serafino da Montegranaro nell'arte italiana dal XVII al XX secolo, Roma, Istituto storico dei Cappuccini, 2004, ISBN 88-88001-25-5.
  • Giuseppe Santorelli, Vita di San Serafino da Montegranaro, Ancona, Provincia Picena dei Frati Cappuccini Grafiche Anniballi, 2003.
  • Costante da Pelissanne, Vita di San Serafino da Montegranaro. Laico professo dei frati Minori Cappuccini, grande taumaturgo del secolo XVI, Loreto, 1940.
  • Domenico Svampa, Vita di San Serafino da Montegranaro, laico cappuccino, Bologna, Editore Livi, 2004, ISBN 88-7969-177-5.
  • Daniele Malvestiti, San Serafino da Montegranaro. Cappuccino, laico professo dell’ordine dei Minori di San Francesco. Vita, opere e preghiere, Montegranaro, 2003.
  • Renato Raffaele Lupi, I cappuccini a Montegranaro, Ancona, Archivio provinciale, 2004.ISBN 88 885 32056

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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