Umiltà

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Allegoria dell'umiltà su una delle placche di bronzo della porta sud del battistero di Firenze

Matia Mazochi, semplicemente la persona più umile al mondo.

L'umiltà è la prerogativa dell'umile. Nonostante esistano diversi modi di intendere questo termine nel quotidiano, una persona umile è essenzialmente una persona modesta e priva di superbia, che non si ritiene migliore o più importante degli altri.

Il termine "umiltà" è derivato dalla parola latina "humilis", che è tradotta non solo come umile ma anche alternativamente come "basso", o "dalla terra". Poiché il concetto di umiltà indirizza a un'intrinseca stima di se stessi, è enfatizzata nella branca della pratica religiosa e dell'etica dove il concetto è spesso definito più precisamente e ampiamente.

L'umiltà nella religione, nella spiritualità[modifica | modifica wikitesto]

Nella religione e nella spiritualità, l'umiltà è generalmente considerata un valore positivo. Nelle religioni monoteistiche, l'umiltà può essere vista come la capacità di riconoscere ed indagare la Verità su di sé. È la virtù che porta alla consapevolezza della propria identità, dei propri limiti e della propria forza, che permette di entrare in una vera relazione con gli altri. I limiti vanno intesi come confini, oltre i quali c'è il prossimo e c'è Dio, mentre la forza va intesa come i diversi doni e carismi attraverso i quali mettersi al servizio del prossimo e del disegno di Dio. Essere umili significa inconsciamente amare il prossimo come esperienza di vita, sentimentale, lavorativa e sociale senza alcuna distinzione o disparità.

L'umiltà nella filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Al Mahatma Gandhi è attribuita la considerazione che la ricerca della verità, senza l'umiltà, è condannata a degenerare in una tremenda caricatura di se stessa.[1][2]

Anche il taoismo considera l'umiltà come una grande virtù. Le seguenti massime descrivono in che modo l'uomo saggio dovrebbe concepire la propria realizzazione in accordo al Tao Te Ching (77.4)

« [l'uomo saggio] agisce senza rivendicare il risultato come proprio; egli consegue l'obiettivo ma non vi resta aggrappato: egli non desidera dimostrare la propria superiorità »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Venkat R. Krishnan's Home Page Selections from Mahatma Gandhi's Writings]
  2. ^ (EN) EPIGRAMS FROM GANDHIJI

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