Scienza della sicurezza

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La scienza della sicurezza è la disciplina che studia il rischio nelle sue varie forme, dirette ed indirette, con l'obiettivo di ridurlo fino ad annullarlo o controllarne le conseguenze. L'eliminazione completa del rischio è matematicamente impossibile perché le variabili del rischio sono infinite ed imponderabili; è per questa ragione che si parla di 'riduzione' del rischio.

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

Si configura come materia multidisciplinare, e ad essa fanno riferimento molte aree tematiche e molte "sottodiscipline". Ogni area tratta un aspetto particolare della vita della persona, creando un insieme organico di cognizioni e misure, al fine di produrre come risultato l'incolumità e il benessere (sicurezza) della persona e di conseguenza della collettività.

A partire dall'analisi del rischio si perviene alla definizione di una prevenzione massima possibile: questa condizione a cui si perviene viene chiamato rischio accettabile.

La sicurezza può interessare le azioni dell'uomo direttamente (ad esempio nell'ambito della difesa personale) oppure indirettamente (ad esempio i suoi interessi, come nell'ambito della sicurezza finanziaria.[1])

La scienza della sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

Una scarsa conoscenza della scienza della sicurezza presuppone che essa sia un argomento di contorno rispetto ad altre discipline. In realtà essa è una scienza assolutamente indipendente, ma accompagna sotto varie vesti moltissime discipline. La scienza della sicurezza presenta moltissime branche, poiché in questo modo riesce ad interfacciarsi nel migliore dei modi alle varie discipline che sono correlate all'attività umana. La sicurezza infatti deve in ogni momento circondare la persona e i luoghi in cui si svolge ogni sua attività.

Alcune sottodiscipline della scienza della sicurezza sono:

  • sicurezza sportiva: analizza l'aspetto agonistico;
  • sicurezza sanitaria: analizza il mondo della medicina e della profilassi;
  • sicurezza alimentare: analizza il mondo dei cibi e delle diete dalla produzione al consumo;
  • sicurezza stradale: analizza il mondo delle strade, dei veicoli e della circolazione stradale;
  • sicurezza informatica: analizza l'uso delle reti telematiche (internet) rispetto all'uso che ne fa l'uomo;
  • ingegneria della sicurezza: si occupa di produrre sotto ogni possibile applicazione i ritrovati scientifici e tecnologici per rendere più sicura la vita quotidiana;
  • sicurezza nucleare: si prefigge di eliminare i rischi associati all'uso dell'energia nucleare;
  • sicurezza bancaria e finanziaria: analizzano il mondo degli investimenti e dalla Borsa.

Quando si parla di scienza della sicurezza non si intendono solo delle sotto-branche della sicurezza. Ad esempio, l'ingegneria della sicurezza, anche se impiegata in diversi settori (automobili, case e strade), è solo l'applicazione di studi e ricerche di tecnologie d'avanguardia per prevenire e proteggere da potenziali rischi sia nella sua singolarità che nella sua socialità.

La scienza della sicurezza talvolta è stata vista come un argomento specifico del commercialista o l'ISPESL o come un costo aggiuntivo. È diffusa la credenza che la sicurezza sia compito degli altri, dello Stato, dei medici, della Polizia, delle istituzioni, invece il primo ad essere responsabile per la propria e l'altrui sicurezza è la persona stessa.

A livello internazionale ci sono tre termini per definire i concetti di sicurezza: safety, security ed emergency.

  • safety: fa riferimento all'incolumità della persona ad esempio l'antinfortunistica; l'incolumità va intesa non solo dai danni fisici ma anche da quelli morali, spirituali e indiretti.
  • security: ha più un significato di cultura, di studio e gestione della sicurezza per la realizzazione di misure per la prevenzione, porre in essere misure per la sicurezza delle informazione riservate/segrete. Tali misure possono essere materiali e infrastrutturali, ma soprattutto formative ed informative, atte a far conoscere il rischio e quindi evitare il pericolo.
  • emergency: fa riferimento a tutte quelle attività di sicurezza personali e sociali che devono essere messe in atto nel caso in cui il compito della security sia insufficiente. L'emergency riguarda quindi la protezione e il contenimento del pericolo. Strutture che operano per fare "sicurezza" in senso di emergency (soccorso) sono la polizia, i vigili del fuoco, il pronto soccorso e la protezione civile.

Concetti chiave[modifica | modifica wikitesto]

  • Sicurezza: conoscenza che l'evoluzione di un sistema in un dato senso non manifesti stati indesiderati.
  • Rischio: probabilità che si verifichi un dato evento caratterizzato da una determinata gravità del danno sulle persone, sulle cose e/o sull'ambiente.
  • Pericolo: proprietà intrinseca di una sostanza, di una attrezzatura di lavoro o in generale di un evento, avente potenziale di creare danno.
  • Analisi: studio della statistica, dell'ambiente in questione, delle persone che operano e dell'attività che si svolge, al fine di produrre una valutazione del rischio.
  • Prevenzione: messa in opera ed in esercizio di tutte le misure derivate dall'analisi, per prevenire che accadano eventi pericolosi (e quindi dannosi).[2]
  • Protezione: messa in opera ed in esercizio di tutte le misure per proteggere persone e cose dal rischio residuo.

La protezione si distingue in collettiva e individuale, attiva o passiva. Le misure di protezione collettiva hanno priorità rispetto a quella individuale. La protezione attiva è quella che gli stessi operatori devono attivare (predisporre caschi, scarpe, estintori), mentre quella passiva interviene anche senza il comando umano (un esempio è l'impianto sprinkler antincendio).

  • Gestione: insieme di attività che si realizzano in fase sia normale che critica.

La gestione in normale esercizio è quell'insieme di attività come la formazione, l'informazione, le manutenzioni, le verifiche, le esercitazioni, gli adeguamenti normativi e le procedure. La gestione in emergenza è la messa in atto delle protezioni manuali, quindi le evacuazioni, le chiamate di emergenza, il contenimento, lo spegnimento, il confinamento e l'allontanamento.

Criteri generali[modifica | modifica wikitesto]

  • Conoscenza: percezione del rischio, sia personale che ambientale. La conoscenza indica l'analisi del contesto operativo. Dall'inconsapevolezza, dal non conoscere e dal non avere la giusta percezione del rischio, nasce l'errore, inteso come situazione di rischio. La conoscenza preventiva è il primo criterio assoluto di sicurezza.
  • Il rischio: l'analisi del rischio dà la possibilità di creare un piano di prevenzione in modo da ridurre, contenere o evitare i danni.

La coscienza e la percezione[modifica | modifica wikitesto]

La conoscenza e la coscienza del rischio sono il primo passo verso la sicurezza. Spesso si sa che c'è un rischio perché ci è stato detto, ma ci manca la percezione e la coscienza del "rischio reale"; per fare un esempio, si può dire di non mettere la mano sul fuoco ai bambini, ma se almeno una volta non ne fanno esperienza non hanno la giusta percezione e coscienza.

Ci sono al contrario delle esperienze irreversibili come gli incidenti stradali; non si può provare (fare esperienza) a correre guidando in stato di ebbrezza per essere coscienti del rischio reale, perché il danno fisico, sociale, morale, economico che ne deriva può essere irrecuperabile.

La "percezione del rischio" coinvolge dei meccanismi di tipo psicologico: in genere la mente umana tende a valutare come "più rischiose" le situazioni che hanno una maggiore gravità (ovvero le situazioni che possono provocare la morte), mentre tende a valutare come "meno rischiose" le situazioni a cui è associata una gravità minore (ad esempio le situazioni che possono provocare un danno fisico non irreversibile).

Un altro meccanismo psicologico che altera la percezione del rischio è quello per cui generalmente si valutano come meno rischiose le condizioni di cui si ha il controllo: ad esempio in genere una persona tende ad essere meno preoccupata se è la persona stessa a guidare rispetto alla situazione in cui l'autista è una seconda persona.

La scienza della sicurezza quindi non tiene conto della percezione del rischio, bensì del rischio reale.

Il ciclo della sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

Il ciclo della sicurezza è un "ciclo virtuoso" composto da tre momenti:

  • L'analisi: comprende lo studio legislativo, normativo, ambientale, personale, professionale, delle attività e dei processi.
  • Le misure: prevedono due grandi famiglie: quelle relative alla prevenzione e quelle relative alla protezione. Le misure possono essere attive, passive, strutturali, impiantistiche, amministrative o disciplinari.
  • La gestione: è la parte che deve mantenere in vita la sicurezza con studi, aggiornamenti, formazione, informazione, manutenzione, verifiche, esercitazioni, piani di sicurezza e adeguamenti.

Il miglioramento della sicurezza deve fondarsi su basi tecniche, normative, con confronti con altre realtà e non soltanto dopo l'analisi e lo studio di un evento.

La situazione formativa in Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'istituzione delle lauree in ingegneria della sicurezza risale a dopo l'anno 2000. A Varese, il corso di Ingegneria per la sicurezza del lavoro e dell'ambiente prepara ogni anno circa 20 ingegneri qualificati mentre all'Università degli Studi Sapienza di Roma in collaborazione con l'ISA (Istituto Superiore Antincendio), sono ormai pienamente attivi i corsi di laurea triennale e magistrale di Ingegneria della Sicurezza e della Protezione Civile che offrono una preparazione didattica d civile-ambientale oppure industriale.

In ambito territoriale, l'ISA (Istituto Superiore Antincendio) che all'interno dell'ingegneria della sicurezza per la prevenzione incendi analizza la sicurezza in un complesso molto ampio, in quanto un incendio si può innescare in una ampia varietà di ambienti.

In Italia, recependo una direttiva europea, la sicurezza sui luoghi di lavoro era stata imposta con la "Legge 626", poi abrogata e sostituita dal "Testo Unico Sicurezza Lavoro".

In altri ambienti, come la scuola, poco è stato fatto sulla formazione ed informazione alla persona; salvo alcuni casi sporadici, non esiste per esempio un piano formativo ad ogni livello scolastico che parli di sicurezza sanitaria, stradale, personale e alimentare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un esempio di sicurezza indiretta può essere considerata l'installazione di un antifurto su un'automobile.
  2. ^ Non necessariamente la presenza di una situazione pericolosa implica che ci sia anche un danno, piuttosto indica la "possibilità" che dalla situazione possa derivare il danno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Brolis, Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro, Firenze, Giunti, 1996.
  • Michele Lepore, Prevenzione infortuni e igiene del lavoro, Roma, 1996.
  • Giovanni Lugoboni, Sicurezza sul lavoro e prevenzione incendi, Roma, 2003.
  • Renzo Brolis, La sicurezza nei luoghi di lavoro: formazione e prevenzione, Brescia, La Scuola, 2006.
  • Claudio Pierini, G. Lugoboni, P.R. Pais, Antincendio e procedure di emergenza in azienda, Roma, 2007.
  • Fabrizia De Matteis, G. Esposito, Scuola sicura, Roma, 2007.
  • AAVV, Movimentazioni merci pericolose, Milano, INAIL, 2007.
  • Pier Roberto Pais, Nuova normativa di tutela e salute sui luoghi di lavoro, Roma, 2008.
  • Giorgio Zerboni, La Sicurezza nella realizzazione degli Impianti di Processo/ Edizioni Efesto,Roma 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Concetti generali
Legislazione, normativa e standard sulla sicurezza
Materie di interesse/affini
Pronto soccorso
Professioni
Sicurezza dei trasporti
Sicurezza sul lavoro
Sicurezza industriale
Sicurezza pubblica
Sottodiscipline

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]