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Saudi Aramco

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Saudi Arabian Oil Company
Logo
AramcoCoreArea.jpg
Sede della Saudi Aramco a Dhahran
StatoArabia Saudita Arabia Saudita
Forma societariasocietà statale
Fondazione1933 (come California-Arabian Standard Oil Company)
1944 (come Arabian-American Oil Company)
1988 (come Saudi Arabian Oil Company/Saudi Aramco)
Sede principaleDhahran
Persone chiave
Settoreenergia
Prodottipetrolio, gas naturale, prodotti petrolchimici
Utile netto33,8 miliardi USD (primo semestre del 2017)
Dipendenti65.000[1] (2018)
Sito web

Saudi Aramco (in arabo: أرامكو السعودية‎) è la compagnia nazionale saudita di idrocarburi (il nome deriva dalla contrazione di Arabian American Oil Company). Con una produzione di più di 10 milioni di barili al giorno[2], Saudi Aramco è tra le più grandi compagnie petrolifere al mondo e il più importante finanziatore del governo saudita, essendo posseduta al 100% da quest'ultimo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Saudi Aramco comincia il 29 maggio 1933, quando il governo saudita firma un accordo di concessione con la Standard Oil of California (Socal) che gli permette di fare delle prospezioni petrolifere in Arabia Saudita. Standard Oil of California trasmette questa concessione a una delle sue filiali chiamata California-Arabian Standard Oil.

Nel 1936, non avendo ottenuto alcun successo, la Texas Oil Company acquista il 50 % della concessione. Dopo quattro lunghi anni di ricerca infruttuosa, la compagnia scopre il primo giacimento a Dhahran nel 1938, il pozzo è chiamato « Dammam number 7 ». Il nome della compagnia cambia nel 1944 e diventa Arabian American Oil Company (o Aramco).

Nel 1948, Standard Oil of California e Texas Oil Company accolgono un nuovo partner; la Standard Oil of New Jersey acquista il 30 % di Aramco, e Socony Vacuum ne acquista il 10 %, lasciando così una parte uguale del 30 % a Standard Oil of California e Texas Oil Company. Nel 1973 il governo saudita acquista una parte del 25 % di Aramco, per aumentarla al 60 % nel 1974 e finalmente prenderne il pieno controllo nel 1980. Nel 1983, è stato nominato il primo presidente saudita della compagnia nella persona di Ali bin Ibrahim Al-Naimi. Nel novembre del 1988, la compagnia cambia il suo nome da Arabian American Oil Company in Saudi Arabian Oil Company (o Saudi Aramco).

Nell'aprile 2018 il principe ereditario Mohammad bin Salman Al Sa'ud nomina nel board della compagnia una manager di grande esperienza, l'americana Lynn Laverty Elsenhans, vent'anni alla Royal Dutch Shell e quindi alla guida delle raffinerie Sunoco, salvandole dal fallimento. È la prima donna in assoluto a sedere nel board di undici persone di Aramaco.[3] È affiancata da altri due americani: Peter Cella, ex CEO della Chevron Philips Chemicals, e Andrew Liveris, presidente di DowDuPont. L'obiettivo è di portare il colosso petrolifero verso gli standard di mercato occidentali in vista della quotazione, annunciata dal principe ancora nel 2016,[4] ma con pochi progressi.

Diffusione dati finanziari[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla sua nazionalizzazione nel 1976, Saudi Aramco non ha mai pubblicato informazioni relative alle sue prestazioni finanziarie. Tuttavia, nell'Aprile del 2018 l'agenzia di stampa Bloomberg News è venuta in possesso di alcuni dati sulle performance economiche della società saudita, i quali la indicherebbero come la società più profittevole al mondo con 33,8 miliardi di dollari di utile netto registrati nei primi sei mesi del 2017[5]. Come termini di paragone Apple, seconda società più profittevole al mondo, ha registrato nello stesso periodo utili per 28,9 miliardi, mentre ExxonMobil e Royal Dutch Shell, diretti concorrenti di Saudi Aramco, per 7,4 miliardi. A seguito della diffusione di questi dati, la compagnia ha comunicato che essi non sono attendibili e che non intende commentare la sua situazione finanziaria e fiscale.

Secondo gli analisti di Bloomberg la compagnia potrebbe essere valutata 1,2 trilioni di dollari, significativamente ad un livello più basso rispetto ai dati ufficiali di 2 trilioni di dollari.[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito ufficiale
  2. ^ (EN) Performance and key figures, su Saudi Aramco. URL consultato il 15 luglio 2018.
  3. ^ (EN) Saudi Aramco appoints first woman to the board, in The Economic Times, 29 aprile 2018. URL consultato il 29 aprile 2018.
  4. ^ (EN) Saudi Arabia is considering an IPO of Aramco, probably the world’s most valuable company, in The Economist, 7 gennaio 2016. URL consultato il 23 maggio 2016.
  5. ^ (EN) Aramco in Five Numbers: Highlights From Saudi Giant’s Accounts, in Bloomberg.com. URL consultato il 15 luglio 2018.
  6. ^ (EN) Saudi Aramco, By the Numbers, in Bloomberg.com. URL consultato il 15 luglio 2018.

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