Sarah Pardee Winchester

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Ambrotipo colorato a mano di Sarah Winchester nel 1865

Sarah Pardee Winchester (Connecticut, settembre 18395 settembre 1922) è stata un'ereditiera americana: alla morte del marito ottenne un patrimonio milionario e il 50% della Winchester Repeating Arms Company, denaro che usò per costruire ininterrottamente la propria villa per 38 anni.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Sarah Winchester nel 1920 circa
Sarah Winchester, ingrandimento della foto precedente

Nata in Connecticut nel 1839, Sarah Lockwood Pardee era figlia di Leonard Pardee e sua moglie Sara W. Burns. Il 30 settembre 1862, a New Haven, in Connecticut sposò William Wirt Winchester, l'unico figlio di Oliver Winchester, il proprietario della ditta Winchester Repeating Arms Company.

La coppia ebbe una figlia, Annie Pardee Winchester, nata il 12 luglio 1866 ma morta poche settimane dopo per marasma infantile. La morte della bambina portò Sarah a una profonda depressione e la coppia non ebbe altri figli. Oliver Winchester morì nel 1880, seguito nel marzo 1881 da William, colpito dalla tubercolosi. Sarah si ritrovò così proprietaria di circa il 50% della Winchester company, che le rendeva circa mille dollari al giorno (approssimativamente 25.000 dollari al giorno nel 2013).

Sarah pensò che la propria famiglia fosse maledetta e si rivolse a degli spiritisti per determinare cosa fare. Si suppone che un medium le abbia detto che la famiglia Winchester era maledetta dagli spiriti di tutte le persone che erano state uccise dalla carabina Winchester, e che Sarah doveva trasferirsi a ovest per costruire una casa per sé e gli spiriti. Si dice inoltre che il medium abbia detto a Sarah che se i lavori di costruzione si fossero mai fermati, lei sarebbe morta.

Nel 1884 Sarah Winchester si trasferì in California e acquistò una fattoria in costruzione dal dottor Robert Caldwell. L'edificio si trovava su 161 acri di terreno (0,65 km2) in quella che oggi è San José, California. Immediatamente Sarah Winchester cominciò a spendere i suoi 20 milioni di dollari di eredità per rinnovare la casa e aggiungere stanze: i lavori continuarono 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana, 365 giorni l'anno per i successivi 38 anni.[1] Affascinata e appassionata al numero 13, la donna fece in modo che rientrasse nella struttura della casa in molti punti: ci sono tredici bagni, tredici lampadari, le finestre hanno 13 lastre di vetro, e così via.

In seguito al terremoto di San Francisco del 1906, Sarah rimase intrappolata nella propria camera da letto per un breve lasso di tempo, non più di qualche ora. Quando fu liberata, disse ai muratori di smettere di lavorare sulla parte anteriore della villa, ormai quasi completata: ai carpentieri fu ordinato di chiudere la parte anteriore della casa con assi di legno, lasciando non riparata la maggior parte dei molti danni inferti dal terremoto. La signora Winchester pensava infatti che gli spiriti fossero adirati con lei perché stava dedicando troppo tempo alle stanze sulla facciata, così la costruzione riprese con nuove aggiunte e rimodellamenti alle altre parti della struttura.

A causa della mancanza di un preciso progetto complessivo e dei costanti lavori di ampliamento, la casa divenne molto grande e piuttosto complessa, al punto che molti dei membri del personale avevano bisogno di una mappa per aggirarsi nella casa. L'edificio inoltre presenta porte che si aprono su muri, scale che non conducono da nessuna parte, il ricorrere del numero tredici e finestre che guardano altri muri. Ci sono due teorie sul perché la signora Winchester abbia costruito una casa così inusuale. La prima è la più popolare e sostiene che Sarah Winchester abbia costruito la casa così apposta, per confondere gli spiriti di coloro che erano stati uccisi dai fucili Winchester. La seconda, molto meno popolare, sostiene che anche se la signora Winchester era incredibilmente ricca e poteva costruire la propria casa come più desiderava, non aveva alcun genere di educazione architettonica, quindi alcune delle stranezze sarebbero come semplici errori di progettazione.

Negli anni 20 la signora Winchester possedeva inoltre una casa galleggiante nella baia di San Francisco, a Burlingame, California; la casa galleggiante era nota come "l'Arca di Sarah" poiché si diceva che l'ereditiera temesse un secondo diluvio universale, dopo quello biblico di Noè. L'"Arca" fu distrutta da un incendio nel 1929.[2]

La morte di Sarah[modifica | modifica sorgente]

La costruzione della Winchester Mystery House si interruppe quando la signora Winchester morì nel sonno, il 5 settembre 1922, all'età di 83 anni. Fu seppellita vicino al marito e alla figlioletta nell'Evergreen Cemetery di New Haven. Sarah Pardee Winchester lasciò un testamento scritto diviso in 13 sezioni e firmato 13 volte, in cui lasciava il contenuto della casa alla nipote, Frances Marriot: dopo aver preso quel che le interessava, la nipote mise il resto all'asta. I traslocatori riempirono otto camion al giorno per sei settimane e mezzo per svuotare l'intero edificio di tutto il suo arredamento. La casa fu quindi messa all'asta e il compratore la trasformò in un'attrazione per il pubblico. Le prime visite ebbero luogo nel febbraio 1923, cinque mesi dopo la morte di Sarah.[3]

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Il viale davanti alla casa si chiama Winchester Boulevard in onore della casa costruita da Sarah Winchester.

La Winchester Mistery House è aperta al pubblico tutti i giorni escluso Natale e le visite riguardano sia la casa sia il giardino.

Il mangaka Hiroiko Araki ha dedicato una storia biografica in due capitoli a Sarah Winchester, pubblicata in Italia nel volume Vite bizzarre di gente eccentrica.

Sarah Winchester e la sua villa hanno ispirato Stephen King nella scrittura della sceneggiatura di Rose Red[4][5][6][7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Winchester's Widow Dying" - The New York Times, 12 giugno 1911
  2. ^ Burlingame Centennial 1908-2008, Joanne Garrison ISBN 978-0-615-17894-3
  3. ^ Travel Videos, Shows, and Guides - Travel Channel
  4. ^ McGarrigle, Dale. "The Haunted House That Could." Bangor Daily News. January 4, 2002
  5. ^ Wiater, Stan; Golden, Christoperh; and Wagner, Hank. The Complete Stephen King Universe: A Guide to the Worlds of Stephen King. Rev. reprint ed. New York: Macmillan, 2006. ISBN 0-312-32490-1
  6. ^ Rahner, Mark. "Miniseries Reveals Scary Side." Seattle Times. October 31, 2000.
  7. ^ Joshi, S.T. Icons of Horror and the Supernatural: An Encyclopedia of Our Worst Nightmares. Santa Barbara, Calif.: Greenwood Publishing Group, 2006. ISBN 0-313-33780-2


Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 18276146

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