Samir Geagea

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Samir Geagea
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Presidente esecutivo delle Forze Libanesi
In carica
Inizio mandato 15 gennaio 1986
Predecessore Elie Hobeika

Dati generali
Partito politico Forze Libanesi
(attualmente)
Falangi Libanesi
(prima del 1992)
Samir Geagea prima dell'arresto.

Samir Geagea (سمير جعجع, Samīr Jaʿjaʿ; Beirut, 25 ottobre 1952) è un guerrigliero e politico libanese.

Di fede cristiano maronita, è il presidente esecutivo del partito politico noto come Forze Libanesi.

Geagea assunse la leadership delle Forze libanesi nel 1986. Dopo la guerra civile, terminata nel 1990, c'era un'enorme pressione su Geagea da parte della Siria affinché fosse accettata in Libano la presenza di forze militari della Siria stessa. Prima del suo arresto, venne contattato da molti simpatizzanti politici i quali lo avvertirono degli imminenti procedimenti a suo carico e gli offrirono una via di fuga dal Libano. Nel 1994 Geagea venne processato per aver ordinato, secondo l'accusa, l'omicidio di quattro rivali politici, tra questi l'uccisione del Primo Ministro Rashid Karami avvenuto nel 1987 e il fallito attentato nei confronti del Ministro della Difesa Michel Murr nel 1991. Respinse tutte le accuse ma venne condannato alla pena di morte per tutti e quattro i casi, le condanne furono mutate in ergastolo. Geagea venne rinchiuso in stato di isolamento per undici anni in una cella sotto il Ministero della Difesa a Beirut.

Dopo la Rivoluzione dei Cedri, la quale portò al ritiro della presenza militare siriana dal Libano, il nuovo Parlamento eletto votò per l'amnistia a suo favore il 18 luglio 2005. Geagea è stato l'unico tra i leader delle milizie ad essere stato condannato per i crimini durante la guerra civile.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gioventù ed educazione[modifica | modifica wikitesto]

Samir Geagea nasce il 25 ottobre del 1952 in un sobborgo di Beirut. La sua famiglia non è benestante, il padre lavora nell'esercito, ma riesce comunque a far frequentare al figlio gli studi fino al liceo. Grazie ad una borsa di studio erogata dall'Associazione Khalil Gibran, Geagea poté intraprendere gli studi presso la facoltà di Medicina della UAB (Università Americana di Beirut) e dopo alla Université Saint-Joseph della stessa capitale libanese. Lo scoppio della guerra civile libanese nel 1975 interruppe i suoi studi fino alla UAB; successivamente li riprese alla Université Saint-Joseph fino al conseguimento del titolo. Geagea non ha mai praticato la professione di medico; era un membro attivo del Partito falangista, quest'ultimo divenne la principale milizia cristiana allo scoppio della guerra civile libanese nel 1975. È sposato con Sethrida Geagea.

Durante la guerra civile[modifica | modifica wikitesto]

Geagea aumentò progressivamente il proprio ruolo e guidò diverse operazioni su ordine di Bachir Gemayel, il comandante delle Kataeb Regulatory Forces, il braccio armato del Partito falangista. Nel giugno 1978 il leader del partito venne assassinato nel nord del Libano durante una lotta di potere con l'ex-Presidente Suleiman Frangieh; Bachir Gemayel ordinò a Geagea e a Elie Hobeika di formare un'unità per catturare i sospetti, i quali avevano trovato riparo nella casa di Frangieh nella località di Ehden. L'incidente divenne famoso come il Massacro di Edhen. Il gruppo (il quale aveva in qualche modo superato diversi check-point siriani) incontrò una forte resistenza alla periferia di Edhen, dove Geagea venne ferito; venne trasportato a Beirut e ricoverato all'ospedale di Achrafieh, la stessa struttura dove, ironicamente, stava facendo il suo tirocinio. La mano destra risultò parzialmente paralizzata e non poté continuare i suoi studi. Nel frattempo l'operazione militare in corso a Edhen portò alla morte di quasi quaranta persone, tra le quali Tony Frangieh e la sua famiglia. Geagea venne successivamente trasferito in un ospedale in Francia.

Nei primi anni '80 Geagea venne nominato a capo delle milizie delle Forze libanesi per il fronte nord; al suo comando c'erano circa 1.500 soldati ben armati, provenienti soprattutto dal suo paese natale Basharre e altre città e villaggi vicini. Geagea guidò i suoi uomini in diverse battaglie contro l'esercito siriano a El-Koura e Qnat. Nel 1982 - 1983 Geagea comandò le forze libanesi contro la milizia del Partito socialista progressista di Walid Jumblatt, i palestinesi e i siriani nella battaglia per il controllo delle montagne delle Chouf nel libano centrale.

Nel 1983 succede a Bashir Gemayel, assassinato qualche mese prima, come capo militare delle Forze Libanesi.

Il 15 gennaio 1986, Samir Geagea guidò un colpo di mano che rimosse Elie Hobeika dal comando delle Forze Libanesi, essenzialmente per la firma apposta da Hobeika all'Accordo Tripartito con Nabih Berri e Walīd Junbulāt sotto l'egida della Siria e per l'essersi avvicinato in tal modo politicamente a Damasco.

Nel 1990 trasforma le Forze Libanesi in partito politico e lascia le Falangi.

Dopo la guerra[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 ottobre 1990, la Siria allontanò Michel Aoun dal Palazzo presidenziale di Baabda; Aoun stava guidando un governo ad interim che in quel momento riempiva il vuoto istituzionale determinato dalla mancata elezione di un successore del PresidenteAmin Gemayel. Geagea, con la cacciata di Aoun, divenne l'unico leader cristiano del paese e nel nuovo governo guidato da Omar Karami gli venne offerto un incarico ministeriale [1].

Rapporti con il Partito Kataeb[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla guida delle Forze libanesi, Geagea mantenne il suo ruolo nel Politburo del Partito Kataeb. Nel 1992 si candidò alla guida del partito ma perse contro Georges Saadeh con il quale crebbe il conflitto. Successivamente, nello stesso anno, Saadeh dimise Geagea e tutti i membri della cosiddetta Commissione di salvataggio [2]; la Commissione era formata da molti membri del Politburo e leader locali fedeli alle Forze libanesi e a Geagea

Il massacro della famiglia Farangiyye

L'obiettivo della operazione darebbe stato principalmente l'arresto di Farāngiyye; strada facendo verso Ehden, Samir Geagea fu colpito in una imboscata e dovette lasciare il campo di battaglia. Ciò che accadde dopo rimane un caso esemplare della brutale guerra civile libanese: morirono a Zghorta l'ex deputato Tony Farangiyye (figlio dell'ex presidente della Repubblica Sulayman Farangiyye), la moglie e la figlioletta di 4 anni. Sopravvisse solo il figlio Sulaymān, attuale capo del movimento politico al-Marāda. Alcuni sostengono che la morte della famiglia Farāngiyye fosse da addebitare ad Elie Hobeika, già alleato dei Siriani, in esecuzione dei loro ordini; per altri, l'operazione stessa fu ordinata da Bashir Gemayel. Tante controversie esistono su questa vicenda, ma rimane il fatto che durante il dominio siriano sul Libano dal 1990 al 2005, Geagea fu processato e condannato per il suo ruolo in questa e altre terribili stragi.

L'arresto e il processo[modifica | modifica wikitesto]

In quegli anni c'era una pressione crescente nei suoi confronti volta a far accettare la presenza siriana in Libano; terminata la guerra civile venne difatti permesso ad un grosso schieramento militare siriano di rimanere in territorio libanese, ufficialmente per garantire la pace, di fatto ne condizionava pesantemente la vita politica. Prima del suo arresto Geagea venne contattato da molti suoi simpatizzanti e avvertito degli imminenti procedimenti giudiziari; gli venne offerta anche la possibilità di trovare rifugio fuori dal Libano ma Geagea rifiutò. I siriani sfruttarono i punti deboli dell'amnistia promulgata dal Presidente Elias Hrawi per tutti i crimini e le atrocità commessi prima del 1990. Tale legge stabiliva che qualunque crimine commesso dopo quella data sarebbe stato escluso dagli effetti dell'amnistia. Il 27 febbraio 1994 una bomba esplose nella Chesa di Sayyidet Al Najet (Nostra signora della Liberazione) in località Zouk, uccidendo 9 fedeli e molti feriti. Gli autori dell'attentato rimasero sconosciuti ma Geagea venne accusato del crimine senza poter, di conseguenza, beneficiare dell'amnistia, mentre tutti gli altri capi della guerra civile non dovettero rispondere dei molti crimini commessi durante il conflitto. Il 23 marzo 1994 il governo libanese ordinò lo scioglimento delle Forze libanesi e il deputato Fouad Malek, vicino a Geagea, venne posto sotto custodia. Geagea venne arrestato il 21 aprile 1994 con l'accusa di aver commissionato l'attentato alla chiesa, tentato di destabilizzare il governo "mantenendo una milizia sotto la maschera di un partito politico", istigato atti di violenza e commesso degli omicidi durante la guerra civile; venne accusato di aver assassinato l'ex primo ministro Rashid Karami, il leader del Partito Nazionale Liberale Dany Chamoun e della sua famiglia e l'ex membro delle Forze libanesi Elias Al Zayek. Venne inoltre accusato di aver tentato di uccidere il Ministro Michel Murr. Al termine del processo venne assolto per l'attentato alla chiesa ma condannato a quattro ergastoli per gli altri casi. Amnesty international criticò il processo e la condanna di Geagea, sostenendo che fossero ingiuste e politicamente motivate.

Prigionia[modifica | modifica wikitesto]

Geagea venne incarcerato per 11 anni in una cella d'isolamento, senza finestre, situata tre piani sotto il Ministero della Difesa a Yarze [3]. Il suo stato di salute venne compromesso e perse peso in modo drammatico a causa delle malsane condizioni sanitarie e dell'assenza di ventilazione [4]. L'accesso ai media e al mondo esterno fu negato, gli fu permesso solo di vedere la moglie e pochi famigliari. Tutte le conversazioni erano monitorate e gli venne vietato di parlare di politica con chiunque [5]. Geagea ha dichiarato di aver meditato e ripensato alle proprie azioni compiute durante la guerra civile, mentre si trovava incarcerato, per capire se era stato dalla parte giusta. Si mantenne attivo mediante la lettura di filosofia Hindu, del Corano, teologia e misticismo cristiano indicando i lavori del gesuita Pierre Teilhard de Chardin.

Rilascio[modifica | modifica wikitesto]

I leader della Rivoluzione dei Cedri considerarono il processo e la sentenza di condanna di Geagea ingiusti, politicamente motivati e orchestrate dal governo al potere in Libano durante l'occupazione siriana per allontanare lo stesso Geagea e smantellare le Forze libanesi: Quando i sostenitori della Rivoluzione dei Cedri vinsero le elezioni parlamentari nel 2005 fecero pressioni per un'amnistia che riguardasse il caso di Geagea. Il Parlamento libanese approvò la legge di amnistia il 18 luglio 2005; visto l'equilibro confessionale presente in Libano, tre dozzine di islamisti furono rilasciati con Geagea. La legge venne successivamente firmata dal Presidente Èmile Lahoud. Geagea venne rilasciato il 26 luglio 2005 e lasciò il Libano per curarsi. Tornò il 25 ottobre, giorno del suo compleanno, vivendo nella regione dei Cedri.

Ruolo politico[modifica | modifica wikitesto]

Samir Geagea è uno dei leader della comunità cristiano maronita del Libano; un'altra caratteristica che lo distingue, fin dai tempi della guerra civile, è quella di essere uno dei nemici giurati della Siria.

Attualmente (2012) fa parte della maggioranza anti-siriana ed anti-iraniana, detta del 14 marzo, insieme a Saʿd Ḥarīrī, leader dei sunniti.

« Tutti diciamo a noi stessi: è doveroso difendere la nostra presenza e il nostro diritto di esistere. Ma sono pochi quelli che sanno difendere la libertà dei cristiani. (Samir Geagea) »

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael Johnson, All honorable men: the social origins of war in Lebanon, Londra, I.B. Tauris, 2001. p. 298. ISBN 978-1-86064-715-4.
  • Emma Aubin-Boltanskin, "Samir Geagea: le guerrier, le martyr et le za'îm". In: Franck Mermier e Sabrina Mervin (a cura di), Leaders et partisans au Liban, Éditions Karthala-IFPO-IISMM, 2012, p. 63.
  • Denise Ammoun, Histoire du Liban contemporain. T. 2, 1943-1990, Parigi, Arthème Fayard, 2002.
Predecessore Presidente delle Forze Libanesi Successore FLCross.jpg
Elie Hobeika dal 1986 in carica

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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