Salvo Di Grazia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Salvo Di Grazia (Catania, 1967) è un medico, divulgatore scientifico e scrittore italiano.

Ginecologo, specializzato in fisiopatologia della riproduzione umana e colposcopia[1], affianca alla pratica medica l'attività di divulgazione rivolta in particolare alla critica delle cosiddette "medicine alternative", non basate su prove di efficacia.

Attività di debunking medico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 ha creato il blog "MedBunker", nome che indica l'attività di debunker in campo medico, che in breve tempo è "diventato un punto di riferimento"[2] in tale ambito.[3] e nello stesso anno ha iniziato a pubblicare i primi video su youtube nel canale MedBunker.

Dal 2012 tiene un blog per Il Fatto Quotidiano online. Firma una rubrica, chiamata anch'essa "MedBunker", su Query, rivista ufficiale del CICAP del quale è socio emerito. Nel 2012 ha iniziato a scrivere anche per un blog sul sito della rivista Le Scienze. È altresì autore del sito della Fnomceo (Federazione nazionale ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri) che si occupa delle false notizie in medicina[4] .

Nel 2014 ha pubblicato per la casa editrice Chiarelettere il libro Salute e bugie seguito, nel 2017, da Medicine e Bugie sempre per la stessa casa editrice. Nel 2020 pubblica Quello che le donne non dicono - La salute al femminile, per Editori Laterza.

Opere pubblicate[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvo Di Grazia, Quello che alle donne non dicono, la salute al femminile, 2020. Editori Laterza, ISBN 8858140664
  • Salvo Di Grazia, Medicine e bugie, 2017, Chiarelettere, ISBN 8861909388
  • Salvo Di Grazia, Salute e bugie, 2014, Chiarelettere, ISBN 8861903967

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia per il blog su "Il Fatto Quotidiano.it".
  2. ^ Michele Bocci e Fabio Tonacci, La mangiatoia, Milano, Mondadori, 2013: "Di Grazia è diventato un punto di riferimento per centinaia di persone, e ogni giorno riceve decine di cartelle cliniche". Un "punto di riferimento" è definito anche da Maria Novella De Luca, La fabbrica delle illusioni, La Repubblica, 19 novembre 2012. URL consultato il 29 maggio 2014.
  3. ^ Già nel 2010 il Corriere della Sera lo includeva, come blog specializzato "contro le bufale mediche e i ciarlatani", in un elenco di sette siti "antibufala", italiani e stranieri, a cui fare riferimento. I siti per informarsi, Corriere della Sera, 11 luglio 2010. URL consultato il 29 maggio 2014.
  4. ^ Dottore ma è vero che

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]