Divulgazione scientifica

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Piero Angela, una delle figure di spicco della divulgazione scientifica in Italia.

La divulgazione scientifica è l'attività di comunicazione rivolta al grande pubblico delle nozioni e ricerche accademiche in forma accessibile e di facile comprensione.[1]

Si occupano di tale attività i divulgatori scientifici, che sono in genere scienziati, ricercatori, giornalisti, studiosi o esperti della materia. L'obiettivo è far conoscere al pubblico, in modo corretto ma efficacemente riassunto e comunicato, i risultati delle ricerche e delle pubblicazioni scientifiche. Questa attività non presenta in genere specifiche intenzioni formative al singolo individuo, ma è rivolta alla collettività, con scopo di accrescere la percezione dell'importanza della scienza in una società.[2] Rappresenta una parte della cosiddetta comunicazione scientifica ovvero la comunicazione pubblica della scienza.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

A differenza della comunicazione promozionale o istituzionale (effettuata da ministeri, enti di ricerca, o imprese private), che opera secondo il modello della comunicazione unidirezionale ("one-to-many"), nella divulgazione scientifica si è affermata anche l'impostazione di origine anglosassone delle esperienze bidirezionali, in cui si cerca il feedback da parte del pubblico, discutendo in luoghi come laboratori, caffè scientifici, forum partecipati.[3]

Le attività di associazionismo è talvolta impegnata nella divulgazione scientifica e la alimenta. Nell'astronomia, per esempio, l'astronomia amatoriale concorre alla diffusione della scienza presso il pubblico non specializzato, ma contemporaneamente i gruppi astrofili sono coadiuvanti della stessa ricerca astronomica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sabatini-Coletti, Divulgazione
  2. ^ Wynne, Brian, "Misunderstood Misunderstandings: Social Identities and the Public Uptake of Science", 1996, p. 19-46.
  3. ^ Lövbrand, Eva, Roger Pielke, Jr. and Silke Beck, "A Democracy Paradox in Studies of Science and Technology”". Science, Technology and Human Values., 2011, p. 474–496.

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