Sallustio Petrocini

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Sallustio Petrocini (... – Castiglione delle Stiviere, 7 gennaio 1618) è stato un giurista e diplomatico italiano, consigliere dei marchesi di Castiglione Rodolfo e Francesco Gonzaga.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu al servizio dei marchesi di Castiglione Rodolfo e Francesco Gonzaga.

Venne coinvolto nella lunga disputa che riguardò la successione al marchesato di Solferino, dopo la morte nel 1587 di Orazio Gonzaga, che vide contrapposti i presunti eredi: da una parte il duca di Mantova Guglielmo Gonzaga, dall'altra il marchese di Castel Goffredo Alfonso Gonzaga, unitamente a Rodolfo Gonzaga. Per questo, intorno al 1585, Sallustio venne inviato alla corte imperiale di Praga per seguire da vicino la vicenda[1], ritornando a Castiglione solo nell'aprile 1589.[2] Fu inviato di nuovo a Praga nel 1593[3] successivamente all'assassinio di Rodolfo Gonzaga per dirimere la questione della successione al marchesato di Castel Goffredo, conteso dal duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga e i parenti di Castiglione.

L'attaccamento del Petrocini ai marchesi di Castiglione provocò più volte le ire di Vincenzo, desideroso di impossessarsi della fortezza di Castel Goffredo e pensò di eliminare il consigliere tanto scomodo.[4] Fu affidato l'incarico a Prospero Gonzaga, parente della linea dei Gonzaga di Luzzara, che si avvalse dell'esperienza di Alessio Bertolotti,[4] uomo d'armi al servizio dei signori di Castiglione. Gli fu salvata la vita, ma venne tradotto nelle carceri di Mantova, con la scusa di avere sollevato una rivolta popolare.[5] Egli richiese la scarcerazione nel luglio 1593 contro garanzia di 3.000 scudi, ma la grazia non venne concessa e venne rilasciato solo nel 1598. Nell'aprile di quell'anno fu di nuovo a Praga per sostenere le ragioni di Francesco Gonzaga sul feudo di Castel Goffredo.[6] Fu accanto a Francesco Gonzaga, che si trasferì per ragioni di salute a Maderno nel palazzo Gonzaga, quando morì il 23 ottobre 1616[7] e venne quindi riportato a Castiglione.

Sallustio fu assassinato a Castiglione il 7 gennaio 1618, forse a causa dei soprusi inferti alla popolazione.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marocchi, p. 45.
  2. ^ Marocchi, p. 69.
  3. ^ Marocchi, p. 119.
  4. ^ a b Marocchi, p. 121.
  5. ^ Marocchi, p. 122.
  6. ^ Marocchi, p. 193.
  7. ^ Marocchi, p. 256.
  8. ^ Marocchi, p. 258.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]