Roberto Stagno

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Roberto Stagno nel ruolo di Turiddu e la sua compagna Gemma Bellincioni in quello di Santuzza, nella prima del 1890 a Roma di Cavalleria rusticana.

Roberto Stagno, nome d'arte di Vincenzo Andrioli (Palermo, 18 ottobre 1840, secondo alcune fonti nel 1836Genova, 26 aprile 1897), è stato un tenore italiano.

Divenne un importante interprete delle opere del verismo italiano intorno agli anni 1890, ma poiché possedeva un'agile tecnica belcantistica cantò anche in opere del secolo precedente.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in una famiglia appartenente alla nobiltà minore siciliana ma si trasferì a Milano per i suoi studi musicali che compì al Conservatorio Giuseppe Verdi. Fece il suo debutto nel teatro dell'opera a Lisbona, in Portogallo nel 1862. Il 29 ottobre 1863 è il protagonista in Alessandro Stradella (opera) di von Flotow al Teatro Carlo Felice di Genova. La sua carriera ebbe poi una svolta nel 1865 quando venne chiamato a sostituire il celebre tenore Enrico Tamberlik a Madrid in una rappresentazione di Robert le diable.

Nei tren'anni successivi, Stagno cantò un vasto repertorio in Spagna, Italia, Francia e Russia, raggiungendo la fama di uno dei più grandi tenori europei del suo tempo. Nel 1878 canta nella prima assoluta di Il negriero di Salvatore Auteri Manzocchi con Ormondo Maini al Gran Teatre del Liceu di Barcellona.

Al Teatro Costanzi di Roma nel 1881 è Lord Arturo Talbo ne I puritani ed il duca di Mantova in Rigoletto. Nel 1882 è Carlos ne Il duca d'Alba al Teatro San Carlo di Napoli ed il conte di Almaviva ne Il barbiere di Siviglia (Rossini) diretto da Giovanni Bottesini a Roma. Stagno era popolare anche in Argentina, dove cantò per la prima volta nel 1879, e cantò anche, per un'intera stagione (1883-84) negli Stati Uniti, a New York al Metropolitan Opera House. Fu letteralmente il primo solista a far ascoltare la propria voce al Met, perché egli interpretò il ruolo di Manrico ne Il trovatore con Giuseppe Kaschmann il 26 ottobre 1883, nella produzione di apertura del teatro seguito da Arturo ne I puritani con Marcella Sembrich e Kaschmann, il duca di Mantova in Rigoletto con la Sembrich e Sofia Scalchi bissando La donna è mobile, Robert le diable, il conte di Almaviva ne Il barbiere di Siviglia con la Sembrich, Don Ottavio in Don Giovanni (opera) con Kaschmann, Christina Nilsson e la Sembrich, canta nello Stabat Mater (Rossini) con la Scalchi ed Enzo ne La Gioconda con la Nilsson e la Scalchi e nel 1884 Lionel in Martha (opera) con la Scalchi ed Edgardo in Lucia di Lammermoor con la Sembrich e Jean of Leyden in Le prophète con la Scalchi. Purtroppo per Stagno, la durata della sua permanenza sulla piazza newyorchese fu inferiore a quello che avrebbe voluto: il pubblico americano manifestò uno scarso apprezzamento per il marcato e persistente vibrato del cantante, ed egli non venne riconfermato, nelle stagioni seguenti, dalla direzione del Met.

Riprese la sua carriera in Italia dove nel 1885 è il protagonista in Lohengrin (opera) diretto da Giovanni Bolzoni (compositore) al Teatro Regio di Torino e in Sud America dove il suo stile di canto incontrava maggiormente i gusti del pubblico. Nel 1887 a Torino è il duca di Mantova in Rigoletto diretto da Bolzoni con Kaschmann. Nel 1890 al Teatro La Fenice di Venezia è Beltramo in Roberto il diavolo diretto da Emilio Usiglio. A Roma, il 17 maggio 1890, lasciò la sua traccia più importante nella storia dell'opera creando il ruolo di Turiddu nel successo della prima rappresentazione dell'opera verista Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni diretto da Leopoldo Mugnone. La sua compagna, il soprano Gemma Bellincioni, cantò nel ruolo di Santuzza (si erano incontrati sulla nave mentre si recavano a Buenos Aires nel 1886 con una troupe di cantanti). La loro figlia, Bianca Stagno Bellincioni (1888-1980), fu una cantante e attrice. Nel 1945 pubblicò un'autobiografia nella quale parlava anche dei suoi genitori. Sempre nel 1890 a Roma è Gioffredo Rudello nella prima assoluta di Rudello di Vincenzo Ferroni diretto da Mugnone con la Bellincioni.

Nel 1892 al Teatro Argentina di Roma è Vito nel successo della prima assoluta di Mala vita di Giordano con la Bellincioni cantata anche a Napoli dove è Fritz Kobus in L'amico Fritz con la Bellincioni cantato anche al Costanzi dove è Alfredo ne La traviata diretto da Edoardo Mascheroni con la Bellincioni.

Stagno morì, a soli 57 anni, a Genova per problemi renali e cardiaci. È sepolto a Livorno, assieme alla compagna Gemma Bellincioni, nel cimitero di Montenero.

Non sono rimaste registrazioni della sua voce, che fu quella di un tenore lirico-drammatico e si dice che avesse una voce calda e potente con un bel vibrato. Fra i tenori per i quali ci sono giunte delle registrazioni, la sua voce può essere assimilata a quella di Fernando De Lucia (1860-1925). De Lucia, pur formato, come Stagno, alla "vecchia scuola", divenne come lui famoso negli Novanta dell'Ottocento per le sue interpretazioni di ruoli veristici.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michael Scott,The Record of Singing, Volume 1, Duckworth, London, 1977

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Warrack e Ewan West, The Oxford Dictionary of Opera, 1992, 782 pag., ISBN 0-19-869164-5
Controllo di autorità VIAF: (EN72165226 · ISNI: (EN0000 0000 7689 9324 · GND: (DE117203114 · BNF: (FRcb14802968p (data)