Rifugio Vallanta

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Rifugio Vallanta
RifugioVallanta.jpg
Il Rifugio Vallanta
Ubicazione
Stato Italia Italia
Altitudine 2 450 m s.l.m.
Località Pontechianale
Catena Alpi Cozie
Coordinate 44°39′56.33″N 7°03′52.54″E / 44.665648°N 7.064595°E44.665648; 7.064595Coordinate: 44°39′56.33″N 7°03′52.54″E / 44.665648°N 7.064595°E44.665648; 7.064595
Dati generali
Proprietà Club Alpino Italiano, sezione Monviso di Saluzzo
Periodo di apertura Da giugno a settembre
Capienza 75 posti letto
Locale invernale 25 posti
Mappa di localizzazione
Sito internet

Il rifugio Vallanta è un rifugio situato nel comune di Pontechianale (CN), in valle Varaita, nelle Alpi Cozie, a 2450 m s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruito negli anni ottanta del secolo scorso poco più a valle del più antico e storico rifugio Gagliardone, il quale adesso è utilizzato solamente in casi di emergenza. Il progetto, che richiama la forma della piramide del Monviso, è degli architetti Giuseppe Bellezza e Maurizio Momo.[1] L'inaugurazione avvenne nel 1988.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio si trova nel vallone di Vallanta, ai piedi della parete nord-ovest del Monviso, a ridosso del laghetto della Bealera Founsa. È dotato di impianto elettrico, alimentato da una centralina idraulica che sfrutta le acque del vicino laghetto. Grazie alla produzione propria di energia elettrica, il rifugio è stato dotato di riscaldamento elettrico, in funzione anche nei periodi di chiusura nel locale invernale (almeno quando il lago non è completamente ghiacciato). Ha acqua corrente e servizi igienici interni, con docce calde. Offre servizio bar, ristorante ed alberghetto.[3]

Dispone di 25 posti nel locale invernale e di 50 in quello estivo, per un totale di 75 posti letto disponibili nella stagione estiva.[4]

Dal 2007 il rifugio è dotato di collegamento Internet satellitare, realizzato dalla Regione Piemonte nell'ambito del programma Wi-Pie[5]. È stata anche installata una webcam che, nel periodo di apertura, permette di avere una visuale aggiornata ogni 5 minuti sul versante ovest del Monviso[6].

Per un periodo il rifugio ha utilizzato come dépendance il vecchio rifugio Gagliardone, oggi pericolante e definitivamente abbandonato.

Il rifugio Gagliardone[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio Gagliardone, nei pressi del nuovo rifugio Vallanta.

Il rifugio Giuseppe Gagliardone è situato ai piedi della parete ovest del Monviso, sotto la conca terminale del vallone di Vallanta, a poca distanza dall'attuale rifugio Vallanta.

Fu costruito nel 1935 col nome "rifugio Città di Saluzzo"; distrutto da una valanga nella primavera del 1936, fu ricostruito e riattivato nel 1940, per essere nuovamente distrutto da un'altra valanga nel 1944. Una successiva ricostruzione, iniziata nel 1948, portò alla riapertura nel 1954, con la nuova dedica a Giuseppe Gagliardone.

A fianco del rifugio era presente una cappelletta, distrutta da una valanga nel 1973 e mai ricostruita, di cui restano solo le fondamenta.

Con l'inaugurazione del rifugio Vallanta, il rifugio Gagliardone ne è diventato una dépendance, ma col tempo il suo utilizzo è via via diminuito. Oggi è definitivamente in disuso, ed in stato di abbandono, anche se sono stati effettuati studi per il suo recupero.[7]

Durante il suo periodo di attività, il rifugio aveva 31 posti letto, ed era gestito dalla sezione di Saluzzo del Club Alpino Italiano.

Accessi[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio è accessibile a piedi dalla frazione Castello (1604 m) di Pontechianale, risalendo il Vallone di Vallanta in circa 2.30 h, dalla frazione Maddalena partendo dal rifugio Savigliano e passando dalla località Le Conce, oppure da Chianale, percorrendo il vallone di Soustra fino al passo della Losetta e scendendo da lì verso il rifugio (4 h circa)[2].

Il rifugio è raggiungibile anche per mezzo della seggiovia Le Conce (che è stata chiusa per ristrutturazione dal 2004 al 2011) con partenza da Maddalena ed arrivo alla località omonima, da cui segue il sentiero (2 h circa, classificato "per alpinisti").

La salita da Castello[modifica | modifica wikitesto]

Poco prima della frazione di Castello di Pontechianale, nei pressi del rifugio dell'Alevè si può lasciare l'auto in un grande spiazzo. Si attraversa su un ponte il torrente Vallanta e si prende sulla destra una mulattiera ben segnata che sale subito ripida sul margine sinistro del bellissimo vallone di Vallanta. Si supera faticosamente una ripida rampa all'ombra delle ultime propaggini del bosco dell'Alevè. Si giunge dunque ad un verde pianoro guadagnando in breve il torrente Vallanta. Giunti al termine del pianoro si passa di fianco ad una suggestiva bastionata rocciosa. Dopodiché il sentiero attacca una ripida spalla erbosa e la rimonta con alcuni tornanti. Si giunge dunque ad un breve tratto in falsopiano sempre sulla mulattiera ben segnata. Si rimonta un ripido pendio e si giunge in breve ad un colletto. Si percorre un breve tratto in discesa e si prosegue per lunghi saliscendi giungendo dopo pochi minuti ad un restringimento del vallone dove si trova un bivio: si tralascia la diramazione a destra che si inoltra nel bosco dell'Alevè e che porta al passo Gallarino e poi al rifugio Quintino Sella e si continua sulla mulattiera che raggiunge in breve un secondo pianoro puntellato di baite diroccate. Si oltrepassa il Vallanta attraverso un ponte di legno e si raggiunge in breve la base di un verde balzo erboso. Il sentiero lo aggira a sinistra per verdi pendii costellati da grossi massi e da cespugli di rododendro. Aggirato il balzo si raggiunge un secondo gruppo di baite diroccate e qui si attraversa nuovamente il torrente per raggiungere un verde pendio che si taglia a mezzacosta. Si giunge in breve ad una sella erbosa che immette in un terzo pianoro costellato qua e là da frane. Si prosegue ora sulla sinistra del vallone e si attacca un ripido pendio erboso. Si sale molto faticosamente per corti tornanti fino a giungere ad un a sella molto marcata. Si prosegue in falsopiano per alcune centinaia di metri per giungere ad un bivio. Tutte e due le strade conducono al rifugio, qui le descrivo entrambe. La prima: si sale a sinistra andando ad attaccare il ripido pendio erboso costituente il margine sinistro del vallone e si guadagna quota con due lunghi tornanti. Si prosegue fino ad un colletto. Qui si lascia una diramazione sulla sinistra che porta alla cima Losetta e si prosegue in falso piano fino a giungere al rifugio Vallanta (2450 m, 2.30 h da Castello). La seconda: si va a destra e si raggiunge in piano un verde canale che si risale piuttosto faticosamente. Si giunge dunque ad una cascata, dove bisogna prestare attenzione a non scivolare sulle pietre bagnate. Si prosegue con brevi tornanti fino a ricongiungersi con l'itinerario principale, a poche decine di metri dal rifugio.

Ascensioni[modifica | modifica wikitesto]

Traversate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giro di Viso.

Il rifugio è tappa del Giro di Viso, giro tutt'intorno al Monviso passando di rifugio in rifugio.

Si trova inoltre sul percorso blu della Via Alpina, sulla tappa D47 dal rifugio Viso al rifugio Savigliano.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Berutto, Monviso e le sue valli - Vol.1° - II edizione, Istituto Geografico Centrale, 1997
  • AA.VV., Vallanta - come nasce un rifugio, C.A. I. "Monviso", Saluzzo

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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