Restoro d'Arezzo

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Restoro d'Arezzo ("Ristoro" la forma fiorentina del nome; ... – ...) è stato uno scrittore cosmografo italiano del XIII secolo autore della prima opera scritta in volgare di carattere astronomico-geografico.

Di Restoro d'Arezzo, non abbiamo fonti sicure per poter attingere alla sua vita ma sappiamo che scrisse un trattato enciclopedico intitolato "La composizione del mondo colle sue cascioni" in cui dimostra di conoscere in modo approfondito le teorie di Aristotele, di Tolomeo, di Averroè, di Avicenna e il contenuto del De sphera di Sacrobosco.

Copia annotata del Tractatus de Sphaera di Giovanni Sacrobosco

Sappiamo dall'explicit della sua opera che il trattato venne scritto nel 1282 con tutta probabilità nell'ambito aretino e, dai pochi accenni autobiografici contenuti nell'opera, si è ipotizzato che fosse un orefice e un disegnatore, che avesse scritto il trattato in età avanzata e che appartenesse al clero.

La composizione del mondo è strutturata in due libri composti rispettivamente da 24 e da 94 capitoli.
Nel primo libro l'autore descrive il macrocosmo e il microcosmo con acuto spirito d'osservazione, mentre nel secondo, che è suddiviso in otto "distinzioni", egli discute dei fenomeni e delle cause.

Il codice più antico e maggiormente fedele dal punto di vista linguistico all'opera originale è il Ricciardiano 2164.

Le teorie di Restoro vengono messe in discussione da Dante nel suo trattato scientifico Quaestio de aqua et terra letta a Verona davanti al clero nel gennaio del 1320 nel quale egli, per confutare un passo di Aristotele, sostiene la tesi che nel globo le terre emerse sono più alte delle acque.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Approfondimento, su futureshock-online.info.
  • [1] "Oggetti e concetti inerenti alle Scienze Mineralogiche ne La composizione del mondo con le sue cascioni" (Introduzione in inglese; testo in italiano)
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