Prosit

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Il brindisi in un quadro di Peder Severin Kroyer.

Prosit è un'esclamazione latina utilizzata all'atto del brindisi, il gesto che si fa alzando e toccando i bicchieri prima di bere. La parola è usata anche in campo liturgico al rientro in sacrestia, dopo la conclusione della Messa, dai ministranti verso il celebrante, il quale risponde con "Deo gratias vobis quoque".

Etimologie[modifica | modifica sorgente]

Brindare significa salutare o ricordare qualcosa o qualcuno, o augurare una buona sorte per un'impresa, un'azione.

Il brindare è diffuso in tutto il mondo; variano, ovviamente, le esclamazioni accompagnatorie usate.

"Brindisi" deriva dallo spagnolo brindis, mutuato dal tedesco bring dir’s, cioè “lo porto a te", inteso il saluto.

La parola prosit significa "sia utile, faccia bene, giovi", o anche "sia a favore". Essa è una voce del verbo latino prōsum, proes, prōfui, proesse (giovare, essere di vantaggio): precisamente si tratta della terza persona singolare del congiuntivo presente.

Cin cin ha origini cinesi: deriva infatti da ch’ing ch’ing (请请; pinyin: qǐng qǐng), che significa "prego, prego". Usato tra i marinai di Canton come forma di saluto cordiale ma scherzoso, fu esportato nei porti europei. In alcuni paesi attecchì subito per il suono onomatopeico al rumore prodotto dal battere due bicchieri tra loro.

Nell'antica Grecia si usava declamare discorsi o versi poetici durante il brindisi e l'usanza richiedeva che le parole fossero improvvisate.

Dal Seicento in poi, si diffuse il cosiddetto brindisi poetico e numerosi furono gli autori che se ne occuparono, da Chiabrera a Giovanni Mario Crescimbeni, per non parlare del Brindisi funebre carducciano.[1]

Origine[modifica | modifica sorgente]

L'edizione 2010 dell'Encyclopædia Britannica, in merito all'origine dell'usanza, dice: "L’usanza di bere ‘alla salute’ dei vivi deriva molto probabilmente dall’antico rito religioso di bere in onore degli dèi e dei defunti. Ai pasti i greci e i romani versavano libagioni agli dèi, e ai banchetti cerimoniali bevevano in onore degli dèi e dei defunti", aggiungendo: "Il bere alla salute dei vivi dev’essere stato strettamente collegato a queste usanze che in sostanza equivalevano a libagioni".[2] Un'opera più recente (1995) dice: "[Il brindisi] è probabilmente un vestigio religioso di antiche libagioni sacrificali in cui un liquido sacro veniva offerto agli dèi: sangue o vino in cambio di un desiderio, una preghiera riassunta con le parole 'lunga vita!' o 'alla salute'". [3]

Nelle altre lingue[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • In giapponese cin cin invece ha un significato particolare, che in certe occasioni può risultare offensivo[senza fonte]. Esso sta a indicare infatti l'organo sessuale maschile[senza fonte].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.425
  2. ^ The Encyclopedia Britannica, Edizione del 1910, vol. 13, p. 121
  3. ^ International Handbook on Alcohol and Culture di Dwight B. Heath, Greenwood Press. Westport, CT, 1995

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