Postumio Cominio Aurunco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Postumio Cominio Aurunco
Nome originalePostumius Cominius Auruncus
GensCominia
Consolato501 a.C., 493 a.C.

Postumio Cominio Aurunco (in latino: Postumius Cominius Auruncus; ... – ...) è stato un politico e militare romano del VI e del V secolo a.C.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu eletto console nel 501 a.C. con Tito Larcio[1][2], ma non portò a termine il mandato consolare a causa della nomina del collega a dittatore (la prima volta nella storia di Roma) a causa delle tensioni con i Latini.

Fu eletto console una seconda volta nel 493 a.C. con Spurio Cassio Vecellino.[3]

Mentre Spurio Cassio era trattenuto a Roma per la stipula della pace tra Roma e la lega Latina, che per questo sarebbe stata ricordata come foedus Cassianum, Postumio Comino guidò l'esercito romano contro i Volsci di Anzio, che venne espugnata.

Successivamente la campagna militare fu rivolta contro le città volsce di Longula, Polusca e Corioli, tutte e tre conquistate dai Romani, quest'ultima con l'apporto decisivo di Gneo Marcio Coriolano, tanto che Tito Livio annota:

(LA)

«tantumque sua laude obstitit famae consulis Marcius ut, nisi foedus cum Latinis in columna aenea insculptum monumento esset ab Sp. Cassio uno, quia collega afuerat, ictum, Postumum Cominium bellum gessisse cum Volscis memoria cessisset»

(IT)

«...L'impresa di Marcio eclissò la gloria del console al punto che, se il trattato coi Latini, concluso dal solo Spurio Cassio in assenza del collega, non fosse rimasto inciso a perenne memoria su una colonna di bronzo, nessuno si ricorderebbe che Postumio Cominio combatté contro i Volsci»

(Livio, Ab Urbe condita libri, II, 33.)

Nel 488 a.C. fu uno dei cinque ex-consoli inviati dal Senato al campo dei Volsci a intercedere con Coriolano, quando questo stava avanzando contro Roma[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Livio, Ab Urbe condita libri, II, 18.
  2. ^ Dionigi, Antichità romane, V, 50.
  3. ^ Livio, Ab Urbe condita libri, II, 33.
  4. ^ Dionigi, Antichità romane, VIII, 22.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Fasti consulares Successore Consul et lictores.png
Opitero Verginio Tricosto
e
Spurio Cassio Vecellino I
501 a.C.
con Tito Larcio I
Servio Sulpicio Camerino Cornuto
e
Manio Tullio Longo
I
Aulo Verginio Tricosto Celiomontano
e
Tito Veturio Gemino Cicurino
493 a.C.
con Spurio Cassio Vecellino II
Tito Geganio Macerino
e
Publio Minucio Augurino
II