Pietro Isabello

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Il Palazzo della Ragione di Bergamo
Palazzo Bassi Rathgeb (Bergamo)

Pietro Isabello o Isabelli, Abano, Cleri e de la Brenta (probabilmente intorno al 1484 – 1549) è stato un architetto italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lo sdoppiamento in due diversi personaggi, Pietro Isabello e Pietro Cleri, e i soprannomi hanno causato molta confusione intorno alla figura di questo architetto anche dopo il 1970 - quando fu resa nota l'identità Cleri-Isabello [1]. Figlio del "magister" Ambrogio, Pietro è nato intorno al 1484 da una famiglia proveniente dalla Valsassina (Lecco) ma da alcuni decenni residente a Bergamo e di professione "brentatori" [2]. Fu attivo a Bergamo, Brescia, Orzinuovi e Peschiera nella prima metà del XVI secolo, non solo in qualità di architetto ma anche come ingegnere militare al servizio della Repubblica di Venezia[3].

A lui si deve il disegno e in parte la realizzazione delle cappelle laterali della chiesa di Santo Spirito a Bergamo bassa, e proprio questo lavoro che mise in discussione l'identità dell'architetto tra l'Isabello e il Pietro Cleri, se stilisticamente era da attribuire all'Isabello non si comprendeva la presenza nei documenti di un nome differente, fino al ritrovamento di un atto notarile del 1535 che cita magistro petro quondam magistri ambroxij Cleri de Jsabellis architecto.

Sempre a lui si deve il rifacimento della la chiesa e i due chiostri del monastero di San Benedetto, lavori che gli verranno saldati con l'accoglienza della sorella Maria nel monastero nel 1544[4], il restauro del Palazzo della Ragione commissionatigli nel 1520, la casa di Bartolomeo Cassotti, nota anche come Bassi Rathgeb, che oggi ospita il Museo Adriano Bernareggi, il palazzo Marchetti Angelini di via Pignolo, di cui sopravvive la facciata, la casa Spini di via XX Settembre 49, molto probabilmente il palazzetto di Clemente Vertova in via Pignolo 112, oltre a cappelle gentilizie e case private. Incerta è l'attribuzione all'Isabello della facciata della casa dell'Arciprete[nota 1][5], non vi sono fonti attendibili, e nessuna correlazione con altri suoi lavori[nota 2].

Molteplici furono gli incarichi ottenuti per l'Abbazia di San Paolo d'Argon, nel 1512 progettò la realizzazione di un piccolo chiostro in stile rinascimentale, e dal 1532 al 1536 la realizzazione del refettorio su incarico dell'abate Gregorio di Mantova, non è certa la realizzazione invece del secondo chiostro[6]. Nel 1521 venne incaricato da Francesco Maria della Rovere, con Antonio Agliardi, allo studio della situazione strutturale delle Muraine, le mura della parte bassa della città di Bergamo ottenendo nel 1526 una patente di soprastante ai bastioni, risulta egli infatti presente nella progettazione e realizzazione di quelle mura non più visibili perché costruite in terra e non in pietra, nella parte bassa della città, lavoro per cui sarà liquidato solo nel 1538.

Il 2 settembre [[1521], Gianpietro da Ponte ministro e Gerolamo Colleoni consigliere Consorzio della Misericordia maggiore lo incaricano del progetto della porta della fontana per la basilica di Santa Maria Maggiore, la porta minore che conduce in via Arena che si trova accanto all'antica fontana di Antescolis della vicinia, eseguita dai marmisti Stefanio Grattaroli e Gelmino Marchesi, nonché la colonna dell'acquasantiera posta all'ingresso della basilica. Il documento, minuzioso di dettagli[7].
Morì nel 1549 [8], probabilmente a Peschiera, dove era stato da poco trasferito in occasione della fortificazione di quel sito. Due dei suoi figli, Leonardo e Marcantonio[9] hanno intrapreso la stessa carriera risultando presenti ancora a Bergamo a Brescia, ma anche a Orzinuovi, Peschiera e Crema.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ il fabbricato risale al trentennio precedente, mentre la facciata viene considerata del 1520 Maria Grazia Ercolino, Pietro Isabello, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 18 dicembre 2016.
    «Agli stessi anni dovrebbe risalire la costruzione del palazzo Fogaccia, ora conosciuto come "casa dell'arciprete", in via Donizetti a Bergamo alta, tradizionalmente attribuito all'Isabello».
  2. ^ La maestria dell'uso delle pietre, del taglio e delle lastre di rivestimento riportano a un architetto di formazione come lapicida e attivo a Venezia (capitelli ripresi dalla base del monumento del Colleoni e finestrella prospettica come alla Scuola di S. Marco) verso la fine del XV secolo ma anche con solidi agganci con Bergamo
Fonti
  1. ^ A. Meli, Pietro Isabello detto Abano architetto della chiesa di S. Spirito, in "Bergamo arte", I, 1970, pp. 19-26
  2. ^ A. Brodini, L'attività bresciana di Pietro, Leonardo e Marcantonio Isabello ingegneri militare e architetti bergamaschi del Cinquecento, in "Atti dell'Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo", LXII, 2001, pp. 69-90
  3. ^ Alessandro Brodini, Da Bergamo a Peschiera.Gli Isabello e le fortificazioni di terraferma nel Cinquecento, Atti del convegno internazionale di studiPalmanova, teatro Gustavo Modena8-10 novembre 2013. URL consultato il 12 settembre 2016.
  4. ^ Il monastero di San Benedetto, la Chiesa e il chiostro minore (PDF), centro socio culturale di Grumello al piano. URL consultato il 2 gennaio 2017.
  5. ^ Casa Fogaccia detta dell'Arciprete (PDF), IBCAA. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  6. ^ Abbazia di San Paolo d'Argon, Abbazia di san Paolo. URL consultato il 26 marzo 2017.
  7. ^ L'architetto Pietro Cleri e una sua opera ignorata in Bergamo, La Rivista di Bergamo, 1923.
  8. ^ A. Brodini, op. cit.
  9. ^ Marcantonio nel 1530 progettò l'ampliamento del coro della Basilica di santa Maria Maggiore Giuditta e la sua ancella, Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 10 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Grazia Ercolino, ISABELLO, Pietro, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 62, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004.
  • A. Brodini, Isabello, Pietro, in Allgemeines Künstlerlexikon, 76, 2013.
  • Gianmario Petrò, La casa di Benedetto Ghislandi in via Donizetti 3 nota come la casa dell'arciprete, in La Rivista di Bergamo, LXIV, n. 10, ottobre 1993, pp. 7-15.
  • Gianmario Petrò, La casa del giurista Benedetto Ghislandi in via Donizetti 3, in La Rivista di Bergamo - Lorenzo Lotto nella Bergamo del '500, 12-13, gennaio-giugno 1998, pp. 85-88.
  • Alessandro Bodrini, Da Bergamo a Peschiera: gli Isabello e le fortificazioni di Terraferma nel Cinquecento, Atti del convegno internazionale di studi Palmanova, teatro Gustavo Modena 8-10 novembre 2013.

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