Piero Lacorazza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Piero Lacorazza
Lacorazza Piero.jpg

Presidente della Provincia di Potenza
Durata mandato 8 giugno 2009 –
13 ottobre 2014
Predecessore Sabino Altobello
Successore Nicola Valluzzi

Dati generali
Partito politico PDS (fino al 1998)
DS (1998-2007)
PD (dal 2007)
Titolo di studio Diploma di liceo scientifico
Professione Imprenditore

Piero Lacorazza (Potenza, 22 maggio 1977) è un politico e imprenditore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Giornalista e consulente di marketing politico-elettorale, impegnato in politica sin dall'età di 16 anni come responsabile del circolo della Sinistra Giovanile di Montemurro in provincia di Potenza. Milita per oltre dieci anni nel movimento giovanile dell'allora PDS, divenendone segretario regionale nel 1998 (a 21 anni), poi rieletto nel 2001.

Carriera imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Fondatore della Fondazione Appennino ETS, impresa sociale senza scopo di lucro, che ha nella sua missione progetti di sviluppo locale, in particolare nella cultura e nel turismo. Direttore della testata giornalistica online "Civiltà Appennino" e curatore editoriale, per la Donzelli, della serie di libri "Civiltà Appennino" il primo dei quali pubblicato a gennaio 2020.

Ha consolidato esperienze in tematiche ambientali ed energetiche, nel luglio 2019 con la casa editrice People scrive il libro "Il miglior attacco è la difesa. Costituzione territorio petrolio". Si occupa di cooperazione transnazionale e interregionale, coordina progetti PCTO (percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento - ex alternanza scuola lavoro).

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 è eletto segretario regionale dei Democratici di Sinistra, dopo aver ricoperto per un anno l'incarico di coordinatore della segreteria. Con le elezioni primarie del 2007 viene eletto segretario regionale del Partito Democratico della Basilicata con oltre l'80% dei voti.

Presidente della provincia di Potenza[modifica | modifica wikitesto]

A 32 anni, il 7 giugno del 2009, è eletto presidente della Provincia di Potenza con oltre il 51% dei voti, sostenuto da una coalizione di centrosinistra[1].

Nelle elezioni anticipate per il rinnovo del consiglio regionale della Basilicata si candida alle elezioni primarie per la carica di governatore. Elezioni che registrano la partecipazione di 54.000 lucani e alle quali Lacorazza arriva secondo con appena 375 voti di scarto rispetto al vincitore e futuro presidente Marcello Pittella[2].

Consigliere regionale[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante sul voto ci fossero ombre e polemiche decise di riconoscere la sconfitta e cosi unire il Pd e il Centrosinistra. Si candida quindi per un seggio al consiglio regionale alle elezioni del 18 e 19 novembre 2013 e diventa consigliere con 11.234 voti, risultando il più votato nella lista del Partito Democratico[3]. Lacorazza è stato primo firmatario di leggi importanti tra cui la proposta di legge del nuovo Statuto regionale approvato in via definitiva nel 2017 e la legge regionale che istituisce l’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità[4].

È tra i principali promotori e sostenitori del Referendum del 17 aprile 2016 sulle trivelle che propone l'abrogazione della norma che estende la durata delle concessioni per estrarre idrocarburi in zone di mare (entro 12 miglia nautiche dalla costa) sino all'esaurimento della vita utile dei rispettivi giacimenti.[5] Il 10 maggio dello stesso anno, a seguito del suddetto referendum che lo vede tra i protagonisti e rispetto al quale l'allora premier e segretario del Pd Renzi si spende per l'astensione, non gli viene rinnovata la carica di Presidente del Consiglio regionale della Basilicata.

È primo firmatario della nuova legge elettorale che prevede l'abolizione del listino e l'introduzione della doppia preferenza di genere e di leggi che hanno tagliato le indennita' e i vitalizi dei consiglieri regionali, istituito il fondo unico per le autonomie locali e gli ecomusei.

Alle elezioni regionali di marzo 2019 rinuncia alla candidatura a Presidente della Regione Basilicata per unire il Pd e il Centrosinistra sulla candidatura di Carlo Trerotola. La sconfitta della coalizione non ha consentito la sua rielezione in Consiglio regionale poiché la lista - da lui messa in piedi e suffragata da 10.000 voti - non ha ottenuto il seggio nonostante, con circa 4.000 preferenze, sia stato tra i candidati più votato.

A giugno 2020 il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti lo ha nominato vice responsabile organizzazione nazionale con lo specifico compito di occuparsi di Sud e Isole.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Lacorazza. "Il miglior attacco è la difesa. Costituzione territorio petrolio", (People, 2019)
  • Raffaele Nigro Giuseppe Lupo. "Civiltà Appennino, l'Italia in verticale tra identità e rappresentazione" a cura della Fondazione Appennino, (Donzelli, 2020)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio storico delle elezioni: Provinciali 07/06/2009, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'Interno. URL consultato il 22 giugno 2014.
  2. ^ In Basilicata primarie al fotofinish: vince Marcello Pittella, Europa, 23 settembre 2013. URL consultato il 2 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2013).
  3. ^ Piero lo “sfidante” e i suoi 11.234 voti, il Quotidiano della Basilicata, 20 novembre 2013. URL consultato il 22 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2015).
  4. ^ Consiglio Regionale della Basilicata. URL consultato il 25 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2019).
  5. ^ Referendum 17/4: Lacorazza, votare sì - Basilicata, in ANSA.it, 7 marzo 2016. URL consultato il 6 marzo 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]