Patrizia Reggiani

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Foto segnaletica di Patrizia Reggiani scattata il giorno del suo arresto.

Patrizia Reggiani Martinelli, precedentemente coniugata Gucci (Vignola, 2 dicembre 1948), è una socialite e criminale italiana.

Soprannominata dalla stampa italiana La vedova nera, è salita alla ribalta della cronaca nera per essere stata la mandante dell'omicidio dell'ex marito Maurizio Gucci, imprenditore già presidente della casa di alta moda omonima, per il quale è stata condannata a 26 anni di reclusione. È tornata in libertà nell'ottobre del 2016, quando è stata rilasciata per buona condotta dopo aver scontato 18 anni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e matrimonio con Maurizio Gucci[modifica | modifica wikitesto]

Nasce con il nome di Patrizia Martinelli a Vignola, in provincia di Modena, il 2 dicembre 1948, e vive l'infanzia e l'adolescenza con la madre Silvana Barbieri nell'appartamento di via Padova, nella periferia di Milano. La vita delle due cambia radicalmente quando la madre sposa l'imprenditore Ferdinando Reggiani, il quale poi adotta Patrizia dandole il suo cognome. Grazie al matrimonio della madre, Patrizia riesce ad entrare negli ambienti più esclusivi di Milano, frequentando istituti prestigiosi e persone di alto rango.

Nel 1970 Patrizia conosce Maurizio Gucci, futuro erede della celebre casa di moda omonima, ad una festa a Milano. Dopo aver iniziato a frequentarsi, i due si sposano a Milano nel 1972, per poi decidere di trasferirsi a New York con l'aiuto dello zio di Gucci Aldo. Dal loro matrimonio nascono due figlie: Alessandra (1976) e Allegra (1981).

Il padre di Maurizio Gucci, Rodolfo, non approvava il loro matrimonio, in quanto riteneva Patrizia un'arrivista sociale con in mente solamente i soldi; tra i 500 invitati alla cerimonia, infatti, non si presentò nessun membro della famiglia Gucci. Successivamente, dopo la nascita di Alessandra, Rodolfo manifestò l'intenzione di riconciliarsi con figlio e nuora e regalò loro un lussuoso attico all'Olympic Tower a New York. Ben presto Patrizia diventa attiva nei circoli sociali di New York, facendo apparizioni regolari a feste ed eventi di moda e diventando amica di Jacqueline Kennedy Onassis e dei coniugi Trump.

La separazione e il divorzio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 i coniugi fanno ritorno a Milano; nel 1985, dopo 13 anni di matrimonio, Maurizio lascia Patrizia, usando come pretesto per abbandonare la famiglia un viaggio d'affari a Firenze. Successivamente Maurizio instaura una relazione con l'amica Paola Franchi, provocando profonda gelosia in Patrizia. I due divorziano ufficialmente nel 1994,[1][2] dopo che Gucci accetta di pagare alla moglie un assegno alimentare annuo di 1.500.000 dollari.[3] Dopo il divorzio, Patrizia continua ad usare il cognome Gucci anche se per legge non le è più concesso, dicendo di "sentirsi la più Gucci di tutti".

L'omicidio di Gucci[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Omicidio di Maurizio Gucci.

Il 27 marzo 1995, verso le 8:30 del mattino, mentre sta per entrare nell'ufficio della sua nuova società in via Palestro a Milano, Maurizio Gucci viene raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco esplosi da un uomo sopraggiunto dopo che l'imprenditore ha varcato la soglia della portineria. Gucci viene colpito due volte alla schiena, una al gluteo e l'ultima alla tempia sinistra, morendo sul colpo. Nell'agguato rimane ferito anche Giuseppe Onorato, il portinaio del palazzo, che tenta invano d'intervenire in aiuto dell'imprenditore.

A quasi due anni di distanza dall'omicidio, il 31 gennaio 1997, dopo una serie d'intercettazioni telefoniche, le autorità della Criminalpol arrestano Patrizia Reggiani, accusata di essersi adoperata per uccidere l'ex marito e di aver reclutato dei sicari a tale scopo. La vicenda esercita subito un forte impatto mediatico sulla stampa italiana, che ribattezza Patrizia Reggiani La vedova nera. Secondo quanto riferito dalla polizia, il movente dell'omicidio è un misto di gelosia e risentimento nei suoi confronti, sostenendo anche che la Reggiani desiderava il controllo assoluto della tenuta Gucci e voleva impedire al suo ex marito di sposare la nuova compagna Paola Franchi.

L'imminente matrimonio le avrebbe inoltre ridotto della metà gli alimenti a 860.000 dollari all'anno. Il sicario Benedetto Ceraulo, indebitatissimo proprietario di una pizzeria, viene scoperto essere l'esecutore materiale del delitto, assoldato tramite Giuseppina Auriemma, amica intima della Reggiani, che ha fatto da intermediaria. Durante le fasi delle indagini, sia la Reggiani che Ceraulo negano completamente il loro coinvolgimento nella vicenda, nonostante tutte le prove delle intercettazioni.

Nel 1998 viene ufficialmente riconosciuta come mandante dell'omicidio di Maurizio Gucci e condannata a 29 anni di carcere, mentre Ceraulo e la Auriemma sono condannati rispettivamente all'ergastolo e a 25 anni per favoreggiamento. Nel 2000, dopo un'iniziale conferma della condanna, la corte d'appello di Milano le riduce la pena a 26 anni. Nel 2011 le viene offerto lo svolgimento di un'attività lavorativa in cambio della libertà vigilata, ma la Reggiani rifiuta dicendo: "Non ho mai lavorato in vita mia e non inizierò di certo adesso"[4]. Nel maggio 2014 viene affidata ai servizi sociali. Venne rilasciata per buona condotta nell'ottobre 2016, dopo aver scontato 18 anni[5].

Nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

  • La Reggiani partecipò a programmi televisivi come Storie maledette e Quarto grado insieme a Pina Auriemma. Le due rilasciarono le loro interviste in sedi separate.
  • Nel 2021 l'intera vicenda e i suoi personaggi sono stati narrati nel film di Ridley Scott House of Gucci, liberamente tratto dall'omonimo libro di Sara Gay Forden, dove Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani sono rispettivamente interpretati da Adam Driver e Lady Gaga[6].
  • Sempre nel 2021 ha preso parte come intervistata al film documentario Lady Gucci: la storia di Patrizia Reggiani, a lei dedicato, andato in onda su Nove il 16 dicembre di quell'anno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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