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Partito Liberale Democratico Italiano

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Partito Liberale Democratico Italiano
LeaderAntonio Salandra
StatoItalia (bandiera) Italia
Fondazione5 aprile 1914 (gruppo)
14 aprile 1921 (partito)
Derivato daDestra storica
Dissoluzione8 ottobre 1922
Confluito inPartito Liberale Italiano
IdeologiaConservatorismo nazionale
Liberalismo
Liberalismo conservatore
Monarchismo
CollocazioneDestra
CoalizioneFascio parlamentare di difesa nazionale (1917-1919)
Blocchi Nazionali (1921)
Lista Nazionale (1924)

Il Partito Liberale Democratico Italiano fu un soggetto politico di destra attivo in Italia tra la prima guerra mondiale e l'avvento del fascismo[1].

Il gruppo parlamentare liberale di destra

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In seguito alle elezioni del 1913 e all'inaugurazione della XXIV legislatura, alla Camera dei deputati si costituirono rapidamente i gruppi parlamentari socialista ufficiale, socialista riformista, radicale, repubblicano. Al contrario, i circa trecento deputati liberali stentarono a organizzarsi in gruppi parlamentari definiti. Il primo a costituirsi fu quello della "Sinistra democratica", affine al Partito Democratico Costituzionale Italiano, mentre la svolta nel campo liberale avvenne nella primavera del 1914, innescata dalla caduta del governo Giolitti IV e dalla nascita del governo Salandra I. Questo passaggio politico divise il fronte liberale: i progressisti sostenitori di Giovanni Giolitti formarono il gruppo della "Sinistra liberale-democratica", mentre l'area conservatrice si schierò con Antonio Salandra. Il 5 aprile 1914 , sotto la presidenza di Pasquale Grippo, venne ufficialmente costituito alla Camera dei deputati il "Gruppo parlamentare liberale", subito ribattezzato dalla stampa come gruppo liberale di "Destra".[2] Il gruppo era costituito inizialmente da 48 deputati,[2] che si identificavano idealmente eredi dell'esperienza della Destra storica di Camillo Benso, conte di Cavour. È proprio nel corso del 1914 i gruppi parlamentari iniziarono a ricevere una maggiore importanza a livello istituzionale.[3]

Il Fascio parlamentare di difesa nazionale

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Lo stesso argomento in dettaglio: Fascio parlamentare di difesa nazionale.

La ricostituzione del gruppo e la fondazione del partito

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Dopo le elezioni del 1919 e l'introduzione ufficiale dei gruppi parlamentari del 1920, alla Camera si formò ufficialmente il gruppo Liberale, di orientamento prevalentemente conservatore e liberale. Ispirato da Antonio Salandra, era costituito da 23 iscritti e presieduto dall'ex-presidente del Consiglio Paolo Boselli.[4] Tra i 15 rieletti che aderirono al gruppo Liberale del 1920, ben 13 provenivano dal Fascio parlamentare di difesa nazionale di orientamento interventista costituitosi durante la prima guerra mondiale.[4]

Nel 1921 quale esito del congresso tenuto dal 14 al 15 aprile dalle 15 Liste concordate di liberali, democratici e radicali che alle precedenti elezioni politiche italiane del 1919 si erano presentate con candidati unitari ottenendo il 15,9% dei voti:

  • Partito Liberale Democratico (salandrini)[5]
  • Partito Monarchico Liberale
  • Partito Democratico Liberale (giolittiani)
  • Partito dei Liberali Democratici Indipendenti
  • Partito Radicale Liberale
  • Blocco Democratico Liberale
  • Blocco Liberale Democratico

L'unificazione in un solo partito venne decisa di fronte all'avanzata dei partiti Popolare e Fascista. Il primo segretario fu Mario Verdiani, promotore della Federazione del Partito Liberale Democratico Italiano per l'unificazione dei liberali salandrini con i gruppi di destra[6]. Anche lo scrittore Goffredo Bellonci vi aderì.

Il PLD ebbe vita breve e travagliata a causa delle divergenze di idee e di strategia fra i suoi eterogenei membri, difficilmente conciliabili.

Un successivo congresso del Pldi si tenne nel luglio del 1920 a Roma, con l’obiettivo di promuovere la formazione di un «unico partito liberale» che avrebbe dovuto portare all’unificazione delle forze liberali, dai radicali, ai combattenti del Partito del rinnovamento e ai nazionalisti. Al congresso parteciparono in qualità di osservatori anche due esponenti del gruppo parlamentare di «Democrazia Liberale» (filogiolittiana). Se tale progetto si dimostrò una prospettiva non realistica, rimase aperta l’alternativa di un'unificazione» tra liberali filo salandrini e filo giolittiani, nonostante l’incomprensione dei primi verso il governo Giolitti-Sforza[7]. Le elezioni amministrative avevano premiato le liste liberali e in questa occasione si era scelto di favorire l’intesa con formazioni analoghe.

Dopo le elezioni si tennero alcuni congressi regionali tra cui quello toscano (marzo 1921) e quello dell’Alta Italia, che si svolse a Milano (23 gennaio 1921). A seguito dei congressi regionali venne convocato un congresso nazionale per il 10-12 aprile del 1921. In occasione di questi congressi non fu possibile neanche realizzare l'unificazione tra liberali di destra e filo giolittiani. Nonostante ciò il Pldi raggiunse una certa forza organizzativa nelle regioni del Centro-Nord (Piemonte, Lombardia, Toscana e Marche) e poteva contare su di un reseau di giornali riuniti nella Federazione della stampa periodica liberal democratica, costituitasi nel settembre 1921.

Il suo primo simbolo fu la Stella d'Italia raggiata (ereditato dal Partito Liberale Democratico del 1919) e che fu utilizzato anche dalle liste dei "Democratici indipendenti" nel 1924; tale patrimonio iconografico comprendeva anche la bandiera tricolore con lo scudo sabaudo e la fiaccola, simboli di inequivocabile ascendenza risorgimentale. Alle elezioni del 1921 ottenne il 10,4%. Per un breve periodo i giolittiani ed i salandrini collaborarono, salvo dividersi nuovamente in due distinte fazioni parlamentari, il Gruppo Liberal democratico (salandrini) e Democrazia Liberale (giolittiani)[8].

L'adesione al PLI e il fiancheggiamento del fascismo

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I contrari all'Unione Liberale, entrarono nel gruppo parlamentare Unione Democratica. Esso aveva unificato liberal democratici e componenti del Partito Democratico Sociale Italiano. Terminato l'esperimento dell'Unione Democratica – nata per dare successivamente vita ad un solido partito liberale e nazionale che a causa delle chiare divergenze tra la "destra" liberale e la "sinistra" demosociale non era riuscita ad incidere sullo sviluppo del sistema politico italiano – il PLDI partecipò nel 1922 al congresso fondativo del Partito Liberale Italiano confluendovi definitivamente. In occasione delle Elezioni politiche del 1924 la maggior parte degli ex liberal democratici si candidò nella Lista Nazionale (come, ad esempio, Antonio Salandra e Vittorio Emanuele Orlando), mentre altri appoggiarono la scelta di Giovanni Giolitti di presentare una lista liberale autonoma e quella della "Opposizione costituzionale". Gli eletti nel "Listone" furono complessivamente cinque.

Nelle istituzioni

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Camera dei deputati del Regno d'Italia

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Camera dei Deputati
LegislaturaDeputatiDifferenza
XXIV[9]
48 / 508
Stabile
XXV[10]
23 / 535
Diminuzione 25
XXVI[11]
19 / 535
Diminuzione 4
  1. liberale.erasmo.it, https://liberale.erasmo.it/testi/1466.htm.
  2. 1 2 Significato del voto. In attesa delle opere., in La Stampa, 6 aprile 1914.
  3. Ullrich, pp. 495-496.
  4. 1 2 Ullrich, p. 498.
  5. ilmessaggero.it, https://www.ilmessaggero.it/rubriche/accadde_oggi/accadde_oggi_9_dicembre_1931_muore_antonio_salandra-3416348.html.
  6. centromachiavelli.com, https://www.centromachiavelli.com/2020/04/15/pacifici-salandra/.
  7. https://www.lumsanews.it/convegno-internazionale-sulla-grande-guerra-dal-presunto-inganno-al-neutralista-giolitti-allamicizia-possibile-tra-italia-e-austria/
  8. storiamo.it, https://www.storiamo.it/fatti-della-storia/le-elezioni-del-1921-l-imperdonabile-errore-di-giovanni-giolitti/.
  9. Composizione del gruppo alla sua costituzione, il 5 aprile 1914 come "Gruppo parlamentare liberale"
  10. Composizione all'istituzione ufficiale come gruppo parlamentare organizzato nell'agosto 1920, come "Gruppo Liberale"
  11. Composizione nel giugno 1921, come "Gruppo Parlamentare Liberale Democratico"
  • Francesco Leoni, Storia dei partiti politici italiani, Napoli, Alfredo Guida Editore, 2001, ISBN 88-7188-495-7.
  • Hartmut Ullrich, Dai gruppi al partito liberale (1919-1922), in Fabio Grassi e Gaetano Quagliarello (a cura di), Il partito politico dalla grande guerra al fascismo. Crisi della rappresentanza e riforma dello Stato nell'età dei sistemi politici di massa (1918-1925), il Mulino, 1996, ISBN 978-88-150-5207-0.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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