Ozmo

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Ozmo, pseudonimo di Gionata Gesi (Pontedera, 1975), è un artista italiano.

Biografia e partecipazione[modifica | modifica wikitesto]

Si forma all'Accademia di belle arti di Firenze e nel 2001 si trasferisce a Milano. È considerato uno dei maggiori artisti italiani di street art[1]

Nel 2004 partecipa alla mostra "la nuova generazione artistica in Italia" organizzata da Assab One[2].

Sempre a Milano nei primi anni del Duemila firma interventi in centri sociali e spazi alternativi, tra cui il CS Leoncavallo, contribuendo a quella che Vittorio Sgarbi definirà poi "la Cappella Sistina della contemporaneità"[3].

Nel 2005 partecipa alla mostra "Con altri occhi, la città vista dai giovani artisti", allestita al Palazzo della Ragione di Milano[4].

Nello stesso anno scrive con Olivier D'Auria (in arte Abbominevole) il libro, prevalentemente fotografico, "Milano. Una guida alternativa", con testi in italiano e inglese[5].

Nel 2007 partecipa alla mostra "Street Art Sweet Art" presso il Padiglione di Arte Contemporanea di Milano[6].

Sempre nel 2007 partecipa alla mostra "Pittura Italiana, 1968 – 2007" al Palazzo Reale di Milano, curata da Vittorio Sgarbi[7].

Nel 2008 partecipa alla collettiva "Scala Mercalli. Il terremoto creativo della street art italiana" all'Auditorium di Roma[8]. Sempre nel 2008 l'artista inaugura la sua prima personale alla Pure Evil Gallery di Londra[9].

Nel 2010 avviene la collaborazione con Absolut, per cui l'artista firma "Absolut Wallpaper" e "Absolut Wall", due grandi wall painting realizzati alle Colonne di San Lorenzo a Milano e all'ex mattatoio al Testaccio di Roma. Questa doppia opera viene recensita anche dal New York Times[10].

L'anno dopo soggiorna a Londra, dove ha l'opportunità di dipingere a Londra, nel quartiere di Shoreditch, accanto a opere di Banksy, considerato lo street artist più rappresentativo al mondo[11].

Una delle mostre più importanti è del febbraio 2012, quando espone nel foyer del Museo del Novecento a Milano una rassegna dei suoi lavori di maggiori dimensioni[12].

Nello stesso anno, a novembre, Ozmo realizza uno dei suoi più importanti interventi sulla terrazza del Museo di Arte Contemporanea di Roma con un wallpainting intitolato "Voi valete più di molti passeri!". Il wallpainting è parte della collezione permanente del museo ed è visibile dalla strada adiacente al museo[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ozmo, primo piano dell'artista, Museo del Novecento, Milano. Archiviato il 25 agosto 2012 in Internet Archive.
  2. ^ Scheda della mostra dal sito internet di Assab One., su assab-one.org. URL consultato il 6 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2013).
  3. ^ Maurizio Giannattasio, Sgarbi: "I graffiti del Leonka vanno tutelati" Corriere della Sera, 3 settembre 2006
  4. ^ Con altri occhi, Milano, Palazzo della Ragione, 2005
  5. ^ Ozmo + Abbominevole, Milano. Una guida alternativa, Postmedia, 2005.
  6. ^ Street art, sweet art. Dalla cultura hip hop alla genereazione "pop up", comune.milano.it
  7. ^ Ozmo - Primo piano dell'artista, sito del Museo del Novecento, Milano. Archiviato il 25 agosto 2012 in Internet Archive.
  8. ^ Sito dell'auditorium Parco della musica di Roma
  9. ^ Sito della Pure Evil Gallery. Archiviato l'11 dicembre 2013 in Internet Archive.
  10. ^ Katie Parla,Street art goes mainstream in Rome New York Times, 16 aprile 2010
  11. ^ Chiara Vanzetto, Ozmo: "La mia notte per Banksy" Corriere della Sera, 16 novembre 2011.
  12. ^ Museo del Novecento, Milano Archiviato il 25 agosto 2012 in Internet Archive.
  13. ^ Paola Montanaro,Ozmo al MACRO di Roma Archiviato il 22 dicembre 2013 in Internet Archive. GQ, 10 ottobre 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]