Osservatorio di Marsiglia

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Osservatorio di Marsiglia
Lanature1873 telescope foucault.png
Il grande telescopio Foucault del 1873, presso l'osservatorio di Marsiglia
Codice014
StatoFrancia Francia
LocalitàMarsiglia, Bocche del Rodano
Coordinate43°18′19.62″N 5°23′40.58″E / 43.305449°N 5.394606°E43.305449; 5.394606Coordinate: 43°18′19.62″N 5°23′40.58″E / 43.305449°N 5.394606°E43.305449; 5.394606
Altitudine40 m s.l.m.
Climamediterraneo
Fondazione1702
Sito
Mappa di localizzazione
Mappa non disponibile (Francia)

L' osservatorio di Marsiglia è un osservatorio astronomico ottico professionale situato a Marsiglia presso le Bocche del Rodano, in Francia. Dopo 300 anni circa di autonomia nell'anno 2000 è confluito, insieme al Laboratorio di astronomia spaziale (LAS), nel Laboratorio di Astrofisica di Marsiglia (LAM).

Storia e conduzione[modifica | modifica wikitesto]

Le prime informazioni su una struttura osservativa in Marsiglia risalgono al 1702 con l'installazione presso il collegio di Sainte-Croix di Accoules, quartiere della città vecchia, di un osservatorio sovvenzionato dalla corona francese.

Il primo direttore è stato un gesuita, Antoine-François de Laval. A seguito della partenza di Laval per Tolone, l'osservatorio è rimasto inattivo per 10 anni, dal 1718 al 1729. L'arrivo di padre Esprit Pézenas (1692-1776) ha rivitalizzato la struttura: lo stesso anno l'osservatorio divenne l'osservatorio reale della marina, assumendo carattere nazionale.[1] Sotto la direzione di Pezenas vennero assunti due assistenti e acquistate nuove attrezzature, in particolare un telescopio rifrattore di sei piedi con apertura di un piede. Pezenas dovette abbandonare la guida dell'osservatorio a seguito dell'espulsione dei Gesuiti dalla Francia nel 1763.

Saint-Jacques de Silvabelle (1722-1801) succedette a Pezenas e ricostruì con propri fondi l'equipaggiamento che i Gesuiti portarono con sé quando dovettero lasciare la Francia, installò un telescopio Gregoriano, effettuò molte osservazioni e pubblicò diverse opere su: i moti ed il diametro di Giove, il suo appiattimento e la durata della sua rotazione, gli anelli di Saturno, la rifrazione atmosferica, lo studio delle superfici a specchio dei telescopi, il transito di Venere del 1769. Nel 1789 Jean-Louis Pons fu assunto come custode dell'osservatorio e divenne assistente astronomo nel 1813.

Joseph Thulis (1768-1810) succedette a Silvabelle e sotto la sua guida furono scoperte numerose comete, 18, tutte osservate da Pons. Sotto la sua direzione le pubblicazioni divennero periodiche e si ebbe un ventennio di osservazioni meteorologiche ininterrotte.

Jean-Jacques Blanpain (1777-1843) divenne successivamente direttore dell'osservatorio. Pur continuando le osservazioni, le apparecchiature ormai obsolete e difficoltà economiche portarono ad una minore produzione scientifica e la sua direzione, causa anche un carattere non facile, fu revocata nel 1822.

Jean-Félix Adolphe Gambart (1800-1836) scoprì 16 comete e svolse molte osservazioni su occultazioni di stelle e sulle eclissi dei satelliti Gioviani.

Benjamin Valz (1787-1867) propose uno studio sistematico per la ricerca degli asteroidi e sotto la sua direzione furono scoperti 32 asteroidi da Jean Chacornac, Jérôme Eugène Coggia e Wilhelm Tempel.

Con la cessazione della conduzione di Valz, l'osservatorio cambiò di sede, ebbe una breve conduzione ad interim, fu unificato all'osservatorio di Parigi e denominato Osservatorio di Parigi e Marsiglia. Nel 1873, sotto la direzione di Édouard Stephan, per motivi pratici riacquistò la propria autonomia che durò sino al 1907; le apparecchiature furono ammodernate in particolare con un telescopio di 0,8 metri. Per tale occasione fu effettuata una campagna fotografica rappresentativa degli edifici e degli strumenti più importanti del tempo[2]. È In questo periodo che Stephan osservò molti oggetti che identificò erroneamente come nebulose e che verranno chiamate successivamente Quintetto di Stephan, la cui natura extragalattica verrà scoperta solo nel 1924 da Edwin Hubble .

Dal 1916 al 1968 l'osservatorio pubblicò il periodico Journal des observateurs. Alla fine degli anni '50, l'avvento dell'ESO segnò la fine della astronomia osservativa a Marsiglia, il gruppo astronomico si smembrò e venne costituito il Laboratorio di astronomia spaziale (LAS).

Nel 2000, l'osservatorio di Marsiglia e il LAS hanno fondato il Laboratorio di Astrofisica di Marsiglia (LAM). Il LAM, e l' osservatorio dell'Alta Provenza si sono confederati in seguito nella struttura dell'osservatorio Astronomico di Marsiglia-Provenza. (Istituto Pythéas).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Histoire de l'observatoire de Marseille, su promenade.imcce.fr. URL consultato il 10 ottobe 2018.
  2. ^ Galleria

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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