Oratorio del Crocifisso

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Oratorio del Santissimo Crocifisso
Eglise Santissimo Crocifisso.JPG
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàRoma-Stemma.pngRoma
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Roma
ArchitettoGiacomo della Porta
Stile architettonicobarocco[senza fonte]
Inizio costruzione1562
Completamento1568

Coordinate: 41°53′58.56″N 12°28′55.2″E / 41.8996°N 12.482°E41.8996; 12.482

Interno.

L'oratorio del Santissimo Crocifisso è un oratorio eretto da Giacomo della Porta in Roma, nel rione Trevi, in piazza dell'Oratorio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio fu costruito per ospitare le riunioni della Confraternita del Santissimo Crocifisso, sorta all'inizio del XVI secolo come Compagnia, nella Chiesa di San Marcello al Corso, a ricordo di un "prodigio"[1] ivi manifestatosi nel 1519; la chiesa fu pressoché distrutta da un furioso incendio (a seguito del quale dovette poi essere ristrutturata dal Sansovino e da Antonio da Sangallo), si salvò solo una parete che ospitava un crocifisso ligneo del Quattrocento. Il Crocifisso fu poi più volte portato in processione da San Marcello a San Pietro durante la pestilenza che attinse la Città negli anni successivi, con ampio seguito devozionale[2][3]. Racconta l'Armellini che

«… fra le macerie rimase illesa una parete della chiesa, ove si venerava una imagine del ss. Crocifisso, innanzi al quale rimase sospesa ed ardente la lampada. Questo fatto commosse la pietà dei fedeli di Roma e specialmente de li più ferventi, i quali, ascrivendo ciò a miracolo, si raccolsero onde mantenere vivo il culto di quello divota imagine. Scoppiata poi nel 1522 una fiera epidemia in Roma, quei divoti si accinsero a promuovere delle solenni processioni in ciascuno dei rioni della città, portando la imagine del Crocifisso, alla quale s’accompagnò il cardinale titolare di s. Marcello... Narra il Bruzio che un numero grandissimo di fanciulli facea coda alla processione allorché da s. Marcello si condusse la prima volta nel Vaticano, tutti gridando ad alta voce misericordia! misericordia!»

(Armellini, op. cit., p. 257)

Nacquero così le processioni del Crocifisso, celebri a Roma, organizzate dalla Confraternita, e che si svolgevano dalla chiesa fino a San Pietro in Vaticano la sera del giovedì santo, con l'utilizzo di una serie di macchine in legno.

Nel 1562 la Confraternita, approvata da Clemente VII nel 1526, decise la costruzione di un nuovo oratorio ed affidò la costruzione all'architetto Giacomo della Porta, che portò a termine i lavori nel 1568, grazie alle sovvenzioni dei Cardinali Ranuccio e Alessandro Farnese.

Durante la Repubblica Romana del 1798-99 l'oratorio fu depredato e devastato, e rimase fatiscente per una ventina d'anni. Fu restaurato nel 1821, come ricorda un'epigrafe in loco.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

L'interno dell'oratorio si presenta a navata unica. Il soffitto attuale ha sostituito quello realizzato da Flaminio Boulanger, ebanista, nel 1584, e andato distrutto nel XVIII secolo; fu costruito alla fine del XIX secolo e dipinto da Giovanni Gagliardi con un Trionfo della Croce.

Le pareti ospitano affreschi (Storie della croce) incentrati sul tema della croce e del suo ritrovamento: il ciclo pittorico è frutto dell'elaborazione del letterato, amico di Michelangelo, Tommaso de Cavalieri e realizzato da Girolamo Muziano tra il 1578 e il 1584. All'opera hanno partecipato i maggiori pittori manieristi operanti a Roma alla fine del XVI secolo: Giovanni de Vecchi, il Pomarancio, Cesare Nebbia.

Sull'altare maggiore è posta una copia del miracoloso crocifisso di San Marcello al Corso.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Dal tardo Cinquecento l'oratorio del Ss. Crocifisso fu sede di importanti esecuzioni di musica sacra, nel periodo di quaresima e per la festa della Croce, affidate di volta in volta a maestri del calibro di Palestrina, Marenzio e altri. Già dalla prima metà del Seicento vi furono eseguite musiche spirituali di carattere drammatico in forma di dialogo, su soggetti tratti dalla Bibbia, in stile recitativo e su testi in latino, convenzionalmente definiti oratori.
Delle musiche eseguite poco prima della metà del XVII secolo nell'oratorio del Ss. Crocifisso di S. Marcello ci ha lasciato una splendida descrizione André Maugars, un violista francese al servizio del cardinale Richelieu, che soggiornò a Roma nel 1638-39, che vale la pena riportare interamente in traduzione italiana:

«… Vi è però un altro genere di musica che non è affatto in uso in Francia e che proprio per questa ragione merita bene che ve ne faccia una descrizione particolare: si chiama stile recitativo. Il migliore che io abbia inteso fu nell’oratorio di S. Marcello, dove si trova una compagnia dei fratelli del Santo Crocifisso, formata dai più grandi signori, che di conseguenza ha la possibilità di mettere insieme tutto ciò che l’Italia produce di più raro; e di fatto i musici più eccellenti si fanno un punto d’onore di venirvi e i migliori compositori brigano per avere l’onore di farvi sentire le loro composizioni e si sforzano di farvi apparire ciò che di meglio hanno allo studio. Questa musica ammirevole e incantevole si fa solo di venerdì durante la Quaresima dalle tre alle sei. La chiesa è grande appena quanto la Sainte-Chapelle di Parigi; nel fondo vi è una cantoria su archi, spaziosa, con un ogano di media grandezza, molto dolce e molto adatto [ad accompagnare] le voci. Ai due lati della chiesa vi sono ancora due altre cantorie piccole, dove si trovano i virtuosi più eccellenti della musica strumentale. Le voci cominciano con un salmo in forma di mottetto e poi tutti gli strumenti eseguono una sinfonia molto bella. Dopo, le voci cantano una storia dell’Antico Testamento in forma di commedia spirituale, come quella di Susanna, di Giuditta e Oloferne, o di Davide e Golia. Ogni cantore rappresenta un personaggio della storia e esprime perfettamente la forza delle parole. Dopo di che uno dei più celebri predicatori propone l’esortazione, finita la quale, la musica recita il Vangelo del giorno, come la storia della Samaritana, della Cananea, di Lazzaro, della Maddalena o della Passione di Nostro Signore, e i cantanti imitano perfettamente i personaggi di cui narra l’evangelista.[4]»

Tra i maggiori compositori che collaborarono alle musiche dell'oratorio Ss. Crocifissi di San Marcello vanno ricordati Stefano Landi, Virgilio Mazzocchi, Giacomo Carissimi, Carlo Caproli, Francesco Foggia, Giovanni Bicilli, Alessandro Melani, Bernardo Pasquini, Alessandro Scarlatti, Francesco Gasparini, Tommaso Bernardo Gaffi e altri.

Organo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo organo a canne dell'oratorio, presente nella chiesa fin dal 1582, venne costruito dall'organaro Francesco Palmieri di Fivizzano ed in seguito restaurato nel 1660 da Giuseppe Testa. Sulla cantoria ottocentesca sopra l'ingresso fu collocato un organo costruito da Johannes Conrad Werle nel 1744. Lo strumento è stato restaurato nel 1980 da Alfredo Piccinelli.

L'organo, collocato al centro della cantoria in controfacciata, ha un'unica tastiera di 45 note con prima ottava scavezza e pedaliera scavezza di 9 note costantemente unita al manuale; la trasmissione è quella meccanica originale. L'organo presenta l'insolita caratteristica di avere la tastiera collocata nel fianco destro della cassa e non direttamente sotto alla canne di facciata; un sistema di trasmissione mediante rulli di legno collega i tasti ai ventilabri del somiere collocato nella posizione abituale.[5] Di seguito, la sua disposizione fonica:

Manuale
Principale
Ripieno 3 file
XXVI
XXII
XIX
XV
Flauto in V[6]
Ottava
Voce Umana
Flauto in Ottava Bassa
Accessori
Tiratutto
Zampogna

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lino Bianchi, Carissimi, Stradella, Scarlatti e l'Oratorio musicale, Edizioni De Santis, Roma, 1969: «da tale sopraumano prodigio e sommo benefizio si istituì la Compagnia del santissimo Crocifisso»
  2. ^ Placido Landini, Storia della venerabile archiconfraternita della misericordia dalla sua origine fino ai giorni nostri, Zecchini, 1871
  3. ^ Lino Bianchi, Carissimi, Stradella, Scarlatti e l'Oratorio musicale, Edizioni De Santis, Roma, 1969
  4. ^ André Maugars, Response faite à un curieux sur le sentiment de la musique en Italie [1639], ed. facsim. Ginevra, 1993, pp. 62-63.
  5. ^ Tale caratteristica nulla ha a che vedere con l'esecuzione degli oratori, che cessò nel 1711, come supposto da taluni. Più probabile che l'organo fosse in origine collocato in un'altra chiesa, cappella o oratorio, dove non c'era abbastanza spazio sotto la facciata da potervi collocare l'organista.
  6. ^ in realtà in XII

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

In: The Burlington magazine, 142.2000, pp. 613–623.

  • C. Rendina, Le Chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000, p. 86
  • L. Pratesi, Rione II Trevi, in AA.VV, I rioni di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000, Vol. I, pp. 131–201
  • G. Fronzuto, Organi di Roma. Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni, Leo S. Olschki Editore, Firenze 2007, pp. 82–83. ISBN 978-88-222-5674-4

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