Nuova Amsterdam

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La mappa originale di Nuova Amsterdam, risalente al 1660

Nuova Amsterdam (olandese: Nieuw Amsterdam, nota anche con la denominazione inglese New Amsterdam[1]) era un villaggio fortificato del XVII secolo, che faceva parte dei Nuovi Paesi Bassi, che diventerà la città di New York.

Fondata nel 1625 dalla Compagnia Olandese delle Indie Occidentali (in olandese: "Geoctroyeerde West-Indische Compagnie"), la cittadella si trovava in un punto strategico, nella punta meridionale dell'isola di Manhattan, e venne creata con l'intento di permettere alle compagnie che gestivano il commercio di pellicce nella valle del fiume Hudson di difendere l'accesso fluviale.

Nieuw Amsterdam si sviluppò nel più esteso insediamento coloniale della provincia della New Netherland, territorio oggi compreso nella cosiddetta Tristate area che include l'area metropolitana formata dalla città di New York, la parte meridionale del Connecticut e la parte orientale del New Jersey, e rimase un possesso olandese fino al 1664, quando cadde nelle mani degli inglesi. Gli olandesi lo riconquistarono nell'agosto del 1673, rinominando la città Nieuw Orange, ma nel novembre del 1674 i Nuovi Paesi Bassi venne ceduta permanentemente agli inglesi.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di New York.

Primi insediamenti (1609-1625)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Nuovi Paesi Bassi.
La mappa del fiume Hudson nel 1635

Alcune fonti attendibili fanno risalire al 1609 la prima esplorazione della Baia di New York da parte degli olandesi, i quali raggiunsero il continente americano a bordo della nave Halve Maen', in inglese moderno Half Moon (ovvero "Mezzaluna"), capitanata da Henry Hudson[3], al servizio della Repubblica delle Sette Province Unite come emissario e navigatore dello stadholder Maurizio di Nassau Principe d'Orange. Hudson esplorò l'area dell'attuale New York e stava cercando di trovare il Passaggio a nord-ovest per la Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Di ritorno in Europa, riportò importanti notizie riguardo allo sfruttamento delle pelli di castoro, portando ad un privato interesse da parte degli olandesi, che negli anni seguenti inviarono spedizioni commerciali nella zona.

A quell'epoca la pelle dei castori era molto pregiata e diffusa sui mercati europei, poiché si vendeva a caro prezzo al fine di realizzare cappelli impermeabili. Un sottoprodotto del commercio di pelli di castoro era il castoreum, la secrezione delle ghiandole anali di tali animali, la quale era particolarmente apprezzata per le sue proprietà medicinali. Le spedizioni di Adriaen Block e Hendrick Christiansz tra il 1611 e il 1614 hanno portato come risultato la rilevazione e la successiva creazione di carte e mappe della regione dal 38° al 45º parallelo.

Sulla loro mappa del 1614, che diede loro una licenza di monopolio commerciale di quattro anni come stabilito dagli Stati Generali, nominarono tale territorio appena scoperto e mappato come "Nuovi Paesi Bassi" (Nieuw Netherland). Questa carta testimonia anche il primo commercio nella Nuovi Paesi Bassi e il suo nucleo primario, Fort Nassau, che successivamente fu ribattezzato Fort Orange ed infine si sviluppò e si espanse costituendo la cittadina di Beverwyck, oggi Albany.

Il territorio della Nuovi Paesi Bassi, il quale includeva le maggiori tratte commerciali dell'area nord-orientale per quanto riguardava i castori, era originariamente un'impresa privata e a fini di lucro che si concentrava sul cementare delle alleanze con le varie popolazioni locali, cioè le numerose tribù degli Indiani d'America. Questi patti servirono da preludio a quello che gli olandesi avevano già in mente di realizzare: una mappatura completa del territorio seguita da un insediamento ufficiale, il quale risale effettivamente al 1624.

I pellegrini tentano di stabilirsi presso l'Hudson[modifica | modifica wikitesto]

Il Mayflower raggiunge le coste americane

Nel 1620 i Padri pellegrini fuggiti dall'Inghilterra tentarono di risalire le correnti del fiume Hudson. Ad ogni modo, il Mayflower riuscì soltanto a raggiungere Capo Cod (oggi entro i confini del Massachusetts il 9 novembre del 1620, dopo aver navigato in mare aperto per oltre due mesi (circa 64 giorni[4]). Per una serie di motivi diversi, il Mayflower non fu in grado di proseguire la sua rotta verso i territori già esplorati, e così scelse di stabilirsi nei pressi di Cape Cod, non molto lontano da dove sorge l'attuale centro cittadino.[4]

Il ritorno degli olandesi[modifica | modifica wikitesto]

La foce del fiume Hudson venne scelto come luogo ideale per un iniziale insediamento, poiché tale regione aveva facile accesso al mare ma anche perché garantiva una linea di vita libero dai ghiacci al posto della regione dove avvenivano gli scambi di pelle di castoro, all'incirca corrispondente al territorio su cui oggi sorge Albany, che fu fondata nel 1614, e dove i cacciatori degli Indiani americani li rifornivano di pelli di castoro in cambio di beni commerciali importati dal mercato europeo e collane di conchiglie (Wampum), che ben presto divennero prerogativa degli olandesi stabilitisi a Long Island. Nel 1621 fu fondata la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali. Tra il 1621 e il 1623 furono emanate delle ordinanze le quali chiesero ai commercianti privati di lasciare il territorio, aprendolo così alla colonizzazione da parte dei Paesi Bassi e da altri commercianti. In precedenza, nel corso del periodo commerciale di privati, solo la "Legge della nave" era stata applicata.

Nel 1624 il primo gruppo di famiglie sbarcò a Noten Eylant (ora Governors Island) per prendere possesso del territorio dei Nuovi Paesi Bassi e di operare vari trading posts. Erano sparsi per Verhulsten Island (Burlington Island) nel Fiume del Sud (oggi il fiume Delaware), a Kievitshoek (ora Old Saybrook, Connecticut), alla foce del Fiume Verse (oggi il fiume Connecticut) e più a nord sulle rive del fiume Hudson, attorno a ciò che ora è Albany. Nel primo insediamento di Noten Eylant nel 1624 furono costruiti un forte ed una segheria, quest'ultimo realizzata da Franchoys Fezard.

Fort Amsterdam (1625)[modifica | modifica wikitesto]

La minaccia di attacco da altre potenze coloniali europee indusse gli amministratori della Compagnia Olandese delle Indie Occidentali a formulare un piano per proteggere l'ingresso del fiume Hudson. Nel 1625, molti coloni furono trasferiti da Noten Eylant all'isola di Manhattan, dove una cittadella per contenere Fort Amsterdam era stata progettata da Cryn Frederickz van Lobbrecht sotto la direzione di Willem Verhulst. Entro la fine del 1625, il sito era stato puntato direttamente a sud di Bowling Green, nel sito dell'attuale Alexander Hamilton U.S. Custom House. La guerra tra la tribù dei Mohawk e quella dei Mohicani portò la compagnia a trasferire i coloni addirittura più vicini a Fort Amsterdam. Alla fine, l'impresa di colonizzare si rivelò piuttosto proibitiva, soltanto in parte sovvenzionata dal commercio di pellicce di castoro. Questo fatto indusse i coloni a ritornare sui loro passi e, nel 1628, fu costruito un secondo forte, più piccolo, e con le pareti contenenti una miscela di argilla e sabbia.

1625-1674[modifica | modifica wikitesto]

Nuova Amsterdam nel 1664.

Willem Verhulst che, insieme al suo Consiglio, era stato il responsabile della scelta di Manhattan come luogo permanente di insediamento e per collocare il nuovo Fort Amsterdam, fu sostituito nel 1626 da Peter Minuit, il nuovo direttore generale della compagnia a Nuova Amsterdam.

Al fine di salvaguardare legalmente gli investimenti, i beni e le fattorie sull'isola di Manhattan appartenenti ai coloni, Minuit negoziò l'acquisto di Manhattan con la tribù dei Manahatta di Lenape per 60 fiorini di valore di beni commerciali. Questa azione non è riportata in nessun testo o citata da alcuna fonte attendibile, per cui i dettagli specifici della trattativa non sono ancora ben chiari.

Ad ogni modo, secondo un certo riferimento testuale, sulla base di una leggenda divenne ben presto diffusa la credenza che Minuit avesse acquistato Manhattan semplicemente concedendo ai nativi americani ninnoli e perline per un valore stimato di 20-30 dollari. A confutare questa informazione ci pensano i dati economici relativi ai Paesi Bassi intorno al 1626, quando i circa 60 fiorini di Minuit corrisponderebbero a oltre mille dollari col valore del 2012[5]. A complicare ulteriormente il calcolo è il fatto che il valore delle merci nella zona sarebbe stato diverso rispetto al valore della merce stessa immessa sul mercato dei Paesi Bassi.

L'insediamento Nuova Amsterdam aveva una popolazione di circa 270 persone, inclusi i bambini. Nel 1642, il nuovo direttore generale Willem Kieft decise di costruire una chiesa in pietra all'interno della fortezza. Il lavoro fu svolto da immigrati inglesi, i fratelli John e Richard Ogden, sbarcati di recente nelle colonie del Nord America. La chiesa fu terminata soltanto nel 1645 e, tuttavia, restò in piedi soltanto fino a prima che scoppiasse il cosiddetto Grande Complotto Nero del 1741.

Una bozza realizzata con inchiostro e pennino,[6] disegnata sul posto e riscoperta all'interno della collezione di mappe della Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna nel 1991, offre una vista unica di Nieuw Amsterdam come si presentava da Capske Rock nel 1648. Capske Rock si trovava in acqua vicino a Manhattan e non molto lontano da Noten Eylant.

Nuova Amsterdam ricevette i diritti comunali in data 2 febbraio 1653, divenendo così una città (la stessa Albany, che allora si chiamava Beverwick, ricevette tali diritti due anni prima e fu riconosciuta come città nel 1652).

Il 22 agosto del 1654, i primi ebrei aschenaziti partirono da Amsterdam, nei Paesi Bassi, e raggiunsero le colonie americane utilizzando dei passaporti della Compagnia delle Indie Occidentali. Nello stesso anno, a settembre, un gruppo di ebrei sefarditi, sprovvisto di passaporto, trovò rifugio presso Nuova Amsterdam, dopo essere stati messi in fuga dalla riconquista da parte dei portoghesi dei territori brasiliani che prima possedevano e che erano finiti nelle mani dei Paesi Bassi.

La base legale-culturale della tolleranza vista come fondamento per la pluralità di Nuova Amsterdam, fu soppiantata rapidamente da questioni di intolleranza personale oppure di fanatismo individuale e, di conseguenza, nonostante alcune obiezioni da parte di privati (tra cui la mozione di Peter Stuyvesant), i sefarditi riuscirono ad ottenere la residenza permanente sulla base della "ragione" e dell'equità, un permesso firmato nel 1655. Nieuw Haarlem (oggi semplicemente Harlem), fu formalmente riconosciuta nel 1658.

La caduta di Nuova Amsterdam di Jean Leon Gerome Ferris

Il 27 agosto del 1664, mentre l'Inghilterra e la Repubblica delle Sette Province Unite erano in pace, quattro fregate inglesi entrarono nel porto di New Amsterdam e pretesero la resa dei Nuovi Paesi Bassi, la quale era stata provvisoriamente ceduta dal direttore generale Peter Stuyvesant. Questo avvenimento portò alla Seconda guerra anglo-olandese. Nel mese di giugno 1665, Nuova Amsterdam, a seguito della vittoria inglese, fu ricostituita secondo un decreto britannico sotto il nome di New York, nome che deriva dal Duca di York (il futuro re Giacomo II), fratello del re inglese Carlo II, a cui erano state concesse le terre.

Nel 1667 il Trattato di Breda pose fine al conflitto. Gli olandesi non fecero più pressione sui loro diritti nella Nuovi Paesi Bassi. In cambio, però, furono loro concessi la piccola isola di Run, nel Maluku Settentrionale, ricca di noce moscata, e una garanzia per il loro effettivo possesso del Suriname.

Nel mese di luglio 1673, durante la Terza guerra anglo-olandese, gli olandesi occuparono New York e la ribattezzarono New Orange. Anthony Colve fu istituito come primo Governatore. In precedenza, al comando, vi era stata unicamenta la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali. Dopo la firma del Trattato di Westminster, nel novembre 1674, la città fu ceduta agli inglesi e il nome tornò "New York", mentre il Suriname divenne di fatto un possedimento ufficiale olandese.

New Orange nel 1673

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Oggi l'anno 1625 segna la fondazione della città ed è commemorato come «Fondazione ufficiale della città di New York» (Official Seal of the City of New York). Precedentemente, era commemorato il 1664, l'anno dell'incorporazione inglese.

Anche il 1609 rappresenta una data importante, perché - dopo l'esplorazione di Giovanni da Verrazzano nel 1524 - fu in quell'anno che una spedizione della Compagnia Olandese delle Indie Orientali scoprì, esplorò e cartografò la baia ed il fiume che da allora porta il nome del capitano della spedizione, Henry Hudson, di origine inglese. Per questo motivo nel 2009 ricorse il quattrocentenario del legame tra Amsterdam e New Amsterdam, celebrato nel quadro complessivo del progetto intitolato NY400. L'eredità olandese sulla civiltà statunitense sembra coinvolgere molti aspetti della vita quotidiana e della cultura, in particolar luogo a proposito della tolleranza religiosa. Numerosi discendenti dei coloni olandesi hanno avuto un peso fondamentale sulla storia statunitense, a partire dalla famiglia Roosevelt.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come lemma in Enciclopedia Treccani
  2. ^ Enciclopedia Treccani
  3. ^ Nieuwe Wereldt ofte Beschrijvinghe van West-Indien, uit veelerhande Schriften ende Aen-teekeningen van verscheyden Natien (Leiden, Bonaventure & Abraham Elseviers, 1625) pag. 83: "/in den jare 1609 sonden de bewindt-hebbers van de gheoctroyeerde Oost-Indischische compagnie het jacht de halve mane/ daer voor schipper ende koopman op roer Hendrick Hudson[...]"("in the year 1609 the administrators of the East Indies Company sent the half moon captained by the merchant Hudson[...]")
  4. ^ a b Stratton, Eugene A. (1986). Plymouth Colony: Its History & People, 1620–1691. Salt Lake City: Ancestry Incorporated. ISBN 0-916489-13-2. (pagina 20)
  5. ^ Secondo una recente stima fatta dall'Istituto Internazionale di Storia Sociale di Amsterdam
  6. ^ de Koning, Joep M.J., From Van der Donck to Visscher, Mercator's World, Luglio/Agosto 2000. URL consultato il 17 gennaio 2008.

Approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Shorto, Russell, The Island at the Center of the World: The Epic Story of Dutch Manhattan and the Forgotten Colony that Shaped America, Doubleday, 2004. ISBN 978-0385503495
  • McFarlane, Jim. Penelope: A Novel of New Amsterdam, Greer, SC: Twisted Cedar Press, 2012. 371 pages. ISBN 9780985112202

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nuova Amsterdam, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  • Nuova Amsterdam, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.