Nintendocore

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Nintendocore
Origini stilistiche chiptune, musica per videogiochi, hardcore punk, heavy metal, metalcore, post-hardcore
Origini culturali 2000, Stati Uniti
Strumenti tipici tastiera, sintetizzatore, programmatore, voce, chitarra elettrica, basso, batteria
Popolarità bassa
Generi correlati
post-rock - electronicore
Categorie correlate

Gruppi musicali nintendocore · Musicisti nintendocore · Album nintendocore · EP nintendocore · Singoli nintendocore · Album video nintendocore

Il Nintendocore (noto anche come Nintendo rock,[1] video rock,[2] e nerdcore)[3][4] è uno stile musicale le cui numerose influenze spaziano dalle varianti della musica rock più aggressiva, alla chiptune, alla musica per videogiochi. Emerso grazie a stili di musica hardcore punk ed heavy metal, il Nintendocore risente anche l'influenza di molti altri generi.

Storia e artisti[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene gli stili legati alla musica per videogiochi, quali la chiptune e il bitpop, siano emersi molti anni prima, la variante "hardcore" di questa corrente venne inventata dagli Horse the Band[5] che si definirono, seppur in modo auto-ironico, un gruppo "Nintendocore".[6] Essi pubblicarono cinque album in studio, quali il debutto Secret Rhythm of the Universe uscito nel 2000, che dimostrarono l'esistenza di questo nuovo stile.[5][7] Un esempio di brano Nintendocore è The Black Hole, tratto dal loro terzo album The Mechanichal Hand, che presenta voci urlate, "riff di console Nintendo" ed "effetti sonori tratti da numerosi videogiochi.[8]

Un altro gruppo musicale pioniere del Nintendocore fu quello degli Advantage[9] che, grazie al loro album The New York Times, vennero considerati fra i più importanti "di musica mainstream ispirata alle sonorità videoludiche".[2] Gli Advantage sono un gruppo musicale di rock strumentale fondato da due studenti della Nevada Union High School[2] che, secondo le testimonianze, "non suonano nulla, ma musica tratta dai giochi per console della Nintendo".[2] Creando cover in versione rock di colonne sonore dei videogiochi, essi hanno "dato legittimità all'esistenza di uno stile chiamato Nintendocore".[1]

I Minibosses sono un'altra formazione che, oltre a comporre brani originali, ha proposto numerose cover di colonne sonore videoludiche (Contra, Double Dragon, Excitebike e altre).[7] Il gruppo proviene da Phoenix, in Arizona e, oltre ad essere riconosciuto uno dei primi dello stile Nintendo rock,[10] ha organizzato alcuni concerti in eventi dedicati ai videogiochi.[7] Il loro album The Harvard Crimson è un riferimento alla scelta del gruppo di essersi dichiarato "rivale giurato" dei NESkimos,[1] un'altra formazione Nintendocore.[7]

I Depreciation Guild, che si sciolsero nel 2011, erano un gruppo musicale indie che risentiva l'influenza dei suoni della musica chiptune, e dello shoegaze.[11] Il loro album di debutto In Her Gentle Jaws venne definito da Pitchfork Media "un album ancora più Nintendocore di quelli proposti da pietre d'angolo dello stile quali gli Advantage o i Minibosses".[11] La title-track del disco "potrebbe plausibilmente provenire da una cartuccia della NES".[11]

Altri fra i maggiori gruppi dello stile includono Math the Band,[4] The Megas,[7] The Octopus Project,[12] An Albatross,[13] Rolo Tomassi,[14] Crystal Castles,[15][16] e gli Hella, composti dal batterista degli Advantage Spencer Seims.[17] Sebbene gli Sky Eats Airplane si siano definiti Nintendocore, la rivista canadese Exclaim! ha messo in dubbio la loro appartenenza a questo stile.[18]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il Nintendocore viene generalmente suonato adoperando strumentazioni tipiche della musica rock (quali chitarra elettrica e batteria) che vengono affiancate a sintetizzatore,[5] suoni prodotti elettronicamente oppure tratti dai videogiochi.[1][3][19] Esso emerse grazie a molti stili quali l'hardcore punk,[3][5] il post-hardcore,[19][20] il metalcore[5][20] e l'heavy metal.[21] Il Nintendocore è inoltre influenzato da generi quali l'electro,[3] il noise rock,[1][22] il post-rock[20][23] e lo screamo.[3][24]

I gruppi Nintendocore sono spesso diversi fra loro. Quelli che presentano un cantante, quali i Depreciation Guild, "adoperano vocalizzi eterei",[11] i Megas scrivono testi che rispecchiano le trame dei videogiochi,[7] gli Horse the Band "miscelano" metalcore, heavy metal, thrash metal, post-hardcore e post-rock, cantando brani urlati su un sottofondo strumentale,[3][20][24][25] mentre i Math the Band sono ispirati all'electro ed al dance-punk.[4][26] Tuttavia, altri gruppi Nintendocore fanno musica prettamente strumentale, quali i Minibosses, che suonano riff di chitarra ispirati a quelli dei Kyuss,[27] mentre gli Advantage sono ispirati a generi più sperimentali quali il post rock ed il noise rock.[1][23] Nonostante queste differenze stilistiche, i gruppi Nintendocore "utilizzano tutti determinati strumenti per imitare i suoni tratti dai giochi delle console Nintendo".[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Will B. Payne, Nintendo Rock: Nostalgia or Sound of the Future, The Harvard Crimson, 14 febbraio 2006. URL consultato il 14 marzo 2011.
  2. ^ a b c d Marc Weingarten, Resurrecting the Riffs, A Nintendo Rock Band, The New York Times, 29 aprile 2004. URL consultato il 21 marzo 2011.
  3. ^ a b c d e f Wright, Subgenre(s) of the Week: Nintendocore (feat. Holiday Pop), The Quest, 9 dicembre 2010. URL consultato il 21 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2012).
  4. ^ a b c Elizabeth Yun, Math the Band Strive to 'Take Fun Seriously' -- Exclusive Video, su Spinner.com, AOL, 4 gennaio 2011. URL consultato il 30 marzo 2011.
  5. ^ a b c d e Nick Greer, HORSE the band R. Borlax, Sputnikmusic, 24 gennaio 2005. URL consultato il 14 marzo 2011.
  6. ^ Aaron Willschick, Interview with HORSE The Band bassist Dash Arkenstone, su PureGrainAudio, ProtogenLabs, 3 giugno 2007. URL consultato il 14 marzo 2011.
  7. ^ a b c d e f Bayer, Jonah, Like Video Games? You’ll Love Nintendocore, Gibson Guitar Corporation, 3 maggio 2009. URL consultato il 15 marzo 2011 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2009).
  8. ^ Scott Weber, Horse the Band - The Mechanical Hand, AbsolutePunk. URL consultato il 7 maggio 2011.
  9. ^ Josiah Hughes, Hella guitarist Spencer Seim releases solo album as sBACH, Exclaim!, agosto 2008. URL consultato il 10 luglio 2011.
  10. ^ Rene Gutel, The Rise of Nintendo Rock, NPR, 26 agosto 2004. URL consultato il 10 aprile 2011.
  11. ^ a b c d Adam Moerder, The Depreciation Guild - In Her Gentle Jaws, Pitchfork Media. URL consultato il 9 maggio 2011.
  12. ^ Adam Moerder, Album Reviews: The Octopus Project - Hello, Avalanche, Pitchfork Media, 25 ottobre 2007. URL consultato il 10 luglio 2011.
  13. ^ Adam Moerder, Album Review: An Albatross - Blessphemy (of the Peace-Beast Feastgiver and the Bear-Warp Kumite), Pitchfork Media, 14 luglio 2006. URL consultato il 10 luglio 2011.
  14. ^ Sean Reid, Alter The Press!:Album Review:Rolo Tomassi - Cosmology, Alter The Press!, 19 maggio 2010. URL consultato il 15 giugno 2011.
  15. ^ Chris Jackson, Crystal Castles - Crystal Castles, Sputnikmusic, 8 agosto 2008. URL consultato il 4 maggio 2011.
  16. ^ Crystal Castles, in SPIN Magazine, vol. 23, nº 12, SPIN Media, dicembre 2007, p. 26, ISSN 0886-3032 (WC · ACNP).
  17. ^ Adam Moerder, Album Reviews: Hella - Church Gone Wild/Chripin' Hard, Pitchfork Media, 23 marzo 2005. URL consultato il 10 luglio 2011.
  18. ^ Dave Synyard, Sky Eats Airplane Everything Perfect On The Wrong Day, Exclaim!, marzo 2008. URL consultato il 10 luglio 2011.
  19. ^ a b c Johnny Loftus, HORSE the Band, su AllMusic, Rovi Corporation. URL consultato il 14 marzo 2011.
  20. ^ a b c d Horse The Band, Super 8 Bit Brothers, Endless Hallway ,and Oceana, su The A. V. Club, The Onion, 8 novembre 2010. URL consultato il 10 aprile 2011.
  21. ^ Alisha Turull, New Releases: Lita Ford, the Fall of Troy, Horse the band, Immortal, Inhale Exhale, su Noisecreep, AOL, 6 ottobre 2009. URL consultato il 30 marzo 2011.
  22. ^ Andrew Leahey, A Natural Death, su AllMusic, Rovi Corporation. URL consultato l'8 maggio 2011.
  23. ^ a b Johnny Loftus, The Mechanical Hand, su AllMusic, Rovi Corporation. URL consultato il 10 aprile 2011.
  24. ^ a b Johnny Loftus, R. Borlax [Bonus Tracks], su AllMusic, Rovi Corporation. URL consultato il 10 aprile 2011.
  25. ^ Dave Synyard, Horse the Band - A Natural Death, Exclaim!, settembre 2007. URL consultato il 10 luglio 2011.
  26. ^ Ben Trivett, Math the Band Play Blistering Set at CMJ -- Exclusive Photos, su Spinner.com, AOL, 21 ottobre 2010. URL consultato il 30 marzo 2011.
  27. ^ Mario Mesquita Borges, Minibosses, su AllMusic, Rovi Corporation. URL consultato il 10 aprile 2011.