Niccolò Cannicci

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Autoritratto, 1870 ca. Firenze Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti

Niccolò Cannicci (Firenze, 29 ottobre 1846Firenze, 19 gennaio 1906) è stato un pittore italiano, esponente della seconda generazione dei Macchiaioli[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le gramignaie al fiume, 1896, Firenze, Collezione Cassa di Risparmio di Firenze

Figlio del pittore Gaetano Cannicci, il suo percorso di formazione artistico seguì, dopo gli studi regolari, la frequentazione dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, il perfezionamento sotto la guida di Giuseppe Marubini e di Enrico Pollastrini, la scuola libera del nudo condotta da Antonio Ciseri e dal 1868 la lezione macchiaiola di Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.[1] A Firenze partecipò alle riunioni del "Comitato Decentrista" promosso da Diego Martelli nel 1876, nato per rivendicare maggiore autonomia delle Accademie locali[2]. Il rapporto tra il pittore e Martelli proseguirà anche negli anni seguenti.

Ben presto, complici anche le sue caratteristiche umane inclini alla sensibilità e alla delicatezza, venne spinto verso soggetti rurali e campagnoli, che riuscì a risolvere con un onesto e spontaneo sentimento della natura. Talvolta presentò una raffigurazione idilliaca della natura e si lasciò trascinare da una vena poetica.[1]

Nel 1899 partecipò alla III Esposizione internazionale d'arte di Venezia.

I suoi spunti creativi li cercò dalle parti della Maremma e di San Gimignano, spesso trascorrendo lunghi periodi in solitudine.

Dal punto di vista stilistico ampliò le caratteristiche formali dei macchiaioli e predilesse luci dai toni delicati, dando all'insieme un gusto crepuscolare.[1]

Noti critici d'arte dei primi del novecento, dati i soggetti e la sensibilità pittorica di Cannicci, affermarono che fu Pascoli Cannicciano piuttosto che Cannicci Pascoliano.

Come illustratore contribuì con propri disegni a diverse pubblicazioni tra queste la raccolta di novelle Le veglie di Neri, contenente La pipa di Batone, di Renato Fucini e il libro di Matilde Bartolommei Gioli, In Toscana, studi dal vero[3].

Personali di Cannicci si tennero all'Accademia di belle arti ed a palazzo Pitti di Firenze, rispettivamente nel 1907 e nel 1927.[4]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Inverno triste, 1899, olio su tela, Firenze, collezione Cassa di Risparmio di Firenze
Bambini nel prato. San Geminiamo, Galleria Mainetti, Milano
  • Autoritratto, (1870 ca.), Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti, Firenze
  • La sete nei campi, (1877), Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti, Firenze
  • Le anitre o Gioie materne, (1881), Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti, Firenze
  • La sosta in cima al paese, (1871), collezione V. Gewanter, New York, (già collezione Giustiniani, Firenze)
  • Le gramignaie al fiume, (1896), Collezione Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Firenze
  • Un Ballo in Maschera, (1896) Collezione privata di Andre Di Mauro, Rio de Janeiro
  • Inverno triste, (1899), Collezione Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Firenze
  • Armonia Mattutina, (1902), collezione privata (già collezione Renato Fucini, Firenze)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d le muse, III, Novara, De Agostini, 1964, p. 39.
  2. ^ L. Lombardi, Niccolò Cannicci, 1995, p. 7 e p. 122
  3. ^ ivi p.37
  4. ^ Niccolò Cannicci, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 16 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri illustrati[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Fucini (Neri Tanfucio), Le veglie di Neri: paesi e figure della campagna Toscana, quarta edizione (prima illustrata da artisti fiorentini), con l'aggiunta di due veglie inedite, Milano: Ulrico Hoepli Edit., 1890,
  • Renato Fucini (Neri Tanfucio), All'aria aperta: scene e macchiette della campagna toscana, con illustrazioni del pittore fiorentino Niccolò Cannicci; prefazione di Giuseppe Rigutini, Firenze, R. Bemporad e figlio, 1897
  • Matilde Bartolommei Gioli, In Toscana: Studi dal vero, Firenze, R. Bemporad e Figlio Edit., 1898
  • Ferdinando Giannetti, Figure e paesaggi toscani: racconti e novelle per i ragazzi. Illustrati da Niccolò Cannicci; con prefazione di Augusto Franchetti, Firenze, Bemporad, 1902 (Prato, Tip. Giachetti, Figlio e C.)
  • Orazio Grandi, Storia di un passero, (Quarta edizione, con disegni originali di Niccolo' Cannicci e Cesare Biseo), Firenze, Tip. Cooperativa, 1912

Saggi critici[modifica | modifica wikitesto]

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