NewSpace

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Il termine NewSpace indica un'attività economica emersa intorno all'inizio del XXI secolo, caratterizzata dall'entrata in scena di aziende private[1] che lavorano, indipendentemente dai governi, nel campo della progettazione e dello sfruttamento delle risorse aerospaziali[2][3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il NewSpace deriva imprenditorialmente dalla new economy delle reti; tra i suoi principali esponenti (astropreneur) si annoverano ad esempio Elon Musk[4] (SpaceX) e Jeff Bezos (Blue Origin). Dati gli ingenti capitali a disposizione di alcune delle figure più di spicco di questo settore industriale, è stata coniata l'espressione Billionaire space race[da chi?].

Tra i principali settori delle suddette aziende c'è lo sviluppo di tecnologia balistica (razzo) del tutto o parzialmente riutilizzabile, in modo da ridefinire radicalmente i costi della messa in orbita e dei futuri viaggi interplanetari.

Caratteristica particolare di queste aziende è quella di avere redatto piani sia per l'occupazione commerciale e industriale del suolo lunare[5], che per l'occupazione e la terraformazione (terraforming) del pianeta Marte.

Il settore ha iniziato a svilupparsi soprattutto attorno all'idea del turismo spaziale (Virgin Galactic), ma nel tempo ha assunto una nuova e più generale connotazione a partire dal Commercial Space Launch Competitiveness Act, un atto legislativo redatto dalla presidenza Obama nel 2015, con cui si gettano le basi per un ordinamento giuridico concernente le imprese statunitensi impegnate in operazioni commerciali extra-atmosferiche. Soggetti di questo nuovo comparto economico sono anche alcuni stati europei come il Lussemburgo[6], l'Italia[7][8] con l'ASI[9] (Agenzia Spaziale Italiana). Sul fronte asiatico la Cina ha avviato il proprio programma d'esplorazione della faccia nascosta della Luna.

Tra i settori più promettenti della space economy[10] c'è quello dell'asteroid mining (estrazione mineraria dagli asteroidi o industria mineraria spaziale) rivolta a quella classe di corpi celesti cosiddetti near-Earth (Planetary Resources ad esempio).

Tra le imprese collegate al NewSpace, il tentativo d'allunaggio da parte del lander Beresheet dell'azienda privata israeliana SpaceIL, lanciato da un razzo SpaceX da Cape Canaveral il 22 febbraio 2019. Per un problema tecnico al motore principale l'allunaggio tentato l'11 aprile 2019 è fallito.

Compagnie operanti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luna 2024, Artemide chiama i privati, su Global Science, 17 maggio 2019. URL consultato il 27 giugno 2019.
  2. ^ Lo spazio è una miniera d’oro: così la space economy può far ripartire l’Italia (se si saprà investire), su Linkiesta, 10 giugno 2019. URL consultato il 27 giugno 2019.
  3. ^ La nuova Space Economy e la politica spaziale, su LaStampa.it. URL consultato il 27 giugno 2019.
  4. ^ La guerra spaziale di Elon Musk, su L'Indro, 27 maggio 2019. URL consultato il 27 giugno 2019.
  5. ^ Alla conquista (economica) della Luna, su Wired, 23 marzo 2019. URL consultato il 27 giugno 2019.
  6. ^ Eleonora Lombardi, Un'Agenzia spaziale e nuovi finanziamenti per il Lussemburgo, su Il Caffè Geopolitico, 22 ottobre 2018. URL consultato il 27 giugno 2019.
  7. ^ L'Europa punta 17 miliardi di euro sullo spazio. L'Italia ha le sue carte da giocare, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 27 giugno 2019.
  8. ^ L'ITALIA AL CENTRO DELLA NEW SPACE ECONOMY, su www.aeronautica.difesa.it. URL consultato il 27 giugno 2019.
  9. ^ (EN) In arrivo un fondo ad hoc per la space economy, su Il quotidiano della Formazione, dell'Università e della Ricerca. URL consultato il 27 giugno 2019.
  10. ^ Eleonora Lombardi, L'economia del futuro si chiama New Space Economy, su Il Caffè Geopolitico, 9 agosto 2018. URL consultato il 27 giugno 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Fabrizio Bignami, Andrea Sommariva, L'economia dello spazio. Le sfide per l'Europa, ed. Castelvecchi, 2017.
  • Cobol Pongide, Marte oltre Marte. L'era del capitalismo multiplanetario, ed. DeriveApprodi, 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]