Neuhaus (azienda)

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Neuhaus
Galerie de la Reine 300dpi.jpg
Negozio storico nella Galerie de la Reine, Bruxelles
Stato Belgio Belgio
Fondazione 1857 a Bruxelles
Fondata da Jean Neuhaus
Sede principale Bruxelles
Settore Alimentare
Prodotti cioccolattini
Sito web

Neuhaus è una nota cioccolateria belga, che produce e vende cioccolato, biscotti e gelato, fondata nel 1857 da Jean Neuhaus.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Jean Neuhaus, il fondatore dell'azienda, è originario della Svizzera ma decide d'installarsi a Bruxelles e apre una farmacia nella famosa Galerie de la Reine. Le medicine che vende hanno un sapore sgradevole così ha l'idea di avvolgerle in zucchero e cioccolato[1]. Il successo è immediato e il nipote, che porta il nome del nonno, vede subito l'enorme potenziale e nel 1912 crea la prima pralina.[2] Si parla anche di "praline belga" per distinguerla dalla praline francese creata nel XVII secolo da Clément Jaluzot, capo cuoco del marechallo César de Choiseul conte Plessis-Praslin. Questi infatti aveva creato la praline una caramella al cui interno c'era una mandorla ed esternamente era ricoperta da zucchero solidificato, talvolta aromatizzato con vari gusti[3].

Nel 1915, Louise Agostini, crea una scatola per contenere i preziosi cioccolattini farciti di crema, il famoso "Ballotin", che sarà subito brevettato dal marito Jean Neuhaus Jr. nel 1937 furono create due cioccolattini che sono diventati un classico di Neuhaus: "Bonbon 13" e "Astrid" , creato in omaggio alla regina Astrid, molto amata dai belgi e deceduta pochi anni prima. Nel 1958, in occasione dell'esposizione universale, nascono "Caprice" e "Tentation", farcite con nougatine, crema o ganache. Questi cioccolattini fano parte dei grandi classici[1].

Neuhaus è presente in circa 50 paesi con una media di 1500 negozi[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (FR) L'histoire commence, su Neuhaus. URL consultato il 7 marzo 2016.
  2. ^ a b (FR) Du médicament à la praline, su Le Soir, 4 settembre 2012. URL consultato il 7 marzo 2016.
  3. ^ Alan Davidson, The Oxford Companion to Food, Tom Jaine, 2006, ISBN 978-0192806819.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]