Nathan Gelb

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Nathan Gelb (Chicago, 1962) è uno scrittore statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Proviene da una famiglia ebraico-ashkenazita dedita al mercato bibliografico antiquario, originaria della città tedesca di Dresda ma successivamente trasferitasi negli Stati Uniti. Si è laureato discutendo una tesi sui Templari. Si è interessato di studi storici e di speleologia, arte e viaggi. Date le origini toscane di un ramo della sua famiglia, ha vissuto per lunghi periodi a Firenze, ma si è in seguito trasferito a Boston. Attualmente vive a Chicago, città dove svolge anche la sua attività di scrittore.[1]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1986 Nathan Gelb ha pubblicato in lingua inglese un volume sui Templari (Templar's secret weapon, edito da H.U.Press).

Nel 2006 ha pubblicato in lingua italiana un romanzo storico di genere noir (Il quadro dei delitti, edito dalla Sperling & Kupfer), ambientato alla metà del Settecento e di cui è protagonista l'achimista e studioso Raimondo di Sangro Principe di Sansevero, chiamato da papa Benedetto XIV ad indagare su una catena di delitti avvenuti in Francia e legati al mondo dell'alchimia. I recensori hanno valutato positivamente la sorprendente padronanza della lingua italiana da parte di un autore statunitense[2]. Il quadro dei delitti è stato tradotto in lingua olandese e pubblicato con il titolo De prins van Sansevero dall'editore Luitingh nei Paesi Bassi, in Belgio, in Lussemburgo e in Danimarca.

Nel 2008 è stato pubblicato, ancora in lingua italiana, un secondo romanzo con il medesimo protagonista (Delitti sotto la cenere, edito ancora dalla Sperling & Kupfer), ambientato a Napoli nel 1756: questa volta il principe di Sansevero indaga sui cadaveri di un uomo e di una donna scoperti nel tempio massonico celato all'interno del suo palazzo, luogo legato ad un episodio del lontano 1590, quando Gesualdo da Venosa vi trucidò la moglie ed il suo amante.

Nei due romanzi l'autore sfrutta le sue conoscenze storiche per ricostruire l'immagine del Settecento con accurate ambientazioni, proponendo interpretazioni di alcune vicende e delineando il profilo psicologico dei personaggi[3]. La scrittura è stata considerata chiara e rigorosa[4] e il racconto ha uno svolgimento plausibile e si svolge con un taglio quasi cinematografico[5]. Giudizi critici positivi sono stati espressi su Il quadro dei delitti[6] e su Delitti sotto la cenere[7] Alcuni critici hanno sottolineato il tentativo condotto da Nathan Gelb di ribaltare la leggendaria immagine negativa del principe di San Severo[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Boni, Nei suoi romanzi rivive il Principe di San Severo. Intervista a Nathan Gelb, cannibali.it.
  2. ^ Valerio Evangelisti, Il Principe alchimista che anticipò la criminologia moderna (...e un autore americano che scrive un romanzo in italiano!), (2008,sul sito ufficiale di Nathan Gelb); Enzo Garofalo, Un principe pugliese del '700, alchimista e scienziato, al centro di un thriller mozzafiato, recensione sul magazine pugliese on-line Cannibali.it, del 25 ottobre 2008. Lo stesso scrittore ha dichiarato in una intervista di conoscere quattro lingue, tra cui l'italiano, appreso dalla nonna e di aver deciso di scrivere il romanzo in questa lingua non appena ne ha avuto l'idea (Francesco Monti Catena, Il principe alchimista. Intervista a Nathan Gelb pubblicata il 22 aprile 2006 sul sito CarmillaOnLine.com. Determinante in proposito è stata anche la assidua frequentazione con sir Harold Acton, storico inglese ma nato a Firenze e vissuto sempre in Italia (in Giuseppe Boni: Nei suoi romanzi rivive il Principe di San Severo. Intervista a Nathan Gelb, intervista per il Magazine Cannibali.it). Rita Ricketts dell'università di Oxford ha invitato lo scrittore all'Oxford Literary Festival nel marzo 2010 per parlare delle sue opere e di come si scrive in una lingua diversa dalla propria: la notizia è apparsa sull'Oxfordshire Sunday Times del 2 ottobre 2009.
  3. ^ In M. Castelli (recensione del 9 novembre 2008 sul quotidiano Il Sole 24 Ore); in S. Di Salvo (recensione del 20 ottobre 2008 sul quotidiano Il Mattino)
  4. ^ Enzo Garofalo, Un principe pugliese del '700, alchimista e scienziato, al centro di un thriller mozzafiato, recensione sul magazine on-line Cannibali.it, del 25 ottobre 2008
  5. ^ Anna Castriota-Scanderbeg (docente dell'Università di Oxford) nell'articolo "Nathan Gelb: Delitti sotto la cenere" del 15 dicembre 2008 sul sito "Carmilla on line"
  6. ^ S. Di Salvo (recensione del 14 aprile 2006 sul quotidiano Il Mattino); S. Mazzocchi (recensione del 13 maggio 2006 sul quotidiano La Repubblica), M. Castelli (recensione del 4 giugno 2006 sul quotidiano Il Sole 24 Ore), P. Bianchi (recensione del 30 giugno 2006 sul quotidiano Il Giornale, da C. Rocco (recensione del 4 agosto 2006 sul quotidiano Il Messaggero e T. Battini (recensione del settembre 2006 su Il Falcone Maltese.
  7. ^ Valerio Evangelisti (2008, sul sito ufficiale di Nathan Gelb), S. Di Salvo (recensione del 20 ottobre 2008 sul quotidiano Il Mattino), E. Garofalo (recensione del 25 ottobre 2008 sul magazine pugliese on-line Cannibali.it, nel quale è inoltre presente un'intervista del 26 ottobre 2008 sulla lettura del romanzo al compositore Nicola Scardicchio), M. Castelli (recensione del 9 novembre 2008 sul quotidiano Il Sole 24 Ore), L. Bentivoglio (recensione del 29 novembre 2008 sul quotidiano La Repubblica); Anna Castriota-Scanderbeg, dell'Università di Oxford, si è espressa positivamente sul volume nell'articolo "Nathan Gelb: Delitti sotto la cenere" del 15 dicembre 2008 sul sito "Carmilla on line".
  8. ^ Luca Bagatin, "Delitti sotto la cenere: noir esoterico by Nathan Gelb, in Secreta, mensile, n.2, luglio 2009; Loredana Filoni, articolo intervista ''Il quadro dei delitti", sul magazine on-line Era2000, n.116, dicembre 2007; Giuseppe Boni, "Nei suoi romanzi rivive il Principe di San Severo. Intervista a Nathan Gelb", sul magazine pugliese on-line Cannibali.it, 3 marzo 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]