Musica tradizionale italiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Zampogna e ciaramedda nel Sud Italia

La musica tradizionale italiana è un termine per definire tutte le musiche tradizionali della Penisola italiana, poiché a causa della storia d'Italia, per secoli divisa in diversi piccoli stati, non vi è un'unica tipica musica tradizionale comune, quindi esse riflettono la posizione geografica in cui risiedono: a sud dell'Europa e al centro del Mar Mediterraneo: influenze arabe, africane, celtiche, persiane, venete, latine, e slave.

Ad oggi, la musica tradizionale italiana è spesso divisa in diverse sfere d'influenza geografica, un sistema di classificazione proposto da Alan Lomax nel 1956.

Le influenze celtiche e slave su progetti corali e di gruppo a voce del settentrione in contrasto con la monodìa stridente greca, araba e africana del meridione. In Italia centrale queste influenze sono combinate, mentre le tradizioni indigene come narrazione e ballate cantate rimangono. La musica tradizionale sarda è anch'essa distinta dal resto d'Italia, ed è conosciuta per il suo canto polifonico dei tenori.

Italia settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto
Anonimo, 1905 (info file)
La villanella — versione solo strumentale
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Quattro Province § Musica.

Gruppi musicali revival nel nord italiano, in particolare in Piemonte (La Ciapa Rusa, Tre Martelli), Lombardia (Baraban, Pandemonio) e Veneto (Calicanto) reinterpretano i canti tradizionali locali per la zona chiamata Quattro Province.

I porti genovesi sono la casa del Trallalero, uno stile vocale polifonico con cinque voci, una delle quali imita la chitarra. Nacque negli anni venti e comprende gruppi moderni quali La Squadra—Compagnia del Trallalero e Laura Parodi.

Italia centrale[modifica | modifica wikitesto]

Le province altamente urbanizzate[senza fonte] dell'Italia centrale sono anche conosciute per le poesie cantata con Ottava rima del medioevo, specialmente in Toscana, Lazio e Abruzzo. L'ottava rima era utilizzata dai poeti-contadini che usavano i poemi di Dante e Omero, come testi più moderni con tematiche politiche e sociali. Spesso sono improvvisate, e talvolta nascono gare basate sull'ottava rima.

Nel Lazio infine, il ballo tradizionale è il Saltarello che ebbe un revival negli anni '70.

Italia meridionale[modifica | modifica wikitesto]

I suonatori di Carpino (Gargano)

Un ballo tradizionale chiamato Tarantella viene ancora eseguito in tutto il meridione nelle sue varianti: Pizzica, Tammurriata, Tarantella calabrese e tarantella siciliana.

Concerto della Notte della taranta

Antonio Infantino dal 1975 in Puglia ha esplorato i rituali di guarigione dei tarantolati basati sulle percussioni e formò il gruppo musicale i Tarantolati di Tricarico. La Puglia è anche sede di fanfare come la Banda Città Ruvo Di Puglia, questa tradizione ha portato a collaborazioni con i musicisti Jazz come Matteo Salvatore, Battista Lena, Eugenio Colombo e Enrico Rava.

In Campania fin dagli anni '70 grazie ad Eugenio Bennato e Carlo D'Angiò, portarono a conoscenza la musica tradizionale, che progressivaente scompariva dalla scena italiana prima nel periodo fascista con una rivisitazione della musica popolare, e poi con la nascita di una società consumistica e l'avvento della musica leggera e rock, grazie alla creazione del gruppo musicale: Musicanova. Oggi con il movimento Taranta power, rivisita e racconta in maniera nuova la musica tradizionale del Sud Italia e del Mediterraneo, con collaborazioni quali: Pietra Montecorvino, Antonio Piccininno, Antonio Infantino e altri ancora.

Tarantella calabrese a Caulonia (agosto 2010)

In Calabria dagli anni '70 in poi c'è stato un lento recupero degli strumenti e della musica tradizionale locale, riportando all'uso la lira calabrese, la chitarra battente, la zumbettana, la zampogna calabrese o ciarameddha, lo zufolo a due canne ed altri ancora. Questi strumenti sono usati da musicisti professionisti che si esibiscono nel gruppo popolare della cantante folk calabrese Marinella Roda'.

In Puglia nasce negli anni 70,il fenomeno Tony Santagata "Quant'è bello lu primm'ammore", "La zita", "Li strascenete" tra i suoi successi del periodo. "Quant'è bello lu primm'ammore" "Miezz'a la piazza", canzoni di sua esclusiva proprietà.Nel 1974/75 partecipa ancora a Canzonissima e ottiene la vittoria, nella inedita sezione Folk, con Lu maritiello da lui scritta.Ha scritto 6 opere musicali moderne; la più nota Padre Pio Santo della speranza, eseguita in Vaticano presso l'Aula Paolo VI la sera della canonizzazione del Santo. La canzone finale, Padre Pio ho bisogno di te, è diventata la preghiera ufficiale dei fedeli del Santo.Il suo genere Musicale ha tanti termini dialettali simili al francese, alla lingua spagnola,al greco e all'arabo.

Zampogna e ciaramedda

Un altro unicum culturale della musica tradizionale meridionale e siciliana è lo strumento musicale della Zampogna, simile a una cornamusa, in origine suonato dai pastori è ancora in uso nelle regioni montuose. la zampogna viene ancora usata in associazione all'annunciazione di Cristo e viene suonata durante la festa di Natale.

Negli ultimi 15 anni circa è tornata in auge la musica tradizionale, in particolare le danze tradizionali, che vengono eseguite in grandi festival anche in maniera moderna e rivisitata, in tutte le regioni meridionali, di cui il più famoso in Puglia.

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Musica della Sardegna.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]