Antonio Infantino

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Antonio Infantino
Infantino.jpg
Antonio Infantino in concerto
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica d'autore
Folk
Musica etnica
Periodo di attività musicale1966 – 2018
Studio8
Raccolte2

« Chi è Antonio Infantino? È uno che non sai mai da dove viene, non saprai mai dove va. Si muove come le nuvole.[1] »

Antonio Infantino ad una delle sue partecipazioni alla Biennale di Venezia

Antonio Infantino (Sabaudia, 6 aprile 1944Firenze, 30 gennaio 2018[2]) è stato un musicista, poeta e artista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Sabaudia nel 1944, Antonio Infantino vive e cresce a Tricarico, cittadina in provincia di Matera.

A partire dal 1964 matura varie esperienze artistiche, spaziando dalla musica performativa e gestuale all'elettronica e al free jazz, con Vittorio Gelmetti, Sylvano Bussotti, Pietro Grossi, Charlotte Moorman, Giuseppe Chiari, Alvin Curran (del gruppo Fluxus), e con altri artisti di poesia visiva.

Nel 1966 comincia ad esibirsi dal vivo, al Folkstudio di Roma e al Nebbia Club di Milano, dimostrandosi uno dei protagonisti del beat italiano, come documenta Fernanda Pivano in ''Mondo Beat'' ed un ritaglio del Corriere della Sera dell'epoca, quando ''il tarantolato'' passò una notte in cella dopo essersi aggirato per Milano con la testa incoronata.

« Un personaggio che incarna in senso letterale alcune tra le cose migliori della cultura e dello spettacolo di questi ultimi quarant'anni. »

(Fernanda Pivano)

Lo stesso anno la Feltrinelli pubblica un quaderno di sue poesie dal titolo I denti cariati e la patria, con introduzione della stessa Pivano. Il quaderno, un insieme di libero sfogo in uno stile un po' surreale, andò a ruba, e si dimostrò uno dei più alti esempi di beat italiano, tanto che Infantino fu invitato a tenere dei reading insieme ad Allen Ginsberg.

Nel 1967 registra il primo 33 giri, Ho la criniera da leone (perciò attenzione), con dodici brani inediti tutti di sua composizione, registrati a Milano con gli orchestrali della Scala per Ricordi. Nel '68 collabora con il futuro Premio Nobel Dario Fo e Franca Rame per lo spettacolo Ci ragiono e canto n. 2, componendo e interpretando insieme a Enzo Del Re i brani Avola e Povera gente. Nel frattempo si laurea in architettura, e ottiene l'insegnamento presso l'Università di Firenze.

Nel 1975 fonda il movimento culturale dei Tarantolati di Tricarico, a cui hanno partecipato negli anni decine di musicisti, con i quali, stravolgendo e reinventando il repertorio tradizionale della sua terra d'origine, crea un canzoniere nuovo e composito, passando dalle ninne nanne alle filastrocche infantili, ai canti di festa e di lotta, basati spesso su ritmi ossessivi e trans-ipnotici. Con questa la pubblicazione dei tre i dischi incisi per Fonit Cetra: I Tarantolati (1975), La morte Bianca (1976), Follie del divino spirito santo (1977), Infantino viene invitato a numerose trasmissioni televisive, radiofoniche e rassegne musicali in Italia e all'estero.

Nel 1977 partecipa al Premio Tenco, facendo ballare per la prima volta sulle sedie il pubblico in un teatro istituzionale.

Nel 1978 si reca in Brasile dove, con la partecipazione attiva di popolazione e scuole di samba, unisce i due generi musicali, Taranta e Samba, pubblicando il "documentario sonoro"[3] in forma di LP La tarantola va in Brasile, che vede anche l'intervento di Fafá de Belém. Sempre in Brasile, esercita la sua professione di architetto progettando urbanizzazioni, parchi, chiese, ospedali, teatri, palazzi, ville, case e giardini.

Nel 1983 torna a collaborare con Dario Fo musicando il suo Arlecchino in occasione della Biennale del Teatro di Venezia. Nell'84 compone l'opera La fattoria degli animali, utilizzando campionamenti di versi di animali reali. Tra l'84 e l'87 firma la colonna sonora del film Ternosecco di Giancarlo Giannini, e le musiche per la serie televisiva Vincere per vincere.

Antonio Infantino a Sud e magia, 2007

Nel 1989 compone le musiche per lo spettacolo Tricolore triste, allestito ad Anversa dal gruppo teatrale belga Nieuwe Scene. Per la stessa compagnia quindi scrive testi e musiche per La nave dei folli (1991), spettacolo che ripercorre l'evoluzione del teatro comico attraverso i millenni. Dello spettacolo Infantino cura anche le scenografie e i costumi. Sempre in Belgio, dipingendo quadri, indaga sui rapporti tra musica e colore pittorico, ricevendo il premio e la laurea honoris causa in Belle Arti da parte dell'Accademia Reale Fiamminga.

Nel 1996 presenta il Cd Tarantella Tarantata (Amiata Records) ed espone dei suoi quadri presso il Parlamento Europeo, a Bruxelles, in una mostra dal titolo Danza Cosmica: danza, suono, colore.

Nel 1997, assieme ai 99 Posse, riedita La gatta mammona, uno dei suoi successi degli anni settanta. Nel 1998 pubblica Succhà, una nuova antologia di poesie edita dalla City Lights Bookstore di Lawrence Ferlinghetti.

Nel 2000, il suo spettacolo Tara'n Trance chiude ufficialmente il Carnevale di Venezia in Piazza San Marco, riscuotendo un enorme successo di critica e di pubblico. L'opera si caratterizza per la presenza corale di diverse discipline artistiche e tecniche che coinvolgono costantemente il pubblico fra danze, musica, arti visive. Un rituale coreutico e festoso che ha al centro della scena gli spettatori come soggetti attivi: sollecitati dalla danza ancestrale, dai suoni ipnotici e dai colori vibranti, danzando, si entra in trance attraverso la sapiente guida di questo "sciamano hypermediale". Tara'n Trance verrà pubblicato quattro anni dopo in CD, ed entrerà con successo nelle classifiche della musica elettronica statunitense.

Nel 2004 è invitato come ospite speciale alla Biennale di Venezia. Nel 2007 la Deja-vu Rétro pubblica e distribuisce in tutto il mondo Antology of Tarantella, cofanetto multimediale articolato in cinque supporti tra CD audio, CD-Rom e DVD. Nel 2009 partecipa nuovamente alla Biennale di Venezia con installazioni e performance sul tema "La danza delle api", in cui analizza il linguaggio e i comportamenti degli insetti.

Nel 2015 partecipa alle registrazioni del disco Canzoni della cupa di Vinicio Capossela.

Nel 2016 Infantino partecipa al Concerto del Primo Maggio di Roma con lo stesso Capossela e apre, a Melpignano, il concertone della Notte della Taranta.

Scompare a Firenze, il 30 gennaio 2018.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

LP[modifica | modifica wikitesto]

  • 1967, Ho la criniera da leone (perciò attenzione) (Ricordi, SMRL 6062);
  • 1975, I Tarantolati (Fonit Cetra);
  • 1976, La morte bianca (Fonit Cetra);
  • 1977, Follie del Divino Spirito Santo (Fonit Cetra);
  • 1978, La Tarantola va in Brasile (Polygram).

In fiammingo[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

  • 1994, I Tarantolati (Fonit Cetra);
  • 2006, Anthology of Taranta & Tarantella, 2 CD + 2 DVD + 1 CD ROM (Recording Arts).

Ospite in album di altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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