Museo del Medioevo e del Rinascimento

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Museo del Medioevo e del Rinascimento
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSorano
IndirizzoPiazza Cairoli 3
Coordinate42°40′57.62″N 11°42′52.22″E / 42.682671°N 11.714505°E42.682671; 11.714505
Caratteristiche
TipoArte
Storia locale
Istituzione1996
DirettoreLara Arcangeli
Visitatori2 341 (2020)

Il museo del Medioevo e del Rinascimento[1] è un museo situato nella Fortezza Orsini di Sorano (GR).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è stato inaugurato l'8 agosto 1996 all'interno delle stanze private del palazzo residenza dei conti Orsini, presso la Fortezza Orsini di Sorano. Progettata dall'architetto senese Anton Maria Lari per volere di Gian Francesco Orsini, la fortezza – costruita sul luogo dell'antica rocca aldobrandesca – è stata completata nel 1546, come testimoniato dai cartigli posizionati agli angoli dei due bastioni, mentre la lapide posta sul portale d'accesso, presenta lo stemma ursineo (la rosa e l'orso) incrociato con quello degli Aldobrandeschi (i leoni). Imponente fortificazione capace di resistere agli assedi più lunghi ed estenuanti, è composta da un mastio centrale con la piazza d'armi, collegato tramite spalti a due bastioni, dedicati a San Marco (levante) e San Pietro (ponente) in onore delle due città alle quali gli Orsini furono maggiormente legati: Venezia e Roma. Nel XIX secolo furono apportate alcune modifiche alla struttura e fu abbattuta una parte della cinta muraria per permettere la costruzione dell'imponente Palazzo Ricci Busatti, già Ilari, e oggi liceo linguistico. Importanti lavori di restauro sono stati eseguiti a partire dal 1967. Dal 2004 il museo è inserito nel sistema provinciale Musei di Maremma.

Sale espositive[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è allestito in sette sale all'interno delle stanze private della residenza Orsini ed espone circa novanta pezzi di ceramiche medievali e rinascimentali provenienti da tutto il territorio: si tratta di ciotole, boccette di profumo, brocche, pitali, panatelle per conservare il pane raffermo. Tra le ceramiche, sono da segnalare alcune invetriate databili dalla metà del XVI alla fine del XVIII secolo rinvenute nei cosiddetti butti, pozzi medievali di Sorano in cui venivano gettati gli oggetti rotti o inutilizzabili: sono stati riportati alla luce un interessante corredo di piatti da fidanzamento ed un piatto in cui è raffigurata l'aquila coronata, stemma araldico di Elena Conti da Montelanico, moglie di Niccolò III Orsini. Oltre alle preziose ceramiche, il museo illustra tramite pannelli didattici, ricostruzioni ed antiche mappe, lo sviluppo del territorio soranese, dal capoluogo alle frazioni; tra le antiche documentazioni esposte spiccano i tre codici di Sorano e di Castell'Ottieri.

Dal museo si accede alla torre ottagonale che si innalza sul lato occidentale della residenza e si raggiunge la stanza privata di Niccolò IV Orsini, dove si dice che il conte accogliesse in segreto le fanciulle, pregevolmente affrescata a grottesche: sulle pareti sono raffigurati due uccelli – un pappagallo e un colibrì – e due scene mitologiche, la prima che rappresenta il suicidio di Didone e la seconda, di difficile interpretazione, che potrebbe rappresentare un altro episodio sempre tratto dall'Eneide. Tuttavia, l'affresco più interessante è sicuramente lo spartito – con note e testo – di un antico madrigale dipinto in uno spigolo vicino ad una delle finestre: si tratta della canzone Io mi son giovinetta, cantata da Neifile al termine della IX giornata del Decameron di Boccaccio, e messa in musica nel 1542 dal musicista bolognese Domenico Maria Ferrabosco. L'affresco in questione è databile tra il 1540 e il 1560.

È possibile inoltre continuare la visita della Fortezza Orsini prenotando una visita guidata, presso il parco tematico degli etruschi al piano terra del mastio centrale, ai camminamenti sotterranei che collegavano il mastio con i due bastioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il museo del Medioevo e del Rinascimento sul sito di Musei di Maremma.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Semplici, La Maremma dei musei. Viaggio emozionale nell'arte, la storia, la natura, le tradizioni del territorio grossetano, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2012, pp. 203-207.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]