Montepulciano Stazione

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Montepulciano Stazione
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Siena-Stemma.svg Siena
Comune Montepulciano-Stemma.png Montepulciano
Territorio
Coordinate 43°08′12″N 11°51′19″E / 43.136667°N 11.855278°E43.136667; 11.855278 (Montepulciano Stazione)Coordinate: 43°08′12″N 11°51′19″E / 43.136667°N 11.855278°E43.136667; 11.855278 (Montepulciano Stazione)
Altitudine 270 m s.l.m.
Abitanti 1 950 (2007)
Altre informazioni
Cod. postale 53045
Prefisso 0578
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Stazionesi
Patrono Sacro Cuore di Gesù
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montepulciano Stazione
Montepulciano Stazione

Montepulciano Stazione è una frazione del comune di Montepulciano (SI), da cui dista 9 km, posta a 270 m s.l.m. in Valdichiana.

Precedentemente il paese era noto come Fontago (toponimo che tuttora ne indica un rione). Il decreto del 14 settembre 1925 cambiò il nome Fontago in Montepulciano Stazione.

Situata a 4 km da Valiano e da Acquaviva, si trova lungo il percorso dell'Autostrada del Sole, all'altezza del km 385. È presente infatti una stazione di servizio della S.p.a. italiana Autogrill (Montepulciano Ovest e Montepulciano Est).

Priva d'interesse storico, mostra però predisposizione ad un'ulteriore crescita demografica, tanto che gli attuali piani regolatori prevedono la creazione di un casello autostradale e la riorganizzazione dei collegamenti extraurbani per tutto il comune.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della frazione deriva dalla presenza dello scalo ferroviario, sulla linea Siena-Chiusi, ed è conosciuta anche come Montepulciano Scalo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Relativamente giovane, questa frazione nasce come conseguenza di due scali ferroviari, la linea ferroviaria Siena-Chiusi e la linea ferroviaria Montepulciano-Fontago, scomparsa e sostituita dai trasporti su gomma. Forte spinta alla crescita derivò anche dalla costruzione di un centro di raccolta per l'elaborazione e la trasformazione della barbabietola da zucchero, che rappresentava un autentico polmone economico per Montepulciano Stazione.

Ferrovia Montepulciano-Fontago[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Montepulciano-Fontago e Stazione di Montepulciano.

La Ferrovia Montepulciano-Fontago era una tratta ferroviaria a scartamento ridotto gestita dalla Società Anonima per l'Esercizio della Ferrovia (S.A.F.) che entrò in servizio dal 1917 al 1927. Il tracciato, dalla lunghezza totale 10,450 km, partiva dalla Stazione di Fontago (250 metri) a circa mezzo chilometro dalla stazione della Ferrovia Centrale Toscana collegata ad essa tramite un binario di raccordo, giungeva fino a dietro la chiesa di Gracciano, proseguiva fino al Bivio di Nottola e a Salticchio. In prossimità della chiesa delle Caggiole deviava verso sinistra e aggirava il Colle delle Corolle per tornare a fiancheggiare la Strada Provinciale fino a San Lazzero e poi fino ai Ponti Secchi a Montepulciano. Il materiale rotabile comprendeva due locomotive alimentate a lignite, otto vetture viaggiatori, dieci carri merci. La durata del viaggio era prevista in 30 minuti in discesa e 35 minuti in salita con costo del biglietto passeggeri di L 0,90 per sola andata e L 1,50 per andata e ritorno. Nel 1913, dopo vari espropri di terreni, ebbero inizio i lavori di costruzione delle ferrovia; il 25 aprile 1916 venne effettuata la prima gita di prova; il 2 maggio 1917 la linea ferroviaria fu aperta al pubblico per il trasporto merci che venivano ritirate a Montepulciano, Gracciano e Fontago dalle ore 7:00 alle ore 18:00. Dal 30 giugno 1917 ebbe inizio il regolare servizio passeggeri con 10 partenze al giorno fino al 25 marzo 1926, quando la linea fu dismessa, in seguito a vari disordini negli orari, a sospensioni improvvise di servizi e a numerosi incidenti. Il 16 settembre 1927 avvenne la chiusura dell'esercizio della linea (S.A.F.), sostituendola con regolare servizio di Autobus con partenza dalla Colonna del Marzocco. Tutte le proprietà degli immobili e tutto il materiale della ex ferrovia furono venduti con varie aste pubbliche, tenute presso L'Intendenza di Siena.

Lo zuccherificio[modifica | modifica wikitesto]

Lo Zuccherificio

Fin dai primi decenni del Novecento il paesaggio urbano di Montepulciano Stazione era fortemente caratterizzato dalla ciminiera di un imponente stabilimento per la raffinazione della barbabietola da zucchero, lo zuccherificio dell'azienda genovese Società Ligure-Lombarda. Dagli anni novanta la ciminiera è stata demolita mentre lo stabilimento esiste ancora, anche se quasi nascosto alla vista dai capannoni e dalle strutture circostanti, costruite in anni recenti. Lo zuccherificio di Fontago fu dai primi anni del Novecento fino al 1929 una delle risorse economiche più importanti del Comune di Montepulciano, occupando quaranta lavoranti fissi tra impiegati e operai ed oltre mille stagionali proveniente dalle frazioni del Comune e dai paesi limitrofi. Dopo un periodo di buona attività, agli inizi degli anni venti lo zuccherificio entrò in una crisi produttiva. Gli agricoltori con a capo Lucangelo Bracci, presidente della sottosezione di Montepulciano dell'Associazione Agraria Toscana, si attivarono per cercare di risolvere la situazione e sembrò che nei primi anni la crisi fosse superata ma si riaprì nel 1927 per concludersi poi nel 1929 con la chiusura definitiva.

Lo zucchero nel 1800-1900

Nel 1800 in Valdichiana la barbabietola da zucchero divenne una delle colture in forte sviluppo, poiché era interesse dello Stato sia diventare autosufficiente diminuendo drasticamente le importazioni, sia diffondere una fonte di calorie a integrare la deficitaria alimentazione di vasti strati della popolazione. Furono così fatti primi tentativi di creare un'industria saccarifera nazionale, mediante l'apertura di alcuni zuccherifici, come Rieti e Anagni, che ebbero però vita breve. Anche il sistema di imposizione fiscale divenne favorevole alle industrie produttrici, essendo basato su un'imposta fissa calcolata sulla resa per quintale di succo di barbabietole. Considerando che la resa normale era di 2-2,5 kg, la tassa era imposta su una resa fissa di 1,5 kg. Si lasciava così un margine notevole alle industrie produttrici, le quali lucravano sulla differenza grazie al prezzo elevato. La nuova legislazione del 1883 garantì il mantenimento di tali privilegi e così si assistette alla crescita continua delle superfici bieticole, con conseguente aumento del consumo e della produzione interna, a scapito delle importazioni. L'aumento della produzione di barbabietole determinò l'apertura di un elevato numero di zuccherifici in pochi anni, 26 stabilimenti tra il 1887 e il 1900. La legge del 1902 modificò però il regime fiscale, imponendo la tassazione in base alla resa effettiva. Il regime di protezione doganale tuttavia continuava, permettendo all'Italia di aumentare la produzione interna a scapito delle importazioni. Nel 1903 si svolse a Bruxelles una Convenzione internazionale sullo zucchero, tesa a limitare le produzioni garantendo la concorrenza e prezzi contenuti sui mercati. Allo scopo di mantenere alti i prezzi fu creata l'Unione Zuccheri (dal 1925 Consorzio nazionale produttori zucchero) formata da 33 società produttrici italiane, che agiva come un vero e proprio cartello, fissando sia il prezzo sia le quote di produzione, in modo tale da aumentare la domanda interna adeguando contemporaneamente l'offerta. Il tal modo si manteneva la produzione leggermente deficitaria, riuscendo a rimanere un paese importatore anziché esportatore. In un'annata di produzione abbondante e minore richiesta, si provvedeva all'immagazzinamento del prodotto, riducendo di pari passo la produzione nell'annata successiva, immettendo sul mercato le scorte riassorbendo l'eccedenza. Nel 1916 fu creato il Monopolio di Stato sullo zucchero, allo scopo di razionalizzare il consumo interno e garantire i rifornimenti all'esercito. Fu fatto ricorso al tesseramento per la distribuzione ai cittadini. Questo non servì a evitare interruzioni delle forniture, perché ad esempio nell'aprile-maggio 1920 la mancanza di zucchero fu fonte di molteplici lamentele a Montepulciano e nei dintorni. Nel 1921 fu tolto il monopolio, quando le esigenze belliche diminuirono. Tra il 1923 e il 1925 le tariffe doganali furono riviste al basso, determinando l'incremento delle importazioni e una crisi nella produzione nazionale. In seguito alla crisi economica internazionale dovuta al Crollo di Wall Street del 1929 la produzione italiana di zucchero calò di quasi 10.000t in due anni, con una riduzione degli ettari coltivati da 116.000 del 1929 a poco più di 75.000 del 1931.

Processo di lavorazione

Il procedimento di lavorazione della barbabietola da zucchero è piuttosto complesso e difficoltoso, perché il prodotto deve essere lavorato immediatamente dopo la raccolta, visto il rapido deterioramento della barbabietola e la diminuzione del tenore in zucchero. L'estrazione dello zucchero all'epoca avveniva fondamentalmente in forma manuale, dalla fase di raccolta, carico e scarico, lavaggio e selezione. Le bietole lavate erano poi affettate e inviate alla diffusione, dove veniva estratto lo zucchero per mezzo di acqua calda. Il succo, contenente dal 13 al 15% di saccarosio, era prima depurato e poi sottoposto a concentrazione mediante bollitura e conseguente evaporazione dell'acqua in eccesso. La massa rimanente veniva poi cotta e centrifugata fino a ottenere lo zucchero greggio. Quest'ultimo era poi sciolto, decolorato e raffinato mediante il procedimento prima descritto fino a ottenere lo zucchero vero e proprio.

Storia

Anche in Valdichiana fu necessario impiantare un nuovo zuccherificio per opera dell'azienda genovese Società Ligure-Lombarda (che dette poi vita alla Eridania e alla Società Italiana per l'Industria degli Zuccheri). La sua localizzazione, prevista inizialmente a Cortona, fu poi modificata grazie alla pressioni politiche condotte dall'Onorevole Gioacchino Bastogi di Montepulciano. Nell'articolo de L'Araldo Poliziano dell'11 aprile 1909 si legge:

« La fabbrica degli zuccheri, che è oggi alla Stazione di Montepulciano, doveva costruirsi a Cortona. Il conte Bastogi fece sì che rimanesse nel suo collegio, promuovendo a tale scopo nelle grandi tenute della sua famiglia la coltivazione delle barbabietole. »

L'ubicazione dello stabilimento fu determinata dalla centralità rispetto alle aree di coltivazione, dalla presenza della ferrovia Ferrovia Centrale Toscana per il trasporto della materia prima e del prodotto finito e dalla disponibilità di acqua dal Lago di Montepulciano. La costruzione e l'entrata in funzione dello stabilimento portarono a riconsiderare la posizione dello Stazione ferroviaria del Salarco, che non era più funzionale alla nuova realtà produttiva. Fu così presa la decisione di spostarla e ubicarla in prossimità dello stabilimento nella medesima località di Fontago, cioè quella attuale. Contemporaneamente si sviluppò l'idea di collegare il capoluogo allo scalo mediante una tratta ferroviaria, la Ferrovia Montepulciano-Fontago. Nel 1899 ebbe luogo la prima campagna produttiva della barbabietola da zucchero e nel 1900 si registrò una resa in saccarosio di quasi 2 kg per ettolitro di succo. Lo stabilimento poliziano era ritenuto tra i migliori ed era oggetto di visite da parte di agricoltori provenienti da altre zone d'Italia, come nel 1912 da un gruppo di Ancona. Nel 1913 si registrarono tensioni e preoccupazioni sul destino dello stabilimento. All'inizio della campagna bieticola dell'anno la Società Ligure Lombarda minacciò la chiusura del sito produttivo per le controversie dovute alla fissazione dei prezzi e degli ettari coltivati, atti a garantire un certo quantitativo. La posizione degli agricoltori era legata soprattutto al superamento del contratto triennale che legava il fornitore alla fabbrica: questo significava che per tre anni sussisteva da parte del coltivatore l'obbligo di garantire la semina di una certa superficie a barbabietola ogni anno. Se per qualche motivo il terreno interessato doveva essere ceduto in vendita, in affitto o altra forma, il vincolo di coltivazione rimaneva, con evidenti ripercussioni negative sulle trattative. Gli agricoltori insistevano per portare il vincolo a un solo anno, ma la Società Ligure Lombarda fu irremovibile e minacciò la chiusura e il licenziamento delle maestranze. Alla fine si ebbe il cedimento della controparte e l'accettazione delle condizioni della Società Ligure Lombarda. Per garantire il buon andamento dello stabilimento erano reputati necessari in quel momento almeno 1200Ha coltivati a barbabietola. Prima dell'apertura della campagna bieticola del 1924, il 19 dicembre 1923 si tenne a Sinalunga un'assemblea dei bieticoltori nella quale fu necessario assicurare l'apporto dei coltivatori aretini al fine di aderire alle richieste della Società Ligure Lombarda. Questa riteneva, infatti, insufficienti le garanzie degli agricoltori senesi e minacciava ancora la chiusura. In un successivo incontro a Siena, il 25 febbraio 1924, furono fissati i prezzi che per la prima volta si basarono su una quota raggiunta, premiando la qualità. Le voci di chiusura continuarono a succedersi anche all'inizio del 1925 e alla fine dello stesso anno, che aveva visto succedersi nella direzione dello stabilimento dapprima l'Ingegner Cometti e da dicembre l'Ingegner Brusoni. Anche il 1928 non registrò particolari problematiche o segnali negativi, tanto che fu indetto un concorso tra bieticoltori, in cui furono messi in palio premi per oltre L.11.000 e 10 sarchiatrici meccaniche. Scopo del concorso era stimolare gli agricoltori a migliorare le rese a etto piuttosto che estendere le superfici coltivate. A giugno si ebbe la visita dello stabilimento del Presidente della Società Ligure Lombarda Emilio Bruzzone, tra un fiorire di elogi e buoni auspici per il futuro. Nel 1929 lo stabilimento entrò di nuovo in una crisi produttiva. Una delle cause fu l'inadeguatezza degli impianti obsoleti che provocarono una forte limitazione alla produttività dello stabilimento, tanto che nella campagna del 1928 ben 80.000q di barbabietole prodotte in zona furono trasferite ad altri stabilimenti poiché erano in eccesso rispetto alla capacità di lavorazione locale. Gli imprenditori cominciarono a considera troppo scarso il quantitativo di bietole da raffinare prodotto dagli agricoltori. A tutto questo si sovrappose la crisi economica internazionale dovuta al crollo di Wall Street. A livello nazionale la chiusura dello stabilimento seguì le direttive economiche del Regime Fascista che invitavano alla soppressione di quelle aziende malsane e finanziariamente non vitali. Di conseguenza il regime fascista locale subì una diminuzione di consenso popolare poiché un gran numero di operai e di impiegati si trovò all'improvviso senza occupazione. L'articolo de L'Araldo Poliziano del 28 aprile 1929 riportò un comunicato stampa della Società Ligure Lombarda:

« La nostra Società, dopo lunghi anni di sacrificio e speranze è venuta alla determinazione di chiudere lo zuccherificio. La Direzione generale ha preso accordi colle superiori autorità e gerarchie, per le provvidenze da adattarsi a favore del personale che verrà a suo tempo licenziato restando bene inteso che mancando la lavorazione, cessa l'obbligo di procedere all'elenco degli operai fissi, i quali dal 1º aprile corrente anno, non hanno più alcun diritto di stabilità. »

L'assemblea degli azionisti del 21 giugno 1929 dichiarò:

« In qualche zona, come ad esempio quella di Montepulciano, mentre trent'anni or sono la coltura della barbabietola si effettuava in condizioni economiche soddisfacenti, si è avuta a poco a poco, per effetto dell'introduzione nell'economia agraria di altre colture redditizie e rese possibili dal clima e dal progresso agricolo, una diminuzione di estensione di coltivazione; quindi un forte costo dello zucchero per trasporto di bietole lontane e per diminuita quantità annua prodotta. Già da tempo perciò è ravvisata la necessità di trasportare la fabbrica di Montepulciano in una zona di estesa e recente bonifica; dove la bieticoltura è riconosciuta come imprescindibile necessità e dove si prevede il costo definitivo dello zucchero dei più bassi raggiungibili in Italia. »

Un altro articolo de L'Araldo Poliziano del 29 giugno 1929 riportava:

« Le ultime speranze che si nutrivano fino a pochi giorni fa perché lo Zuccherificio non chiudesse i suoi battenti, sono ormai tramontate. Già si sono avuti i primi licenziamenti del personale ed altri se ne attendono in settimana. L'impressione prodotta nella classe operaia è assai penosa, che ne ricerca le cause e purtroppo non ne trova di convincenti, per tante famiglie, si prospetta un avvenire non lieto, pieno di pensieri e preoccupazioni. »

Il 29 luglio 1929 avvenne la chiusura definitiva dello stabilimento che provocò grossi problemi nelle campagne di Montepulciano, creando un gran numero di disoccupati. La Società Ligure Lombarda intervenne versando come risarcimento per la chiusura 100.000 Lire all'amministrazione Comunale, da usare per il bilancio o a favore di alcuni operai licenziati. Il Comune optò per la seconda soluzione consegnando il denaro a 24 operai con cifre varianti dalle 700 alle 50 Lire. Il 10 febbraio 1931 la Confederazione Nazionale dei Sindacati Fascisti dell'Agricoltura scrisse al podestà per sottolineare:

« La gravità della situazione nei riguardi della disoccupazione in questo comune. Sono circa 80 i disoccupati del territorio di Montepulciano. Tutti questi disoccupati tumultuavano nei nostri uffici e nelle vie: d'altra parte non si possono nemmeno condannare in quanto hanno bambini senza pane e chiedono solamente di lavorare. »

Ci fu una volontà di impiegare i disoccupati in lavori pubblici; vennero avanzate richieste insistenti verso i proprietari terrieri i quali, come disse l'ispettore Barbà della Confederazione, si opposero quasi sempre a queste richieste con rifiuti costanti e ingiustificati. Il 18 maggio 1931 la Prefettura indicò alle autorità che:

« Il Ministro dell'interno ha fatto rilevare che spesso gruppi di operai disoccupati, talvolta in numero rilevante, si spostano da un comune all'altro per trovare lavoro, senza che questo sia loro preventivamente assicurato. Poiché tali spostamenti improvvisi possono determinare, come è ovvio, incidenti che turbino l'ordine pubblico, è necessario che le SS.LL. d'accordo con le organizzazioni sindacali competenti evitino assolutamente il ripetersi di tale inconveniente, che può costituire un serio pericolo. »

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del Sacro Cuore di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

Esterno
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa del Sacro Cuore di Gesù (Montepulciano Stazione).

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù è la chiesa principale di Montepulciano Stazione.

Essa è stata costruita a partire dal 1920 in stile neoromanico, ed è stata consacrata nel 1926, ma completata soltanto nel 1953, pur senza l'erezione della cupola, prevista nel progetto originario. Nel 1989 sono state realizzate le vetrate policrome alle finestre, mentre il presbiterio post-conciliare risale al 1996.

La chiesa è a navata unica coperta con volta a crociera sorrette da pilastri a pianta cruciforme. In controfacciata, si trova il quadro dell'Assunzione della Vergine, originariamente collocato nella chiesa di San Biagio a Montepulciano, dipinto dal senese Domenico Manetti nel 1646.

Chiesa della Maestà del Ponte[modifica | modifica wikitesto]

Esterno
Esterno

La Chiesa della Maestà del Ponte si trova a Montepulciano Stazione, a pochi passi dall'Autostrada del Sole in mezzo alla campagna della Valdichiana, nella Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza. Si trova precisamente sull'antica Via Lauretana, arteria stradale che lo storico Emanuele Repetti nel Dizionario Geografico Fisico Storico affermava partire dalla Via Regia fra Arezzo e Siena passato il ponte delle Taverne d'Arbia, per sboccare a Camuscia sotto Cortona dopo aver corso buone 40 miglia fiorentine, percorrendo lo storico attraversamento sul fiume Clanis sotto Valiano. Probabilmente i pellegrini la percorrevano da Siena lasciando la Via Francigena e puntando verso l'Adriatico per giungere a Loreto. La Maestà del Ponte, la cui costruzione risale al 1616, è una delle sette chiese dedicate alle Vergine Maria nel territorio di Montepulciano (quattro nel capoluogo e tre fuori dalle mura). Fin da epoca remotissima a Montepulciano è infatti vivo il Culto mariano.

Storia
Altare
Interno

Da tempo esisteva un'edicola con l'immagine della Madonna chiamata Madonna del Salarco (nei confini parrocchiali di Gracciano), venerata dalla popolazione nei pressi del ponte sulla Chiana che congiungeva il territorio del Comune di Montepulciano con quello di Valiano, vicino all'attraversamento sull'antico corso del torrente Salarco. Nel 1551 fu necessario demolire il tabernacolo contenente l'immagine sacra per iniziare lo scavo del Canale Maestro della Chiana, che fu prolungato fino al Lago di Montepulciano per bonificare la zona. Gli abitanti di Gracciano decisero così di costruire una vera e propria chiesa, con la raccolta di numerose elemosine e con l'opera personale di molti operai. Sopra l'altare fu collocata l'immagine dell'edicola abbattuta, la Maestà del Ponte. La chiesa fu ufficiata dal pievano di Gracciano. Ha una semplice facciata con tetto a capanna e campanile a vela in laterizio: sopra il portale architravato è ubicato un occhio circolare con mosaico a vetro in quadricromia. L'interno è ad una navata con tetto a capriate lignee. L'epigrafe incisa su uno dei travi maestri dell'orditura lignea del tetto ci informa che la chiesa era già stata costruita nel 1616 e l'Edictum Visitationis del 1617, effettuato per delega del Vescovo Roberto Ubaldini, riporta la supplichevole richiesta di consacrazione dell'edificio, che viene definito anche oratorio. Nel corso del 1774 la chiesa fu restaurata e il 17 marzo l'altare maggiore fu dipinto a trompe l'oeil in chiare forme barocche da Cosimo Calosci, come scritto nell'epigrafe in basso al centro. Al centro è rappresentata la Madonna con il Bambino, ridipinta nel corso del Novecento. Nell'altare laterale sinistro, in stucco, è alloggiata un'opera dell'artista poliziano Francesco Volpi, con Gesù Fanciullo tra San Giuseppe e San Zaccaria, dipinta a olio su carta telata con centinatura risalente a un periodo che va dal 1734 al 1743. Nel dipinto San Giuseppe e San Zaccaria guidando Gesù Bambino in piedi in mezzo ad essi, il quale tiene il mondo in mano. Sull'altare destro è situata un'oleografia della Madonna del Rosario.

Campanile
Campana del 1624

Da quanto si apprende dalla visita pastorale del 1954 del Vescovo Emilio Giorgi l'oleografia sull'altare destro avrebbe sostituito una tela rappresentante Sant'Anna che insegna a leggere alla Madonna con dietro quattro serafini attribuita alla Scuola dei Feliciati. Non si hanno però notizie e resti di questa tela. In una nicchia nella parete interna destra si trova una statua raffigurante la Madonna Regina della Pace, acquistata nel 1984, che viene portata in processione durante le feste. Vari lavori di ristrutturazione sono stati compiuti negli anni: il rifacimento del tetto nel 1998, il restauro della casa adiacente nel 2000, il restauro della scala esterna e del portico laterale nel 2001, la nuova campana nel 2011, a sostituzione di quella datata 1624, messa a riposo dentro l'edificio. Dal 1983, a seguito della revisione dei confini parrocchiali, la chiesa è passata a far parte della parrocchia di Montepulciano Stazione e Don Mario Ghezzi ha deciso di trasferire la Festa della Madonna della Pace celebrata fino ad allora nella Chiesa del Sacro Cuore di Gesù (l'ultima domenica di settembre) alla Chiesa della Maestà del Ponte e unendola con l'antica Festa alla Maestà del Ponte in un'unica data, la prima domenica di settembre, ridando vita al Palio dei Somari ogni anno.

Opere
  • Madonna con il Bambino, dipinto a trompe l'oeil, Cosimo Calosci, (1774), (altare maggiore).
  • Gesù Fanciullo tra San Giuseppe e San Zaccaria, Francesco Volpi, dipinta a olio su carta telata, (1734-1743), (altare sinistro).
  • Madonna del Rosario, oleografia, (altare destro).
  • Madonna Regina della Pace, statua, (nicchia laterale destra).

Chiesa dell'Autostrada[modifica | modifica wikitesto]

Esterno

Nella stazione di servizio dell'Autostrada del Sole (Montepulciano Ovest) si trova una piccola chiesa dove in alcune occasioni vengono celebrati il rosario e la messa.

Vie e piazze[modifica | modifica wikitesto]

Via Lauretana
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Via Lauretana (Toscana).

Montepulciano Stazione è attraversata dall'antica Via Lauretana, una strada etrusca-romana che collegava Cortona a Montepulciano e Siena.

Ci sono infatti:

  • Via Lauretana Sud (dove si trova la Chiesa della Maestà del Ponte), la strada che collega Montepulciano Stazione con Valiano.
  • Via Lauretana Ovest, la strada che collega Montepulciano Stazione con Abbadia di Montepulciano.

Rioni[modifica | modifica wikitesto]

Eventi e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Giugno Prima domenica: Festa di Primavera con Fiera Merceologica
  • Agosto/settembre: Giochi Rionali
  • Settembre Prima domenica: Palio dei Somari presso la Chiesa della Maestà del Ponte
  • Settembre Ultima domenica e lunedì successivo: Festa Bianco Rossa - Sagra dell'Ocio con Fiera al Ponte

Palio dei somari[modifica | modifica wikitesto]

Palio dei Somari
Palio dei Somari

Il Palio dei somari è una festa religiosa-folkloristica che si svolge ogni anno a Montepulciano Stazione dal 1982, la prima domenica di settembre presso la Chiesa della Maestà del Ponte, ambientata in aperta campagna, in onore della Madonna della Pace. Durante il palio si sfidano i 6 fantini al galoppo di asini dei Rioni di Montepulciano Stazione: Aventino, Stazione, Fontago, Corbaia, Macchia e Maestà del Ponte.

Storia

Già dagli inizi dell'Ottocento, l'ultima domenica di settembre venivano celebrate cerimonie liturgiche al mattino e corse di cavalli al galoppo e poi di asini. In seguito la festa popolare fu interrotta e restò soltanto una grande fiera annuale, detta appunto Fiera al Ponte fino al 1928, quando, venne spostata nel centro abitato del paese. La festa fu riscoperta nel 1982 per iniziativa del parroco Don Mario Ghezzi e da un gruppo di abitanti della zona, unendola alla Festa della Madonna Regina (che si svolgeva fino all'ora nel centro abitato) e stabilendo come data annuale la prima domenica di settembre.

In passato oltre alle 6 Rioni attuali, esistevano altri 4 Rioni: Casale, Cinta, Pollaio, Salarco.

Programma
  • Venerdì: Cena con stand gastronomici con pizza e prodotti tipici, serata danzante.
  • Sabato: Cena con stand gastronomici con pizza e prodotti tipici, serata danzante.
  • Domenica: Santa Messa celebrata dal Vescovo presso la Chiesa della Maestà del Ponte con benedizione del Palio, Palio dei Somari, premiazione dei vincitori, Cena con stand gastronomici con pizza e prodotti tipici, serata danzante.
Regolamento
  • Prima batteria: 3 Rioni, 3 giri. Il Rione vincitore passa in finale.
  • Seconda batteria: 3 Rioni, 3 giri. Il Rione vincitore passa in finale.
  • Terza batteria - Semifinale: 4 Rioni, 3 giri. Secondo Posto Prima Batteria + Terzo Posto Prima Batteria + Secondo Posto Seconda Batteria + Terzo Posto Seconda Batteria.
  • Quarta batteria - Finale: 4 Rioni, 4 giri. Vincitore Prima Batteria + Vincitore Seconda Batteria + Vincitore Terza Batteria + Secondo Terza Batteria.
Drappi, Albo d'oro
Albo d'oro
Anno Rione vincitrice Fantino
1986 Fontago Massimiliano Betti
1987 Fontago Massimiliano Betti
1999 Stazione Maurizio Capitoni
2000 Aventino Luigi Falciani
2001 Aventino Luigi Falciani
2002 Corbaia Diego Luculli
2003 Corbaia Diego Luculli
2004 Aventino Mohamed Bourkaib
2005 Corbaia Cesare Angori
2006 Aventino Paolo Betti
2007 Aventino Paolo Betti
2008 Aventino Roberto Catoni
2009 Stazione Daniele Baldi
2011 Stazione Andrea Zurli
2012 Corbaia Simone Cencini
2013 Maestà del Ponte Paolo Betti
2014 Macchia Lorenzo Gorelli
2015 Corbaia Lorenzo Gorelli
2016 Aventino Roberto Catoni
  • Nel 2010 per problemi di organizzazione la corsa de Il Palio dei somari non è stata disputata ed è stata sostituita con la Corsa delle Rotoballe, vinta dal Rione Aventino.

Giochi Rionali[modifica | modifica wikitesto]

I Giochi Rionali sono dei giochi popolari effettuati da vari componenti (sia da bambini che da adulti) dei quattro rioni Aventino, Stazione, Corbaia e Fontago e si svolgono nel periodo estivo. Dopo varie sfide tra le varie categorie di età di ogni Rione, vince il Rione che al termine dei giochi, totalizza più punti. I Giochi Rionali si concludono con la premiazione del rione vincitore e con lo spettacolo della Corrida.

Alcuni giochi

Ballo della scopa, Ballo della sedia, Biliardino, Braccio di ferro, Calcetto, Corsa con i sacchi, Corsa con le carrette, Corsa delle biciclette, Gara di bocce, Gara di briscola, Gara dei pici, Palla avvelenata, Pentolaccia, Ping Pong, Staffettone, Strappa bandierina, Tiro alla fune.

Drappi
Albo d'oro
Anno Rione vincitore
1989 Corbaia
1990 Stazione
1991 Aventino
1992 Stazione
1993 Fontago
1995 Fontago
1996 Corbaia
1997 Aventino
2005 Fontago
2006 Corbaia
2007 Aventino
2008 Aventino
2009 Aventino
2012 Fontago
2013 Aventino
2014 Corbaia

I Giochi Rionali si sono svolti a partire dal 1989 al 1997 tranne che nel 1994 e dal 2005 al 2012, tranne che nel 2010 e nel 2011 per problemi organizzativi.

Fiera al Ponte[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fine del Trecento presso il bivio di fronte alla Chiesa della Maestà del Ponte si svolgeva la Fiera al ponte, in cui le famiglie della Valdichiana bonificata accorrevano l'ultimo lunedì di settembre con il loro prodotti agricoli e le loro ricercate chianine, arricchita da corse dei cavalli e poi dai somari. La storica fiera fu trasferita nel 1929 per ordine del Podestà di Montepulciano al centro del paese. Ne L'Araldo Poliziano del 29 settembre 1929 si legge:

« Un recente provvedimento Podestarile, da diversi anni sollecitato dall'Ufficio Veterinario Provinciale ed anche dalla nostra Istituzione, ha trasferito la rinomata Fiera del Ponte nel nuovo Fierale di Montepulciano Stazione. Ragioni di vigilanza sanitaria, di organizzazione, di progresso e di comodità giustificano in pieno il trasferimento di una fiera tradizionale ma scomoda, sparpagliata e di impossibile controllo sanitario, in un ambiente più adatto quale è il nuovo campo zootecnico di Fontago. »

Oggi si svolge l'ultima domenica di settembre e il lunedì successivo nel centro del paese.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

A.S.D. La Chianina

L'A.S.D. (Associazione Sportiva Dilettantistica) La Chianina è nata negli anni settanta da un gruppo di persone che ha avuto l'idea di sottrarre una porzione di terreno da rovi e sterpaglie per realizzare un luogo d'incontro e d'aggregazione per tutti gli abitanti del paese. È nato così il centro sportivo I Tigli comprendente il bar, due campi da tennis e un campo di calcetto. L'associazione è composta da vari settori che si occupando delle manifestazioni che si svolgono durante l'anno, sia a carattere religioso, sportivo, culturale, gastronomico:

  • Settore ricreativo La Ciminiera
  • Settore ciclismo Team Nobil Bike
  • Settore Tennis Circolo Tennis I Tigli
  • Settore basket Valdichiana Bulls
  • Settore podismo La Chianina Running
  • Settore eventi Amici Maestà del Ponte
  • Settore Rioni Comitato dei Rionali
Circolo la Bocciofila

Il Circolo la Bocciofila è nato negli anni 2000 con lo scopo di offrire agli anziani degli spazi e dei modi idonei per trascorrere serenamente il loro tempo libero. Tra le varie iniziative ci sono gite e soggiorni in varie località d'Italia, partecipazioni a eventi televisivi, corso di ginnastica. Dispone di un bocciodromo, di un bar e di un furgone per il trasporto gratuito delle persone disagiate.

Croce Rossa Italiana

La delegazione della Croce Rossa Italiana di Montepulciano Stazione è nata nel 1999 per distribuire aiuti umanitari durante la Guerra del Kosovo. Dopo alcuni mesi è stato costituito il primo gruppo di volontari specializzati in primo soccorso iniziando così anche l'attività di emergenza 118 su tutta la provincia, grazie all'arrivo della prima ambulanza. Nel tempo le attività sono aumentate e diversificate. Gli impegni si sono sviluppati anche nel sociale come nella distribuzione di alimenti di prima necessità ai bisognosi, l'insegnamento ai bambini, la biblioteca comunale, il servizio navetta nei cimiteri per le persone anziane.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rino Maramai, La Ferrovia Montepulciano Città-Fontago - Fatti, personaggi e foto dell'epoca, Editori del Grifo, 1980.
  • Adriano Betti Carboncini, Siena e il treno. Dalla Strada Ferrata Centrale Toscana ai giorni nostri. Ferrovie secondarie e industriali. Filovie senesi, Calosci Editore, 1991.
  • Lo zuccherificio di Fontago, Almanacco illustrato della Marroca, Mediateca della Marroca, 1/2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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