Monte Scaletta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Monte Scaletta
ScalettaVetta.jpg
Vetta del monte Scaletta vista da sud-est lungo il sentiero Roberto Cavallero
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
ProvinciaCuneo Cuneo
Altezza2 840 m s.l.m.
CatenaAlpi
Coordinate44°25′23.88″N 6°57′01.8″E / 44.4233°N 6.9505°E44.4233; 6.9505Coordinate: 44°25′23.88″N 6°57′01.8″E / 44.4233°N 6.9505°E44.4233; 6.9505
Altri nomi e significatiEschaléto
Data prima ascensione1830
Autore/i prima ascensionecapitano Cossato
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Scaletta
Monte Scaletta
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Scaletta
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Occidentali
Grande SettoreAlpi Sud-occidentali
SezioneAlpi Cozie
SottosezioneAlpi del Monviso
SupergruppoGruppo del Chambeyron in senso ampio
GruppoGruppo dell'Oserot
SottogruppoSottogruppo dell'Oserot
CodiceI/A-4.1-A.2.a/a

Il monte Scaletta (Eschaléto in occitano[1]) è una montagna delle Alpi Cozie, alta 2.840 m s.l.m. Si trova in territorio italiano, tra le valli Maira e Stura.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La montagna si trova su una costiera secondaria, che dirama dallo spartiacque alpino principale in corrispondenza del vicino monte Vanclava. Da questa vetta, lo spartiacque alpino principale prosegue verso nord-ovest e verso ovest; lo spartiacque secondario invece, prolungando fisicamente quello principale, prosegue verso sud-est, scende dirupato al colle della Scaletta, e risale poi al monte Scaletta. Da qui procede con un continuo sali e scendi nella stessa direzione, fino a giungere alla rocca Peroni, ove piega verso est-sud-est in direzione del monte Oserot.[2]

Si tratta di una montagna caratterizzata da fianchi scoscesi e dirupati sia sul versante della val Maira che su quello della valle Stura; la sommità è invece costituita da un cocuzzolo tondeggiante.[2]

Dal punto di vista geologico, è costituita da calcari dolomitici e dolomie, localmente a struttura brecciata, appartenenti al complesso Brianzonese, e risalenti al Triassico.[3]

La prima ascensione nota risale al 1830, e fu effettuata dal capitano Cossato, dello Stato Maggiore del Regno di Sardegna.[1]

Il nome è legato al fatto che i sentieri che ne percorrono i ripidi versanti sono appunto configurati come una scaletta.[1]

La montagna ospita diverse opere del Vallo Alpino del Littorio, che aveva qui uno dei suoi capisaldi (caposaldo della Scaletta). In particolare, in vetta è presente un'opera sotterranea che aveva funzioni di osservatorio. L'opera è costituita da un ingresso, un corridoio ed un ampio stanzone, parzialmente crollato, da cui si diramavano tre tunnel. I due tunnel frontali portavano a due malloppi di osservazione, i cui resti sono ancora visibili nelle immediate vicinanze della vetta, mentre un terzo tunnel laterale portava ad una postazione per fotoelettrica. A poca distanza dalla vetta, sul lato della val Maira, è ancora visibile la stazione di arrivo della teleferica che garantiva il rifornimento all'osservatorio. Il sentiero di accesso dal colle della Scaletta attraversa un'ulteriore opera, che era costituita da uno stanzone centrale e da due postazioni per mitragliatrice, ospitate in malloppi esterni. Altri malloppi secondari erano presenti nei pressi del colle della Scaletta, nei cui pressi, dal lato della valle Stura, sorgeva anche una caserma della Guardia alla Frontiera, oggi ancora presente benché in parte inagibile. Tutte le opere furono rese inutilizzabili mediante demolizione con esplosivo in seguito alla sconfitta italiana nella seconda guerra mondiale.[4]

Ascensione alla vetta[modifica | modifica wikitesto]

È possibile salire alla vetta dal colle della Scaletta, seguendo il tracciato del sentiero Roberto Cavallero. Il colle è a sua volta raggiungibile con sentiero dalla frazione Viviere di Acceglio (valle Maira), o dai laghi di Roburent in valle Stura, raggiungibili da Argentera (valle Stura) o da Larche (Francia). Il colle è raggiunto inoltre dal sentiero Roberto Cavallero, in arrivo dal bivacco Enrico e Mario.[5][4]

Sul percorso il sentiero attraversa la postazione per mitragliatrici del Vallo Alpino; viene pertanto consigliato di dotarsi di una fonte d'illuminazione artificiale.[4][5][1]

La difficoltà del percorso è valutata in EE.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Provincia di Cuneo - Alpinismo - monte Scaletta, su montagna.provincia.cuneo.it. URL consultato il 23 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2011).
  2. ^ a b cfr. cartografia
  3. ^ Carta Geologica d'Italia scala 1:100.000 - foglio 78-79 - Argentera-Dronero Archiviato il 14 marzo 2012 in Internet Archive.
  4. ^ a b c Vaschetto, 2008, cap. 14
  5. ^ a b P. e G. Boggia, 2006, itinerario 54

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piera e Giorgio Boggia, La valle Maira. Ambiente, cultura, escursioni, con aggiornamenti di Marina Pellerino, L'Arciere, Dronero (CN), 2006, ISBN 9788888969183
  • Diego Vaschetto, Strade e sentieri del Vallo Alpino, Edizioni del Capricorno, Torino, 2003, ISBN 9788877070241

Cartografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]