Molefi Kete Asante

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Molefi Kete Asante (Valdosta, 14 agosto 1942) è uno scrittore e filosofo statunitense, studioso di problemi africani e afroamericani.

Molefi Asante, 2011

Attualmente insegna nel Dipartimento di studi afroamericani alla Temple University[1][2], dove ha istituito il primo[3][4] dottorato di ricerca in studi afroamericani. Asante è noto per la sua concezione filosofica afrocentristica e i suoi studi di comunicazione tra nazioni, etnie e culture diverse.[5][6] Ha fondato e dirige il Journal of Black Studies[7] ed è autore di più di 65 libri.[8]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Molefi Kete Asante nacque col nome di Arthur Lee Smith Jr. a Valdosta (nello stato della Georgia), uno dei sedici figli degli operai Arthur e Lillie Smith. Suo padre lavorava prima in un magazzino di arachidi e poi nella compagnia ferroviaria Georgia-Southern Railways. Nei primi anni settanta Asante cambiò il suo nome perché lo riteneva un nome da schiavo.[9][10] Primo membro della sua famiglia a diplomarsi, Asante conseguì la laurea alla Oklahoma Christian University nel 1964, la laurea magistrale alla Pepperdine University nel 1965 e il Doctor of Philosophy alla Università della California, Los Angeles (nota anche come UCLA) nel 1968, tutti in Scienze della comunicazione. È stato nominato professore ordinario all'età di 30 anni, alla State University of New York at Buffalo (nota anche come SUNY Buffalo).

Alla UCLA, con un altro ex-studente di quella università, Robert Singleton, fondarono il Journal of Black Studies, nel 1968. Per la pubblicazione si rivolsero a Sara Miller McCune, filantropa, una delle fondatrici e presidente della Sage Publications. La pubblicazione della rivista, bimensile, avvenne l'anno dopo con la Sage.[11] All'inizio degli anni ottanta si trasferì temporaneamente in Africa, dove tenne un corso di giornalismo allo Zimbabwe Institute of Mass Communication[12] Ad Harare, la capitale dello Zimbabwe, nasce uno dei suoi tre figli, M. K. Asante Jr. (1982), autore e regista cinematografico. La madre è la coreografa Kariamu Welsh. Nel 1995 è stato nominato re di Tafo (Akyem, Ghana).[13][14][15]

Vive a Elkins Park in Pennsylvania con la moglie, Ana Yenenga, (entrambi coniugi in seconde nozze) originaria della Costa Rica e studiosa della cultura africana.[16] Asante ha una visione afrocentrica e ritiene l'Africa e in particolare l'Egitto il luogo di nascita della civiltà. È stato criticato per questi punti di vista e per il suo atteggiamento estremo "circa il diritto dei professori bianchi di insegnare la storia dei neri americani".[17] Il suo pensiero è stato principalmente influenzato da quello del defunto antropologo e scienziato senegalese Cheikh Anta Diop.

Nel 2007 la Gran Bretagna ha celebrato il centenario dell'abolizione della schiavitù[18]. Tony Blair ha rinnovato, in quell'occasione, le scuse per quei misfatti. Asante, intervistato da PeaceReporter, ha commentato: "Le dichiarazioni di Blair sono un primo passo ma la mia opinione è che qualsiasi scusa dovrebbe includere una promessa di risarcimento per l'Africa... Ovviamente il danno è impossibile da quantificare. Per questo il risarcimento dovrebbe essere più che altro un atto morale dovuto, un tentativo di riparare il danno fatto. È importante sottolineare che l'Africa non ha debiti di alcun tipo nei confronti dell'Europa".[19] Asante è apparso nei documentari Faces of Evil e 500 Years Later.[20] Quest'ultimo scritto e prodotto dal figlio M. K. Asante Jr., ed è apparso anche nel suo sequel, diretto da Owen Alik Shahadah e intitolato Motherland, nel 2009. Ha partecipato a numerosi programmi televisivi (60 Minutes, Today show, ecc.[21]) ed è stato consultato da quotidiani autorevoli come New York Times e Newsweek. Tra i numerosi riconoscimenti:

  • Honorary doctorate alla Pepperdine University (nel 2008)[13]
  • Douglas Ehninger Award (National Communication Association) (nel 2002)[22]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Molefi Kete Asante ha partecipato ai documentari:

  • Faces of Evil (2000)[24]
  • 500 Years Later (2005)[25]
  • The Black Candle (2008)[26]
  • Motherland (2009)[27]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Molefi Kete Asante, pagina personale, Temple University. URL consultato il 20 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2009).
  2. ^ (EN) Jon Spayde, Utne Visionaries: People Who Could Change Your Life, Utne Magazine, 1995. URL consultato il 20 settembre 2009.
  3. ^ Il dipartimento di studi afroamericani venne creato alla Temple University nel 1969. Il primo dottorato di ricerca nel 1988. Vedi (EN) Black Studies Today; Out of Africa, and Back, The New York Times Company, 14 aprile 2002. URL consultato il 26 settembre 2009.
  4. ^ (EN) Biografia sul sito di Molefi Kete Asante, su asante.net. URL consultato il 20 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2009).
  5. ^ (EN) Ronald L. Jackson, Sonja Brown Givens, Black Pioneers in Communication Research, Thousand Oaks, CA, Sage Publications Inc., 2007, pp. 280, ISBN 0-7619-2992-4.
  6. ^ (EN) Dhyana Ziegler, Molefi Kete Asante: In Praise and Criticism, Nashville, TN, Winston Derek, 1995, pp. 286, ISBN 1-55523-699-5.
  7. ^ (EN) Molefi Kete Asante sul sito dell'editore Sage Publications, su sagepub.com. URL consultato il 20 settembre 2009.
  8. ^ (EN) Ama Mazama, Essays in Honor of an Intellectual Warrior, Molefi Kete Asante, Parigi, Editions Menaibuc, 2008 [30 novembre 2008].
  9. ^ (EN) An Oral History Interview: Molefi Kete Asante - Diane D. Turner, su links.jstor.org. URL consultato il 20 settembre 2009.
  10. ^ (EN) Asante, Molefi Kete/Arthur Lee Smith Jr. (1942- ), BlackPast.org. URL consultato il 26 settembre 2009.
  11. ^ Le informazioni riportate sono dello stesso Asante e sono tratte da: (EN) Molefi Kete Asante, Ama Mazama, Encyclopedia of Black studies, Edizione illustrata, Thousand Oaks, CA, Sage Publications, 2005, pp. 531.
  12. ^ (EN) The World of the African Writer and Artist Fifty Years After the 1956 Conference, AALBC.com, LLC - African American Literature Book Club. URL consultato il 29 settembre 2009.
  13. ^ a b (EN) News and Events, Pepperdine University. URL consultato il 29 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2010).
  14. ^ (EN) Molefi Kete Asante - Author/Scholar/Historian/Activist/Master Lecturer, EETN. URL consultato il 29 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2008).
  15. ^ (EN) Multicultural Authors, Peoples Education. URL consultato il 29 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2009).
  16. ^ (EN) Sally Friedman, Elegant Africana A '50s split level in Elkins Park, home to scholar Molefi Kete Asante and Ana Yenenga, is a graceful and loving repository of heritage., Philadelphia Inquirer, 4 settembre 2009. URL consultato il 26 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2011).
  17. ^ (EN) How Da Vinci Code Tapped Pseudo-Fact Hunger, in Daily Telegraph. URL consultato il 20 settembre 2009.
  18. ^ Il 25 marzo 1807 l'Impero britannico abolì la schiavitù: Slave Trade Act 1807
  19. ^ Matteo Fagotto, Africa, il prezzo della schiavitù, PeaceReporter, 24 marzo 2007. URL consultato il 30 settembre 2009.
  20. ^ Faces of Evil, 2000, (TV) (IMDb). 500 Years Later, 2005 (IMDb).
  21. ^ (EN) Keynote Speakers - Molefi Kete Asante, Kwantlen Polytechnic University. URL consultato il 29 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2011).
  22. ^ (EN) National Communication Association Awards (PDF)[collegamento interrotto], National Communication Association, gennaio 2009, 24. URL consultato il 28 settembre 2009.
  23. ^ (EN) 100 Greatest African Americans: A Biographical Encyclopedia, Prometheus Books. URL consultato il 13 agosto 2013.
  24. ^ Faces of Evil (2000) (TV), IMDb. URL consultato il 19 settembre 2009.
  25. ^ 500 Years Later (2005), IMDb. URL consultato il 19 settembre 2009.
  26. ^ The Black Candle (2008), IMDb. URL consultato il 19 settembre 2009.
  27. ^ Motherland (2009/I), IMDb. URL consultato il 19 settembre 2009.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN47940175 · ISNI (EN0000 0001 0897 3825 · LCCN (ENn80060504 · GND (DE133030792 · BNF (FRcb120016966 (data) · BNE (ESXX1003112 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n80060504