Mogno

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Mogno
frazione
Mogno – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoVallemaggia
ComuneLavizzara
Territorio
Coordinate46°25′52″N 8°39′49″E / 46.431111°N 8.663611°E46.431111; 8.663611 (Mogno)Coordinate: 46°25′52″N 8°39′49″E / 46.431111°N 8.663611°E46.431111; 8.663611 (Mogno)
Altitudine1 180 m s.l.m.
Abitanti0 (2017)
Altre informazioni
Cod. postale6695
Fuso orarioUTC+1
TargaTI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Mogno
Mogno

Mogno è una frazione disabitata del ex comune svizzero di fusio, nel Canton Ticino l(distretto di Vallemaggia).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Mogno è situato nella Valle Maggia, nella parte superiore della Valle Lavizzara dove scorre il fiume Maggia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1667 una valanga fece 33 vittime[1]. Un'altra valanga nel 1986 distrusse l'antica chiesa[2] e devastò svariate case nel villaggio, ma non vi furono feriti[senza fonte].

Già comune autonomo, nel 1936 è stato accorpato al comune di Fusio, il quale a sua volta il 4 aprile[senza fonte] 2004 è stato accorpato agli altri comuni soppressi di Broglio, Brontallo, Menzonio, Peccia e Prato-Sornico per formare il comune di Lavizzara.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Giovanni Battista, progettata da Mario Botta ed eretta nel 1987-1997[2];
  • Ossario cilindrico in conci bianchi e neri, ricavato nel muro primetrale del sagrato della chiesa di San Giovanni Battista;
  • Case tipiche con basamento in pietra, alzato in legno e tetto in piode;
  • Antica "torba", edificio per la conservazione dei cereali, nei pressi della chiesa[senza fonte];
  • Mulino ad acqua[senza fonte].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[2]:

Abitanti censiti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Patocchi-Zweifel, 2011, p. 5.
  2. ^ a b c Daniela Pauli Falconi, Fusio, in Dizionario storico della Svizzera, 17 gennaio 2017. URL consultato il 4 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 195-196.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 262, 266, 267.
  • Laura Patocchi-Zweifel, L'inverno delle valanghe, in «Azione» n. 03, 17 gennaio 2011.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN156390380 · LCCN (ENnr95042859 · GND (DE4338777-9 · BNF (FRcb125112636 (data)
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