Merico Zuccari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Merico Zuccari
1906 – 1959
SoprannomeUssardi
Nato aBuenos Aires
Morto aMontefano
Cause della morteinfarto del miocardio
Luogo di sepolturaMontefano
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
CCNN41.svg MVSN
GNR.svg Guardia Nazionale Repubblicana
ArmaFanteria
GradoTenente colonnello
Feritemutilazione al braccio destro
GuerreGuerra d'Etiopia
Seconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Grecia
Campagna d'Italia
Comandante diLegione Tagliamento
Decorazionivedi qui
voci di militari presenti su Wikipedia

Merico Zuccari (Buenos Aires, 4 novembre 1906Montefano, 5 dicembre 1959) è stato un militare italiano, noto in particolare per essere stato nel periodo della Repubblica Sociale Italiana di Salò il comandante della 1ª Legione d'assalto "Tagliamento" dal novembre 1944 al 5 maggio 1945.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'adesione al partito fascista e la carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel quartiere di Saavedra a Buenos Aires, Argentina, il 4 novembre 1906, figlio di Giovanni e Maria Stura, entrambi originari di Montefano. Nel 1907 la famiglia rimpatriò ed egli compì gli studi fino al diploma di perito agrario. Nazionalista convinto, Zuccari aderì subito al nascente movimento fascista nel 1922. Partecipò alla Marcia su Roma e nel 1926 assolse gli obblighi del servizio militare di leva. Nel 1930 si arruolò nel Regio Esercito, nominato sottotenente di complemento della fanteria. Passato alla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, operò in Libia dal 1933 al 1935, e nel 1936 partecipò alla guerra d'Etiopia in qualità di capomanipolo del I Battaglione CC.NN. d'Etitrea. Durante la seconda guerra mondiale, a partire dall'ottobre 1940 partecipò alle operazioni militari contro la Grecia dove rimase mutilato al braccio destro. Alla data dell'armistizio dell'8 settembre 1943 ricopriva l'incarico di comandante del 63º Battaglione "M" di stanza nei pressi di Roma. Dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana rivestì, a partire dal novembre del 1944 e fino al suo scioglimento avvenuto nel maggio 1945, il ruolo di comandante della Legione Tagliamento della Guardia Nazionale Repubblicana responsabile di una violenta repressione antipartigiana sull'appennino tosco-emiliano, nel vercellese, sul Monte Pasubio nel vicentino e nella Val Camonica nel bresciano[1]. Nel maggio 1945 riuscì a fuggire, passando per la Svizzera, tramite il porto di Genova, in Argentina ove rimase fino al rimpatrio del 1959[1].

Il nome di Zuccari figura nell'elenco CROWCASS (Central Registry of War Criminals and Security Suspects) (1947), compilato dagli Alleati anglo-americani, delle persone ricercate dal Regno Unito per crimini di guerra. [2]

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del conflitto, nel 1947, fu condannato a morte in contumacia dal Tribunale militare di Bologna per collaborazionismo e crimini di guerra ma in una successiva sentenza del 1950 fu assolto dal Tribunale militare di Firenze. Posto in congedo ed espulso dall'Esercito italiano nel corso dello stesso anno, nel 1952 il Tribunale militare di Milano lo condannò all'ergastolo. Nel 1959 ottenne il beneficio della liberazione condizionale dal Tribunale militare di Milano. Rientrato a Montefano nello stesso anno, vi morì nel dicembre per un infarto cardiaco.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Sostituendosi volontariamente al comandante di un reparto esploratori caduto, guidava le camicie nere al combattimento con perizia e valore. Assalito da numerosi armati, con fuoco aggiustato ed efficace riusciva a stroncarne un tentativo di accerchiamento.»
— Mai Beles, 21 gennaio 1936-XIV.

Onorificenze estere[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Leonardo Malatesta, La Legione Tagliamento dal 1923 al 1945. La nascita, il suo impiego bellico nella seconda guerra mondiale e la guerra civile, Centro Studi e Ricerche Storiche "Silentes Loquimur", Pordenone, 2012.
  2. ^ (Name) ZUCCARI - (C.R. File Number) 300660 - (Rank, Occupation, Unit, Place and Date of Crime) Col., Commander of 63 Tagliamento Btty., Varollo Prov. Vercelli (It.), 15.4.44 - (Reason wanted) Murder - (Wanted by) U.K. In: The Central Registry of War Criminals and Security Suspects, Consolidated Wanted Lists, Part 2 - Non-Germans only (March 1947), Naval & University Press, Uckfield 2005, p. 74 (Facsimile del documento originale conservato presso l'Archivio Nazionale Britannico a Kew/Londra).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leonardo Malatesta, La Legione Tagliamento dal 1923 al 1945. La nascita, il suo impiego bellico nella seconda guerra mondiale e la guerra civile, Pordenone, Centro Studi e Ricerche Storiche "Silentes Loquimur", 2012.
  • Leonardo Malatesta, Storia della Legione Tagliamento, Varese, Pietro Macchione Editore, 2015.
  • Carlo Mazzantini, A cercar la bella morte, Milano, A. Mondadori Editore, 1986.
  • Giuseppe Rocco, L'organizzazione militare della RSI: sul finire della seconda guerra mondiale, Milano, Greco & Greco Editori, 1998, ISBN 88-7980-173-2.
  • Pierluigi Romeo di Colloredo, Croce di ghiaccio. CSIR ed ArmIR in Russia, 1941- 1943, Genova, Italia, 2010.