Matita copiativa

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Matita copiativa con cappuccio metallico.
Matite copiative di diversi colori.

Una matita copiativa è un particolare tipo di matita con mina composta da grafite e altri elementi chimici, la cui traccia è indelebile. È cancellabile solo per abrasione.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la matita normale ha la mina di sola grafite, quella della matita copiativa contiene anche dei coloranti derivati dall'anilina e dei pigmenti, solubili in acqua[1]. Il segno che ne risulta può essere cancellato solo per abrasione.

Diversamente dalle matite di sola grafite, il tratto di matita copiativa svela ogni tentativo di cancellazione tramite solvente, lasciando evidenti macchie sulla carta, essendo quindi immune da una manomissione altrimenti difficile da smascherare. Se si cancella il tratto di una matita copiativa utilizzando una gomma per cancellare, viene rimossa solo la componente in grafite del segno, lasciando visibili i pigmenti.

Le matite copiative sono un articolo comunemente reperibile in commercio e la composizione chimica della mina non è coperta da brevetti.

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Le matite copiative erano comunemente utilizzate per firmare contratti e atti pubblici, prima dell'invenzione della penna a sfera.

Oggi sono soprattutto utilizzate per l'espletamento delle operazioni di voto durante le elezioni: infatti, in passato, non essendo diffusa la penna a sfera, ed essendo poco agevole votare con penna e calamaio, fu individuato nella matita copiativa un mezzo uniforme e difficilmente cancellabile per esprimere il voto.

La matita copiativa serve a impedire cancellature e manomissioni dei segni che gli elettori appongono sulle schede elettorali. Per il voto è più idonea della penna a sfera perché quest'ultima lascia una traccia che può essere visibile sul lato opposto della scheda, con possibili conseguenze negative per la garanzia del diritto alla segretezza del voto; la penna, inoltre, ha più possibilità di rottura, con il conseguente rischio di macchiare le schede, mentre la matita può agevolmente essere temperata. Se l'elettore dovesse sovrapporre le schede, nell'esprimere una preferenza su più schede elettorali, la matita copiativa non lascerebbe segni sulle schede sottostanti. Inoltre, non lascia trasparire segni sul retro della scheda, una volta piegata, prima di metterla nell'urna.

Infine, se il tratto lasciato dall'elettore è poco marcato, oppure è apposto su un simbolo scuro, è comunque visibile in controluce il segno della matita copiativa con riflessi violacei, senza il quale la scheda sembrerebbe bianca.

Operazioni di voto[modifica | modifica wikitesto]

L'utilizzo elettorale delle matite copiative non è previsto in tutti i Paesi, nemmeno tra quelli europei, che hanno sistemi elettorali autonomi e diversi.

Una matita copiativa in dotazione ai seggi elettorali: prima della scritta è visibile, inciso, un codice numerico.

Le matite copiative sono state utilizzate in tutte le votazioni italiane a partire dal referendum fra monarchia e repubblica del 1946; il loro utilizzo era stato introdotto con DLL n. 1 del 7 gennaio 1946[2].

Nell'Italia repubblicana, l'utilizzo della matita copiativa durante le votazioni è stato in seguito confermato con il testo unico n. 26 del 5 febbraio 1948[3] e con il successivo testo unico n. 361 del 1957[4], anche se disposizioni in merito all'utilizzo della matita copiativa non sono state modificate dal Dopoguerra ad oggi.

Gli elettori italiani possono votare esclusivamente con la matita copiativa che viene loro fornita dal presidente di seggio, presso gli uffici elettorali di sezione, pena la nullità del voto e della scheda elettorale; le schede sulle quali è apposto un simbolo con matita non copiativa o penna sono infatti nulle, anche se è chiara l'intenzione di voto dell'elettore ed è stata espressa una scelta compatibile con le regole.

Le matite copiative sono consegnate insieme al materiale elettorale e sono proprietà dello Stato, tanto da essere marchiate sul fusto con la scritta Ministero dell'Interno – Servizio Elettorale. Al termine dello spoglio dei voti devono essere restituite dai membri del seggio, e gli elettori che non le riconsegnano al presidente di seggio insieme alla scheda incorrono in una sanzione pecuniaria da 103 euro a 309 euro[3]; i membri del seggio sono pertanto tenuti a controllare e conservare le matite copiative.

Negli anni ottanta del XX secolo il Consiglio di Stato della Repubblica Italiana, sulla base del D.P.R 16 maggio 1960, n. 570 (Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali), affermò, con sentenza n. 660 del 26 ottobre 1987, la validità del voto espresso anche con matita umettata[5].

Durante le elezioni politiche italiane del 2008, le elezioni europee del 2009 ed il referendum costituzionale del 2016 [6] sono stati segnalati casi di matite facilmente cancellabili con una gomma. Nei primi due casi non è stato possibile individuare se si trattasse di matite classiche o copiative[7].

La Repubblica di San Marino adotta regole analoghe a quelle italiane[8].

Rischi per la salute[modifica | modifica wikitesto]

Le matite indelebili al metil-violetto sono causa di notevoli rischi per la salute umana a causa della presenza dei coloranti all'anilina, la cui esposizione può provocare eczema, acne e carcinoma[9], oltre che lesioni oculari per ustione o corrosione[10].

La penetrazione tramite ferita o l'ingestione della mina della matita nel corpo umano comporta generalmente effetti gravi e debilitanti come febbre, anemia, aumento dei globuli bianchi, disturbi gastrointestinali, ulcera, danni a reni e fegato, anoressia e necrosi del tessuto circostante la ferita[9]. Tali rischi non sono associati con le ordinarie matite contenenti normale grafite, ma solo quelle contenenti anilina. Tali sintomi possono comparire dopo un paio di giorni, ma spesso si sviluppano solo dopo alcune settimane dal momneto della contaminazione della ferita. La chirurgia è necessaria per rimuovere la mina e il tessuto infetto, mentre "l'azione necrotizzante può essere così grave ed estesa da rendere necesaria l'amputazione"[9].

La letteratura scientifica ha registrato gravi casi di avvelenamento, che in almeno un'occasione ha condotto alla morte[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Liz Dube, The Copying Pencil: Composition, History, and Conservation Implications, in The Book and Paper Group Annual, vol. 17, The American Institute for Conservation, 1998, ISSN 0887-8978. URL consultato il 05 dicembre 2016.
  2. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 7 gennaio 1946, n. 1, in materia di "Ricostituzione delle Amministrazioni comunali su base elettiva"
  3. ^ a b Decreto del presidente della Repubblica 5 febbraio 1948, n. 26, in materia di "Testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei Deputati"
  4. ^ Decreto del presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di "Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera del deputati"
  5. ^ Legge 17 febbraio 1968, n. 108 "Norme per la elezione dei Consigli regionali delle Regioni a statuto normale"
  6. ^ ANSA, Referendum, caso matite non indelebili, 4 dicembre 2016. URL consultato il 4 dicembre 2016.
  7. ^ Bruno Persano, Elezioni, il giallo delle matite copiative: "Si possono cancellare con una gomma", 7 giugno 2009. URL consultato il 27 maggio 2014.
  8. ^ Legge qualificata 11 maggio 2007, n.1, in materia di elezioni e campagne elettorali
  9. ^ a b c (EN) Michael L. Mason e Harvey S. Allen, Indelible Pencil Injuries to the Hands, in Annals of Surgery, vol. 113, nº 1, 1941, p. 131–9, DOI:10.1097/00000658-194101000-00017, PMC 1385664, PMID 17857706.
  10. ^ E. Muller, Medicina Di Urgenza e Pronto soccorso, Antonio Delfino Editore, 1984, p. 248.
  11. ^ (EN) David Owen, Copies in Seconds: How a Lone Inventor and an Unknown Company Created the Biggest Communication Breakthrough Since Gutenberg - Chester Carlson and the Birth of the Xerox Machine, Simon & Schuster, 2008, p. 40–42, ISBN 978-1-4165-9832-9.

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