Massiccio degli Écrins

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Massiccio degli Écrins
Massifs des Alpes.png
Cartina delle Alpi Francesi in cui è possibile individuare il massiccio des Écrins
ContinenteEuropa
StatiFrancia Francia
Catena principaleAlpi del Delfinato nelle Alpi
Cima più elevataBarre des Écrins (4.102 m s.l.m.)
Massicci principaliCatena Écrins-Grande Ruine-Agneaux
Catena Meije-Râteau-Soreiller
Catena Pelvoux-Bans-Sirac
Catena Olan-Rouies
Catena Arias-Muzelle
Cartina del Parco nazionale des Écrins con le principali vette del massiccio.

Il massiccio degli Écrins (detto anche "massiccio del Pelvoux" - in francese massif des Écrins oppure massif du Pelvoux) è un massiccio montuoso francese nelle Alpi del Delfinato, dando vita al cuore del parco nazionale degli Écrins.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In ragione della sua grandezza e della sua complessità, il massiccio è stato per lungo tempo poco conosciuto. Non ha avuto un nome preciso fino al 1973. Per lungo tempo è stato conosciuto come massif de l'Oisans, la valle solcata dalla Romanche che lo delimita a nord. Nel Briançonnais invece il nome più comune era quello di una vetta: massif du Pelvoux[1], rinforzato dalla creazione di un parco demaniale in questa zona, ma non si impose molto. L'ambiguità dell'utilizzo di due nomi ha portato nel 1880 Henry Duhamel e William Auguste Coolidge a definirlo arbitrariamente massif du Haut-Dauphiné[2], ma non sortirono l'effetto sperato. Anche massif de la Meije[3] è stato utilizzato a volte, ma solo per riferirsi alla porzione settentrionale. La creazione del Parco nazionale degli Écrins nel 1973 è riuscita a mettere d'accordo tutti, imponendo il nome attuale (sebbene c'è ancora qualche sacca di resistenza: nel 1978 è stato edito un libro intitolato Le grand Oisans sauvage di Samivel).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Il massiccio può essere inteso in modo più o meno ampio. Nel senso più ampio comprende anche le sottosezioni delle Alpi del Delfinato: massiccio dell'Embrunais, massiccio del Champsaur e Monti orientali di Gap[4].

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il massiccio è situato nei dipartimenti delle Alte Alpi e dell'Isère.

Confina:

Ruotando in senso orario i limiti geografici sono: colle del Lautaret, fiume Guisane, Briançon, fiume Durance, torrente Fournel, passo de la Cavale, colle di Vallonpierre, Valgaudemar, fiume Drac, fiume Bonne, Col d'Ornon, fiume Romanche, colle del Lautaret.

Suddivisione[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione della SOIUSA

Secondo la SOIUSA il Massiccio degli Écrins è una sottosezione alpina con la seguente classificazione:

Secondo la SOIUSA il massiccio è suddiviso in cinque supergruppi, diciotto gruppi e 28 sottogruppi[5]:

  • Catena Écrins-Grande Ruine-Agneaux (A)
    • Gruppo degli Agneaux (A.1)
      • Nodo di Combeynot (A.1.a)
      • Nodo della Montagne des Agneaux (A.1.b)
    • Gruppo di Clouzis (A.2)
    • Gruppo della Condamine (A.3)
      • Cresta della Eychauda (A.3.a)
      • Massiccio Condamine-Montbrison (A.3.b)
    • Gruppo della Roche Faurio (A.4)
      • Nodo del Pic de Neige Cordier (A.4.a)
      • Cresta Roche Faurio-Tête de la Somme (A.4.b)
    • Gruppo degli Écrins (A.5)
    • Gruppo della Grande Ruine (A.6)
  • Catena Meije-Râteau-Soreiller (B)
    • Gruppo della Meije (B.7)
      • Nodo del Pic Gaspard (B.7.a)
      • Nodo della Meije (B.7.b)
    • Gruppo del Râteau (B.8)
      • Nodo del Râteau (B.8.a)
      • Catena Grave-Lauze-Jandri (B.8.b)
      • Catena Lac Noir-Toura-Pic du Diable (B.8.c)
    • Massiccio del Soreiller (B.9)
  • Catena Pelvoux-Bans-Sirac (C)
    • Catena Ailefroide-Pelvoux (C.10)
      • Gruppo dell'Ailefroide (C.10.a)
      • Gruppo del Pelvoux (C.10.b)
    • Gruppo dei Bans (C.11)
      • Catena Boeufs Rouges-Guyard (C.11.a)
      • Nodo dei Bans (C.11.b)
    • Gruppo Bonvoisin-Sirac (C.12)
      • Catena Bonvoisin-Verdonne (C.12.a)
      • Nodo del Sirac (C.12.b)
      • Catena Neyzets-Aiglière (C.12.c)
  • Catena Olan-Rouies (D)
    • Gruppo dei Rouies (D.13)
      • Catena Says-Vaccivier (D.13.a)
      • Nodo dei Rouies (D.13.b)
    • Gruppo del Vallon des Étages (D.14)
      • Catena Vallon des Étages-Encoula (D.14.a)
      • Catena Étret-Fétoules (D.14.b)
    • Gruppo dell'Olan (D.15)
      • Nodo dell'Olan (D.15.a)
      • Catena Turbat-Souffles (D.15.b)
    • Catena Tête du Clotonnet-Grun de Saint Maurice (D.16)
  • Catena Arias-Muzelle (E)
    • Gruppo degli Arias (E.17)
      • Catena dell'Aiguille des Arias (E.17.a)
      • Catena Montagnon-Lauranoure (E.17.b)
    • Gruppo della Muzelle (E.18)
      • Catena Swan-Muzelle (E.18.a)
      • Catena Clapier du Peyron-Signal du Lauvitel (E.18.b)

La catena Écrins-Grande Ruine-Agneaux raccoglie la parte nord-orientale del massiccio; la catena Meije-Râteau-Soreiller si trova nella zona nord; la catena Pelvoux-Bans-Sirac è collocato a sud-est; la catena Olan-Rouies è a sud-ovest ed, infine, la catena Arias-Muzelle è ad est.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Le montagne principali del massiccio sono:

Ghiacciai principali[modifica | modifica wikitesto]

Il massiccio a causa dell'altezza delle sue montagne raccoglie un gran numero di ghiacciai. Tra questi si ricordano:

  • Glacier de la Girose
  • Glacier du Tabuchet
  • Glacier de la Meije
  • Glacier de l'Homme
  • Glacier du Mont-de-Lans
  • Glacier de la Selle
  • Glacier du Clot des Cavales
  • Glacier de la Plate des Agneaux
  • Glacier de la Bonne Pierre
  • Glacier Blanc
  • Glacier d'Arsine
  • Glacier du Casset
  • Glacier du Monétier
  • Glacier Noir
  • Glacier du Vallon des Étages
  • Glacier du Chardon
  • Glacier des Sellettes
  • Glacier de la Pilatte
  • Glacier du Sélé

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In riferimento al Monte Pelvoux.
  2. ^ Ovvero massiccio dell'Alto-Delfinato.
  3. ^ In riferimento all'importante monte: la Meije.
  4. ^ Nella voce, quando non diversamente specificato, si segue, in accordo con la SOIUSA, la linea più restrittiva
  5. ^ Tra parentesi sono riportati i codici SOIUSA dei supergruppi, gruppi e sottogruppi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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