Mario Sansone

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Mario Sansone, in piedi al centro dell'immagine, con Luigi Silori nel 1979

Mario Sansone (Lucera, 22 febbraio 1900Roma, 2 gennaio 1996) è stato un critico letterario, storico della letteratura e accademico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Sansone nacque a Lucera in provincia di Foggia nel 1900. Compì gli studi universitari presso l'Università di Napoli, dove si laureò nel 1922, ed ebbe come docente di Letteratura italiana il crociano Francesco Torraca.

Ottenuta la libera docenza nel 1941 ebbe l'incarico di professore ordinario presso l'Università di Bari dove rimase fino al 1970 ad insegnare Letteratura italiana. Nel 1954 fu eletto preside della Facoltà di Lettere.

È stato consigliere-fondatore della Fondazione Marino Piazzolla. Dal 1966 fino alla morte, Sansone ha presieduto il Premio Nazionale "Lanciano" di poesia dialettale (poi "Lanciano-Mario Sansone"), fondato dai poeti abruzzesi Ottaviano Giannangeli e Giuseppe Rosato.

Era il fratello maggiore di Luigi Renato Sansone, uomo politico e avvocato italiano.

Una vicenda di cronaca nera[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 luglio 1956, a Bari, Mario Sansone fu raggiunto da due colpi di pistola esplosi dalla moglie gelosa che lo aveva sorpreso mentre si intratteneva in una stanza d'albergo con una giovane assistente, Gloria Pasquariello, poi madre del giudice Woodcock. Il processo, celebrato l'anno successivo, ebbe vasta risonanza mediatica[1] e si concluse con la condanna della moglie a due anni e quattro mesi di carcere, poi ridotti a un anno e sei mesi[2].

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

L'opera di critica e di storiografia di Sansone risente pienamente della filosofia e dell'estetica di Croce, come gli aveva trasmesso il suo maestro Francesco Torraca.
L'autore che il critico analizzò in modo maggiormente approfondito fu Alessandro Manzoni e lo studio della critica e della storiografica dei primi saggi dell'autore e della sua poetica, possono considerarsi "dei classici della critica letteraria italiana del novecento" [3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Saggio sulla storiografia manzoniana, Ricciardi, Napoli, 1938
  • Storia della letteratura italiana, Principato, Milano-Messina, 1938
  • L'Aminta di Torquato Tasso, Principato, Milano-Messina, 1941
  • La poesia giovanile di Alessandro Manzoni, Principato, Milano-Messina, 1941
  • L'opera poetica di Alessandro Manzoni, Principato, Milano-Messina, 1947
  • Unità poetica e unità dialettica, Laterza, Bari, 1947
  • Introduzione allo studio delle letterature dialettali in Italia, Adriatica, Bari, 1948
  • Studi di Storia letteraria, Adriatica, Bari, 1950
  • Letture e studi danteschi, De Donato, Bari, 1975
  • Disegno storico della letteratura italiana. Nuova edizione rifatta ed ampliata, Principato, 1978
  • Manzoni francese 1805 – 1810. Dall'Illuminismo al Romanticismo, Laterza, Roma-Bari, 1993
  • Storicità e letteratura: da Machiavelli a Leopardi, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1997
  • Carte vecchie e nuove sul Manzoni, a cura di M. Dell'Aquila,, pagg. 264, Schena Editore, Fasano, 1998, ISBN 88-8229-047-6
  • Da Bembo a Galiani: il dibattito sulla lingua italiana, a cura di Francesco Tateo, pagg. 244, Adriatica, Bari, 1999

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 giugno 1966 fu insignito della Medaglia d'oro ai Benemeriti della Scuola della Cultura e dell'arte [4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La moglie del professor Sansone sparò in un momento di gelosia, La Stampa, 23 maggio 1957, pag. 7.
  2. ^ Scarcerata la moglie del docente professor Sansone, La Stampa, 15 febbraio 1958, pag. 9.
  3. ^ da Enciclopedia Multimediale delle Scienze filosofiche Archiviato il 25 dicembre 2004 in Internet Archive.
  4. ^ da, su quirinale.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arcangelo Leone de Castris, “Mario Sansone”, in AA.VV., Letteratura italiana. I critici, vol. V, Milano, Marzorati, 1987, pp. 3545–3566.

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