Mariano di Jacopo

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Mariano di Jacopo detto il Taccola, Veduta generale della gru di Brunelleschi, prima metà XV secolo, BNCF, Ms. Palatino 776, c. 10r.

Mariano di Jacopo, detto il Taccola (Siena, 13811453 circa), è stato un ingegnere, scrittore e scultore italiano del primo Rinascimento.

Il Taccola fu uno degli artisti-ingegneri senesi più eminenti del XV secolo, conosciuto per i suoi trattati di tecnologia De ingeneis e De machinis incentrati su molti macchinari tipici dell'epoca. I lavori del Taccola furono studiati da molti ingegneri ed artisti del Rinascimento, tra cui Francesco di Giorgio Martini e, molto probabilmente, anche Leonardo da Vinci.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mariano di Jacopo nacque a Siena il 4 febbraio del 1381. Suo padre Iacopo era un vignaiolo. Praticamente nulla si conosce dei suoi primi anni e del suo apprendistato[1]. Quando fu adulto, intraprese le carriere di notaio, segretario all'università, scultore, sovrintendente ai trasporti ed ingegnere idraulico[2]. Negli anni 40 del XV secolo, si ritirò da tutti i ruoli ufficiali grazie ad una pensione statale. Si sa, inoltre, che entrò nell'ordine di San Giacomo intorno al 1453, anno nel quale probabilmente morì[3].

I lavori[modifica | modifica wikitesto]

Accanto ai suoi trattati di ingegneria militare, numerosi suoi scritti, rimasti inediti, sono dedicati a studi e ad applicazioni di ingegneria idraulica. Nei manoscritti di Taccola, come in altri trattati di altri ingegneri senesi a lui contemporanei, gli studi sulla regolamentazione delle acque rispecchiano l'esigenza di dotare la città di Siena, sprovvista di corsi d'acqua naturali, di un sistema di approvvigionamento di acque potabili, che ovviasse alle carenze del territorio.

In particolare, il Taccola ha lasciato due importanti trattati, il primo dei quali è il De ingeneis (incentrato sui macchinari), opera in 4 volumi cominciata nel 1419[4] e completata nel 1433 (continuò poi ad aggiungervi note e disegni fino al 1449). In quello stesso anno, pubblicò il suo secondo manoscritto, De machinis, nel quale portò a compimento molti dei processi esplicativi cominciati con il De ingeneis.

Tramite disegni effettuati con inchiostro nero su carta, il Taccola mostrò nelle sue rappresentazioni scritte molti macchinari di notevole ingegno, tra i quali macchine idrauliche e macchine da guerra.

L'influenza e la riscoperta[modifica | modifica wikitesto]

Soprannominato anche l'Archimede senese, il Taccola si pone agli inizi della tradizione rinascimentale ingegneristica italiana, soprattutto per la varietà delle problematiche trattate. I suoi disegni furono poi adoperati dalla quasi totalità della generazione di ingegneri del XV e del XVI secolo. Sui suoi disegni si basano inoltre gli studi del Brunelleschi che portarono alla costruzione della cupola di Santa Maria del Fiore[5].

Gli interessi per i lavori del Taccola praticamente cessarono durante il XVI secolo e sono stati riscoperti solo di recente. Una ragione può essere il fatto che in circolazione vi furono solo pochi manoscritti all'epoca, dei quali solo tre sono pervenuti a noi oggi[6]. I manoscritti originali del Taccola (dei quali lo stile della trattazione era molto più complesso delle copie che circolarono all'epoca) furono scoperti ed identificati nelle librerie statali di Monaco e di Firenze solo negli anni sessanta del XX secolo. Ne seguì una pubblicazione che comprendeva il De ingeneis e il De machinis[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lawrence Fane, p.136
  2. ^ Lon R. Shelby, p.466
  3. ^ Lawrence Fane, p.137
  4. ^ Lon R. Shelby, p.467
  5. ^ Lawrence Fane, p.140
  6. ^ a b Lawrence Fane, p.143

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

  • J.H. Beck, Mariano di Jacopo detto il Taccola, Liber tertius de ingeneis ac edifitiis non usitatis, (Milano: Edizioni il Polifilo, 1969), 156 pp., 96 pls.
    (Questa pubblicazione riproduce solo i volumi III e IV del De Ingeneis)
  • Frank D. Prager e Gustina Scaglia, Mariano Taccola and His Book "De ingeneis" (Cambridge, Mass.: M.I.T. Press, 1971), 230 pp.
  • Gustina Scaglia, ed., Mariano Taccola, De machinis: The Engineering Treatise of 1449, 2 vols. (Wiesbaden: Dr. Ludwig Reichert Verlag, 1971), 181 and 210 pp., 200 pls.

Fonti secondarie[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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