Marco Ramperti

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Marco Ramperti (Novara, 25 ottobre 1887Roma, 1964) è stato uno scrittore e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giornalista, critico teatrale del Secolo e dell'Ambrosiano e romanziere, Ramperti scrisse in maniera disincantata storie fantastiche, sospese tra il filone realistico e il fiabesco.[1] Fu collaboratore letterario per La Stampa, Il Corriere della Sera e L'Illustrazione Italiana e critico cinematografico per altre testate.[1]

Lo scrittore, molto apprezzato all'epoca del ventennio fascista da autori contemporanei quali Gabriele d'Annunzio, Ugo Ojetti ed Ezra Pound, fu dimenticato nel dopoguerra, perché aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana,[2] sebbene fosse stato critico e sarcastico con gli intellettuali di regime[3] e scrivesse nel 1950 di non aver mai avuto "amore pel dittatore d'Italia".[4] Fu inviso inoltre per il viscerale antisemitismo che aveva espresso nei suoi articoli (tanto che tacciò come ebreo anche Charlie Chaplin).[3] Dopo la Liberazione venne condannato a sedici anni di carcere, che iniziò a scontare nel campo di prigionia di Coltano fin quando sopraggiunse l'amnistia di Togliatti.[3]

Uscito di prigione strinse relazioni con alcuni esponenti del “Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori”, l'organizzazione giovanile del nascente MSI, tendenzialmente evoliana e antiatlantica.[3] Come scrittore anticipò il filone ucronico del "fantafascismo" con un romanzo satirico del 1950, Benito I imperatore, pubblicato al culmine dell'attività propagandistica dei giovani attivisti del MSI, in cui Ramperti prende di mira anzitutto gli intellettuali convertiti all'antifascismo dopo la Liberazione.[3]

La coerenza ideologica che caratterizzò la sua attività lo condannò, dopo il rifiuto di un'offerta dell'editore Angelo Rizzoli, a ristrettezze economiche che lo portarono a finire i suoi giorni alla stazione Termini, dove vendeva sigarette di contrabbando[5]. Negli ultimi anni della sua vita entrò in confidenza con Indro Montanelli che, con la consueta ironia, di lui disse: "Si lavava assai poco..."[6].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La bionda vestita di nero; L'albero di Natale; Il poker e un uomo ingenuo; L'amico ignoto; L'inutile dannazione; Animali innamorati, Milano, Vitagliano, 1920.
  • La corona di cristallo. Storia ingenua, Milano, Bottega di Poesia, 1926.
  • Luoghi di danza, Torino, Buratti, 1930.
  • Suora Evelina dalle belle mani ed altre storie d'amore, Milano, Omenoni, 1930.
  • Jolanda. 23 aprile 1864-8 agosto 1917, Bologna, Cappelli, 1931.
  • Nuovo alfabeto delle stelle, Milano, Rizzoli, 1937.
  • Donato Frisia, pittore, Milano, Galleria Gian ferrari, 1938.
  • L'appuntamento e altre, ultime storie d'amore, Milano, Sonzogno, 1939.
  • Il crepuscolo dei Savoia, Venezia, Casa editrice delle edizioni popolari, 1945.
  • Il giardino segreto e altre immagini, Torino, Palatine, 1946.
  • Gli usignoli vendicati e altri racconti, Torino, Palatine, 1946.
  • Manzoni redivivo, Torino, Palatine, 1946.
  • Benito I imperatore, Roma, Scirè, 1950.
  • Storie strane e terribili, Milano, Ceschina, 1955.
  • Ho ucciso una donna! Storia d'una santità, Milano, Ceschina, 1956.
  • Vecchia Milano. Cinquanta capitoli di ricordi rintracciati, Milano, M. Gastaldi, 1959.
  • Quindici mesi al fresco, Milano, Ceschina, 1960.
  • Casanova riabilitato, Milano, Cino del Duca, 1963.
  • Ombre del passato prossimo, Milano, Ceschina, 1964.
  • L'alfabeto delle stelle, con una nota di Leonardo Sciascia, Palermo, Sellerio, 1981.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Marco Ramperti, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ A. Petacco, Il comunista in camicia nera, Mondadori, Milano, 1996, p. 100
  3. ^ a b c d e Marra 2014, p.4-5
  4. ^ Simone Berni, A caccia di libri proibiti: libri censurati, libri perseguitati, la storia scritta da mani invisibili, edizioni simple, 2005, pp. 43–44, ISBN 978-88-89177-16-7.
  5. ^ Marco Ramperti. Una penna rossa per il fascio | Fondo Magazine di Miro Renzaglia
  6. ^ I. Montanelli, Ricordi sott'odio: Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti, Rizzoli, Milano, 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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